30 Agosto 1982 Palermo. Ucciso il commerciante Vincenzo Spinelli, perché aveva riconosciuto e denunciato una persona che l’aveva rapinato.

Si ringrazia per la foto la pagina Facebook Dedicato Alle Vittime Delle Mafie

A Palermo ucciso il giovane commerciante Vincenzo Spinelli. Secondo il collaboratore di giustizia Francesco Onorato, aveva fatto arrestare l’autore di una rapina avvenuta nel suo negozio, un giovane parente dei capimafia Giuseppe Savoca e Masino Spadaro.

Fonte:centroimpastato.it

 

 

 

Fonte: centroimpastato.it
22 Maggio 2001

Confermate dalla Corte d’appello di Palermo la condanna all\’ergastolo per il mafioso Giuseppe Savoca e quella a 12 anni per il collaboratore Francesco Onorato, per l’omicidio, avvenuto nell’82, del commerciante Vincenzo Spinelli, ucciso per aver riconosciuto e denunciato una persona che l’aveva rapinato. Assolti, perché i riscontri alle dichiarazioni di Onorato sono stati ritenuti insufficienti, Nino Porcelli, Giovanni Cusimano, Michele Micalizzi e il capomafia latitante Salvatore Lo Piccolo.

 

 

 

Articolo del 30 Agosto 2017 da palermotoday.it
Ucciso dopo aver riconosciuto il rapinatore a cena: l’omicidio “dimenticato”
di Alessando Bisconti
Nella Palermo che ricorda Libero Grassi non ha mai trovato spazio la storia di un altro imprenditore vittima della mafia. Spinelli, assassinato il 30 agosto 1982 (35 anni fa esatti) era titolare di un negozio di tessuti in piazza Alcide De Gasperi

Ieri Libero Grassi, oggi Vincenzo Spinelli. Dall’imprenditore ucciso da Cosa Nostra dopo essersi opposto a una richiesta di pizzo e divenuto simbolo della lotta alla criminalità, al commerciante di tessuti sempre ignorato dalle cronache. La lancetta deve tornare indietro di 35 anni esatti. E’ il 30 agosto 1982. Viene ucciso Vincenzo Spinelli, un imprenditore palermitano che non vuole piegarsi alle “logiche” del pizzo. Dice “no” al ricatto mafioso. E lo fa ancora prima di Libero Grassi, nell’estate del 1982, in piena seconda guerra di mafia. Periodo particolare. Fine agosto, Carlo Alberto Dalla Chiesa – ad esempio – non lo sa, ma sta vivendo gli ultimi giorni della sua vita. La morte è lì che lo aspetta, arriverà quattro giorni più tardi.

Vincenzo Spinelli, imprenditore nel settore dell’abbigliamento, è meno famoso di Dalla Chiesa. Ha 46 anni. Armato di coraggio, aveva da poco trovato la forza di denunciare gli autori di una rapina subita, all’interno di uno dei suoi esercizi commerciali, il “Valtiz” (dai nomi delle sue figlie Valeria e Tiziana), in piazza Alcide De Gasperi.

La sua storia è venuta a galla solo dopo, grazie al pentimento di uno degli assassini, Francesco Onorato. La sera stessa in cui si verifica l’agguato il possibile movente viene ricollegato in fretta alle denunce che Spinelli aveva fatto nei confronti prima di un rapinatore e poi di due spacciatori di hashish. Piste che però si perdono nel vuoto. Si indaga sui problemi finanziari del commerciante di tessuti e sui suoi affari andati male. Ma non si arriva a nulla. Fino a quando Francesco Onorato vuota il sacco e consegna ai palermitani una storia cruda e spietata, che ben descrive la Palermo dei primi anni Ottanta.

Dal racconto di Onorato emerge una cosa: la mafia non dimentica. Ha la memoria lunga come quella di Spinelli, che due anni dopo aver subito una rapina, nel 1979, mentre sta cenando in un ristorante riconosce il rapinatore. E’ seduto ad un altro tavolo dello stesso locale. A quel punto Spinelli segnala l’episodio a un funzionario di polizia e il rapinatore viene arrestato seduta stante. Non si tratta però di un uomo qualunque. E’ infatti Girolamo Frusteri, uno dei nipoti di Pino Savoca, uomo d’onore di Brancaccio, parente di Masino Spadaro, boss della Kalsa, e compare di Salvatore Riina. Curriculum pesante. Viene fuori l’ordine di punire Spinelli. L’agguato mortale si consuma in una notte di fine estate a Pallavicino, in una traversa di via Castelforte. E’ il 30 agosto, come oggi. Mafia, sangue, vendette. E segreti. Nella Palermo che ricorda giustamente Libero Grassi, merita una menzione particolare anche Vincenzo Spinelli. Ingiustamente dimenticato per molti anni e vittima della mafia e del silenzio.

 

 

Fonte:  rainews.it
Articolo del 30 ago 2018
Per la prima volta Palermo ricorda Spinelli, ucciso dalla mafia nel 1982

Vincenzo Spinelli è una vittima di Cosa nostra ma in pochi conoscono la sua storia. Forse perché il movente dell’omicidio, avvenuto 36 anni fa, rimase ignoto per molto tempo.
di Simona Licandro
Vincenzo Spinelli è un imprenditore ucciso dalla mafia nel 1982 a Palermo. Negli anni della guerra di mafia, si pensò a un regolamento di conti. E invece Spinelli fu uno dei primi commercianti a ribellarsi al racket delle estorsioni, denunciando i suoi aguzzini. La sua condanna a morte Spinellì la firmò tre anni prima di essere ucciso quando riconobbe e fece arrestare chi lo rapinò nel 1977.

Era Girolamo Frusteri parente dei boss Giuseppe Savoca e Masino Spadaro. Nonostante le pressioni, l’imprenditore decise di non ritrattare. Così fu ucciso sotto casa da un commando. Ignorato per anni dalle cronache e dalla giustizia, Spinelli è una delle tante vittime silenti della mafia degli anni Settanta e Ottanta. Stasera Spinelli verrà ricordato per la prima volta con una cerimonia a piazza Bologni.

 

 

Intitolazione toponomastica – Foto da: palermocapitaleonline.com

Fonte:  palermocapitaleonline.com
Articolo del 23 luglio 2019
Intitolata una strada a Vincenzo Spinelli

La via Valderice, da oggi, si chiama via Vincenzo Spinelli. Vittima innocente della mafia, imprenditore, fu ucciso il 30 agosto del 1982. Una breve ma partecipata cerimonia pubblica si è tenuta, stamattina, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, di Valeria e Tiziana, che diedero il nome all’attività del padre, commerciante di tessuti, di familiari e amici di Spinelli e semplici cittadini.

La strada è un luogo diverso da quello dove fu compiuto il delitto. L’ufficio comunale che cura la toponomastica cittadina ha preso la decisione pochi mesi fa. A sollecitarla anche l’Associazione per onorare la memoria dei caduti nella lotta alla mafia. I promotori del sodalizio, Carmine Mancuso, Andrea Piazza e Giovanni Taormina, hanno colto l’occasione per chiedere un percorso amministrativo privilegiato, laddove siano richiesti pareri, per intitolare aree di circolazione, spazi ed impianti pubblici in tutti i casi analoghi: donne e uomini uccisi da mafia e criminalità

 

 

 

 

 

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