5 Maggio 1990 Casalnuovo (NA). Resta ucciso per errore Pasquale Feliciello, 50 anni.

Ringraziamo per la foto la figlia, Carmela

Pasquale Feliciello, 50 anni, padre di nove figli, impiegato presso la ASL di Napoli, rimase ucciso il 5 Maggio del 1990 fuori di un circolo ricreativo di Casalnuovo, dove risiedeva, perché si trovava nelle vicinanze di un pregiudicato contro cui era diretto il raid criminale.
I figli, che avevano perso la mamma due anni prima, hanno dovuto subire le dicerie infamanti del paese, la perquisizione dei carabinieri in casa, alla ricerca di armi, il telefono sotto controllo.
C’è voluto del tempo ma alla fine la famiglia ha avuto giustizia: Pasquale Feliciello è stato dichiarato vittima innocente della camorra.

 

 

Pasquale Feliciello era nato a Casalnuovo di Napoli il 7 Aprile 1930. Residente a Casalnuovo, era impiegato presso la ASL di Napoli. Padre di 9 figli, lavorava facendo sacrifici, insieme alla moglie, per dare loro un futuro e riuscendoci avendo un figlio medico chirurgo, uno avvocato, una figlia ragioniera ed un’altra segretaria; gli altri si sono fermati per loro volontà anche se lui ci teneva molto alla loro istruzione.
Era un uomo rispettato da tutti e anche lui aveva un grande rispetto per il prossimo: dava anche l’anima agli altri, sia famigliari che amici.
L’unico hobby di Pasquale era incontrarsi con gli amici nel circoletto, trascorrendo alcune ore a giocare a carte con loro.
Eccoci al  fatidico giorno del 5 maggio a Casalnuovo.
Era periodo elettorale per le regionali, in un paese dove si sente molto il peso politico.
Ebbene quel giorno nel circoletto c’era anche il pregiudicato Gennaro Raimondi.
Finito di giocare, siccome stavano per iniziare i comizi, Pasquale ed altri, compreso il Raimondi, uscirono dal circoletto.
Mentre Pasquale era sul marciapiede, ad aspettare il nipote che lo riportasse a casa,  da lontano arrivò una moto con due uomini che indossavano il casco; uno di loro tirò fuori l’arma e colpì al volto e al capo Pasquale, che si era girato proprio in quel momento. Pasquale cadde in terra, morendo all’istante.
Raimondi, vedendo questo, scappò verso il parco; i malviventi lo seguirono a piedi, facendosi largo tra la folla, lo raggiunsero e l’ammazzarono; poi rubarono un’auto a una donna, che transitava in quel momento, e scapparono.
Noi figli, avevamo perso la mamma due anni prima, abbiamo subito le dicerie infamanti di quelli che in paese non conoscevano Pasquale, la perquisizione dei Carabinieri in casa, alla ricerca di armi, il telefono sotto controllo: l’unica cosa che hanno trovato è una famiglia orfana di genitori distrutta dal dolore.
C’è voluto del tempo ma alla fine abbiamo avuto soddisfazione quando la sentenza ha dichiarato Pasquale Feliciello Vittima Innocente della camorra.
Sono orgogliosa e soddisfatta di essere  una delle figlie di Pasquale Feliciello.
Carmela Feliciello

 

 

 

Fonte: fondazionepolis.regione.campania.it

Verso le ore 18 del 5 maggio 1990, Pasquale Feliciello, appena uscito dal circolo ricreativo “Rinascita” di Casalnuovo, viene raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco sparati da due killer sopraggiunti a bordo di una motocicletta.
Si tratta di un vero e proprio agguato camorristico.
La vittima si trova nelle vicinanze del pregiudicato Gennaro Raimondi,il vero obiettivo dei sicari,anch’egli ucciso dopo un primo tentativo di fuga. Uno degli esecutori materiali del duplice omicidio, Antonio Marchesi, ha confessato di aver sentito il complice dire dopo l’assassinio di Feliciello: “Non è questa la persona. È quella che sta scappando”.

Pasquale Feliciello vien ucciso per scambio di persona. Infatti i due delinquenti accorgendosi di aver colpito un innocente, rincorrono l’uomo in fuga, il vero obiettivo dell’agguato, e fanno nuovamente fuoco.
Fonte: fondazionepolis.regione.campania.it

 

 

Articolo da La Stampa del 6 Maggio 1990
Agguato di camorra due morti a Napoli

NAPOLI. Altri due morti di camorra. Gennaro Raimondi, 44 anni, pregiudicato, e Pasquale Feliciello, 50, sono stati uccisi ieri sera a colpi di pistola nel centro di Casalnuovo, alle porte di Napoli.
Raimondi, pregiudicato, era ritenuto affiliato al clan camorristico dei «Nuzzo». (ANSA)

 

 

 

 

 

 

 

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