5 Giugno 1981 Napoli. Ucciso Agostino Battagli, appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia

Foto da   polizia-penitenziaria.it

Agostino Battagli è nato a Portici il 18 ottobre 1945.
Giovanissimo, si è arruolato nel Corpo degli Agenti di Custodia. Ha seguito il corso di formazione presso la Scuola Militare Allievi Agenti di Custodia nella sua stessa città natale. Alla fine dell’addestramento, è stato assegnato alla Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale. Permanendo nel suo stato di servizio, ha raggiunto il grado di appuntato.
Agostino Battagli, appuntato del corpo degli Agenti di Custodia presso la casa circondariale di Poggioreale, viene ucciso la mattina del 5 giugno 1981 da una serie di colpi di arma da fuoco sparati da tre killer mentre si trova all’interno di un negozio per acquistare della merce a Portici. Battagli muore sul colpo all’età di 35 anni e lascia la moglie e due bambine.
L’omicidio si consumò nell’ambito delle faide tra gruppi opposti della camorra che, anche all’interno del carcere partenopeo, si contendevano il dominio del territorio.
Gli inquirenti ritengono fin da subito che i colpevoli dell’omicidio siano legati al clan Giuliano di Forcella. Vengono accusati Luigi Giuliano, ritenuto il mandante, e Gaetano Guida, accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio. Il processo di 1° grado si è concluso nel 1987 con l’assoluzione dei due accusati per insufficienza di prove.
Agostino Battagli è stato riconosciuto “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell’Interno.
Fonte: fondazionepolis.regione.campania.it

 

 

 

Fonte:  polizia-penitenziaria.it

Agostino Battagli – Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Portici (NA) il 18 ottobre 1945 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.

Il 5 giugno 1981 intento nell’acquisto di merce all’interno di un esercizio commerciale della città, veniva attinto mortalmente da alcuni colpi di arma da fuoco, sparati da tre giovani che irrompevano con violenza nel negozio.

Agostino Battagli è stato riconosciuto “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell’Interno.

 

 

 

Tratto da un articolo da L’Unità del 6 Giugno 1981
Bande e camorra scatenate a Napoli

[…]
Ma qual è la traccia che può spiegare l’uccisione della guardia carceraria?  Agostino Battagli, 36 anni, era sceso di casa qualche minuto prima delle otto. Aveva fatto il turno di notte, ma si era ugualmente svegliato presto per andare a comprare il latte per le sue due bambine. È entrato nella latteria; e dietro di lui i suoi killer. Si è voltato, ne ha riconosciuto uno, lo ha salutato affabilmente «Gaetano, e tu che ci fai da queste parti? ». L’altro ha estratto la pistola, gliel’ha puntata al capo ed ha fatto fuoco. Agostino Battagli è morto senza sapere il perchè, stringendo ancora in mano i soldi per comprare il latte ai suoi bambini.
Nel carcere di Poggioreale c’è chi piange, gli agenti amici della vittima sono demoralizzati. C’è molta tensione.
« Qua ci stanno venti detenuti per cella, la legge spesso la fanno loro, hanno le loro norme. Puoi infrangerle – senza saperlo. Qua dentro una parola sbagliata diventa uno “sgarro” e sgarrare vuol dire morire».
Dentro il carcere comandano i clan; fuori dal carcere la malavita combatte per ogni metro quadro di citta, per ogni fonte di reddito che ne valga la pena. Persino i morti diventano motivo di guadagno, come il racket del caro estinto. l delitto di Casoria di ieri è l’ennesimo di una faida che dura da anni: sì fronteggiano due famiglie per il controllo delle imprese di pompe funebri. Ogni tre o quattro mesi un’uccisione, un avvertimento, una gambizzazione. L’ultima tre mesi fa: colpi la famiglia Esposito. Ieri  è toccato alla famiglia Castaldo.
La polizia è in difficolta, non ci sono neanche gli uomini necessari per correre appresso alle mille attività ed ai mille traffici della camorra organizzata e della malavita «comune». Il morbo della violenza si espande, si rafforza. I poteri dello stato, lenti, impacciati o indifferenti, sembrano alle corde.

 

 

 

Fonte: archiviolastampa.it
Articolo del 6 giugno 1981
Gli hanno sparato in tre, uno dei killers era conosciuto dalla vittima.
Napoli: agente di custodia ucciso a colpi di pistola in un negozio.

NAPOLI — Un appuntato degli agenti di custodia in servizio nel carcere di Poggioreale è stato ucciso, ieri mattina, con numerosi colpi di pistola in una salumeria di Portici, alle falde del Vesuvio. La vittima è Agostino Battaglia, 36 anni, sposato, due figlie. Gli inquirenti tendono ad escludere l’ipotesi di un attentato terroristico e accreditano quella di un delitto di camorra maturato nel carcere.

Agostino Battaglia aveva terminato il suo turno alla mezzanotte dell’altro ieri ed era tornato a casa, in via Taverna Longobardi 3. Ieri mattina l’uomo è andato a salutare i suoceri che abitano in corso Garibaldi 251 e pochi minuti dopo è sceso ed è entrato nella salumeria che è di fronte all’abitazione dei parenti. Nel negozio c’era il titolare, Arturo Della Peruta, insieme con la moglie e il padre. Mentre l’agente stava per pagare due scatole di latte, sono entrati tre uomini che sarebbero scesi — secondo testimoni — da una «Ritmo» grigia posteggiata in via Scalerà, una traversa di corso Garibaldi. Battaglia ne ha riconosciuto uno: «Gaetano — gli ha detto — e tu cosa ci fai qui?». Ma il giovane e i suoi complici hanno estratto le pistole e hanno sparato. L’appuntato, crivellato di proiettili alle spalle, alle gambe e dietro un orecchio, è morto sul colpo. I killers, saliti sulla «Ritmo», sono riusciti ad allontanarsi nonostante l’intervento di una radiomobile dei carabinieri che era poco distante. La vettura degli assassini due ore dopo è stata ritrovata bruciata in un viottolo di campagna.

Sposato con Anna Maria Sannino, 26 anni, casalinga e padre di Maria Cristina, 6 anni, e Giuseppina, di 3, Agostino Battaglia era in servizio nel carcere di Poggioreale da oltre dieci anni. Ha una sorella e tre fratelli di cui due, Ciro e Gaetano, sono agenti di custodia nelle case penali di Forlì ed Isernia. Anche il padre, Angelo, è stato guardia carceraria per oltre quarant’anni.

Si presume che il delitto sia maturato nel carcere, perché Agostino Battaglia era noto per la sua severità: amava la disciplina e l’ordine. Pare che l’anno scorso avesse anche ricevuto delle minacce. «Ma in questi ultimi tempi sembrava sereno, ha affermato la moglie.

L’omicidio di Agostino Battaglia ha nuovamente sconvolto il precario equilibrio di Poggioreale, che con i suoi 1700 detenuti è il più grande, affollato e ingovernabile carcere d’Europa. Sabato scorso, a Quindici, un paese a pochi chilometri da Napoli, è stato ferito Salvatore Truoiolo, brigadiere degli agenti di custodia, e il 14 aprile scorso la camorra decretò e fece eseguire la condanna a morte di uno dei vice direttori, Giuseppe Salvia.

I 480 agenti di custodia che lavorano a Poggioreale hanno appreso sgomenti la notizia che un altro loro collega era stato assassinato: «Siamo vittime indifese—è stato il loro commento —, al centro di un ginepraio di violenza che non accenna a diminuire. Che cosa fa lo Stato per tutelare i nostri diritti e le nostre vite?». a. l.

 

 

 

Fonte:  lospeakerscorner.eu
Articolo del 2 ottobre 2017
Figli di Portici famosi: Agostino Battagli
di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende. Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Agostino Battagli è nato a Portici il 18 ottobre 1945.

Giovanissimo, si è arruolato nel Corpo degli Agenti di Custodia. Ha seguito il corso di formazione presso la Scuola Militare Allievi Agenti di Custodia nella sua stessa città natale.

Alla fine dell’addestramento, è stato assegnato alla Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale.

Permanendo nel suo stato di servizio, ha raggiunto il grado di appuntato.

Mentre sta comprando del latte è stato «… attinto mortalmente da alcuni colpi di arma da fuoco, sparati da tre giovani che irrompevano con violenza nel negozio».

Per le gravissime ferite procurategli dai tre delinquenti, che hanno messo in atto una rapina in una salumeria al corso Garibaldi di Portici, Agostino Battagli, muore il venerdì 5 giugno 1981.

Per il suo gesto è «… riconosciuto “Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell’Interno».

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *