6 Settembre 2008 Pozzuoli (NA). Ucciso Giuseppe Minopoli, 38 anni guardia giurata, da dei rapinatori.

Foto da: pupia.tv

Giuseppe Minopoli, guardia giurata di 37 anni, la sera del 6 settembre 2008 si trovava in una pizzeria di Monterusciello, frazione di Pozzuoli, quando una banda di rapinatori è entrata nel locale. Giuseppe era lì come cliente, seduto al tavolo presso l’ingresso, ma di fronte al tentativo di rapina non è riuscito a sottrarsi al suo senso del dovere, estraendo la pistola di ordinanza. Nel conflitto che ne è scaturito, un solo proiettile lo ha colpito mortalmente al torace.

Dopo molti anni dalla tragica morte della guardia giurata Giuseppe Minopoli non è stata ancora fatta giustizia. Gli inquirenti hanno raccolto alcune dichiarazioni fornite da due collaboratori di giustizia, i quali affermano che la rapina in cui trovò la morte Minopoli è maturata negli ambienti del clan Lo Russo, attivo nella zona di Pozzuoli.

Nel 2012 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha insignito Giuseppe della medaglia d’oro al valor civile. Nelle motivazioni si legge: “Con generoso slancio e grande determinazione, nonostante il manifesto pericolo per la propria incolumità, nel fronteggiare due malviventi che, armi in pugno, entravano in un locale pubblico con l’intento di compiere una rapina, veniva mortalmente attinto da colpi di arma da fuoco. Chiara testimonianza di elette virtù civiche ed altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio. 6 settembre 2008 – Pozzuoli (NA)”
( fondazionepolis.regione.campania.it )

 

 

 

Articolo di La Repubblica dell’8 Settembre 2008
Caccia ai rapinatori-killer

Avevano i volti coperti da caschi integrali, una pistola calibro 38. Forse, dopo il delitto, sono scappati a bordo di una Y10 che i testimoni hanno visto allontanarsi a forte velocità dal ristorante “Il Regno dei Sapori” di Monterusciello, frazione del Comune di Pozzuoli: comincia da questi pochi elementi, e forse dalle riprese effettuate da alcune telecamere a circuito chiuso, la caccia ai banditi che sabato sera hanno fatto irruzione nel locale con l’ obiettivo di mettere a segno una rapina e, dopo aver malmenato il titolare, hanno ucciso a colpi d’ arma da fuoco Giuseppe Minopoli, guardia giurata di 37 anni. Minopoli, libero dal servizio e amico del proprietario del ristorante, era seduto a uno dei tavoli quando due malviventi sono entrati nel “Regno dei sapori”, in quel momento già chiuso. Il primo è rimasto sulla soglia mentre l’ altro ha strattonato il titolare chiedendo il denaro. A quel punto, uno dei rapinatori ha visto Minopoli che, con la pistola d’ ordinanza nella cintola, tentava una reazione per difendere l’ amico, e ha sparato due volte, raggiungendo la vittima al torace. Poi sono scappati. Non è escluso che, all’ esterno del locale, uno o forse due complici fossero in attesa dei banditi con il motore della Y10 già acceso. Per la guardia giurata, soccorsa con un’ ambulanza, che secondo i testimoni sarebbe giunta dopo mezz’ ora, probabilmente anche a causa del traffico che nel fine settimana paralizza la zona flegrea, non c’ è stato niente da fare.

Sul caso indagano ora i carabinieri, che stanno visionando le registrazioni effettuate da videocamere collocate presso alcuni fabbricati. Ad agire, quasi certamente, balordi della zona, come lascia presupporre il particolare casco integrale indossato al momento del colpo. In questi anni, Minopoli aveva lavorato spesso in giro per l’ Italia, facendo la scorta a furgoni portavalori. La sua ultima sede era stata Ascoli Piceno, oggi avrebbe preso servizio a Caserta. «è tornato per trovare la morte», dicono gli amici sconvolti dall’ accaduto. Ai genitori di Giuseppe ha fatto visita ieri il sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe, che dice: «Lo conoscevo da sempre, era un ragazzo di sani principi, una lavoratore, un combattente. è morto per difendere la legalità, per la sua generosità. Non ha sopportato l’ aggressione ai danni dell’ amico e ha ritenuto giusto intervenire. Ma non è possibile perdere la vita per pochi spiccioli». Sottolinea il sindaco che sul territorio «si stanno formando piccole bande che controllano il territorio e mettono a repentaglio la vita dei cittadini. Dobbiamo fuggire da questa logica – aggiunge Giacobbe. Basta con questa spirale di violenza, è il momento di lavorare nella direzione opposta, per il recupero dei giovani. Dobbiamo fare fronte comune per evitare situazioni ancora più gravi». Ieri il sindaco ha incontrato il comandante dei carabinieri, quello della Guardia di Finanza e il dirigente del commissariato, il vicequestore Antonio Canta. «Ho ribadito loro tutta la nostra fiducia, e li ho esortati a compiere ogni ulteriore sforzo perché la città non può essere ostaggio di malviventi e delinquenti». (d.d.p.)

 

 

 

Articolo da La Stampa dell’8 Settembre 2008
NAPOLI, DUE COLPI ALLA GUARDIA GIURATA
di Davide Federici
Difende l’amico il bandito lo uccide. A mezzanotte i rapinatori entrano in pizzeria per rubare l’incasso.

NAPOLI. È morto per difendere l’incasso della pizzeria di un amico. Voleva lasciare per sempre Pozzuoli, per tornare a lavorare al Nord. Ma non ne ha avuto il tempo: GIUSEPPE MINOPOLI, 37 anni, guardia giurata, è stato freddato da due rapinatori che non hanno esitato un istante a sparargli. Da pochi giorni aveva finito di lavorare ad Ascoli, era tornato a casa per trascorrere il periodo d’interruzione dei contratti a termine. La ditta per cui lavorava si occupa di scortare i furgoni portavalori. Oggi MINOPOLI avrebbe ripreso servizio a Caserta. Sabato sera aveva scelto di trascorrere la serata con l’amico Enrico Limongelli, titolare della pizzeria «Il regno dei sapori» a Monteruscello, frazione di Pozzuoli. A mezzanotte, quando nel locale erano rimasti solo i due amici, hanno fatto irruzione due rapinatori armati, i volti coperti dai caschi. Uno si è avvicinato al bancone, minacciando e picchiando il proprietario per prendere l’incasso di giornata. L’altro, rimasto sulla porta, ha visto che MINOPOLI, in abiti borghesi, aveva estratto la pistola per difendere l’amico. Il rapinatore non gli ha dato il tempo d’usarla: ha sparato tre colpi di pistola, due sono andati a bersaglio. MINOPOLI è stato colpito a una mano e al cuore. I killer sono fuggiti in moto. «Soccorsi in ritardo» Sono accorsi vicini e passanti, allarmati dal rumore dei colpi. È stato subito chiamato il 118. Alcuni testimoni hanno affermato che l’ambulanza è giunta dopo mezz’ora, quando ormai non c’era più niente da fare per salvare la guardia. All’esterno del locale c’erano – secondo i testimoni – altri due complici, con compiti di copertura: subito dopo il delitto è stata vista sfrecciare una Lancia Y10. La caccia all’uomo dei carabinieri di Pozzuoli è scattata subito, mentre la scientifica di Napoli esaminava le prove nel locale. Posti di blocco, perquisizioni domiciliari in casa dei pregiudicati per rapina, controlli a tappeto in tutta la zona. I carabinieri hanno sentito a lungo il proprietario della pizzeria, sperando di ottenere elementi utili alle indagini. All’esterno del locale è in funziome una telecamera a circuito chiuso, potrebbe contenere preziose informazioni per le indagini. Il giorno dopo a Pozzuoli è il momento dello sconcerto. «Diceva di voler andare a vivere in quell’Italia diversa che aveva conosciuto, più serena. È tornato per trovare la morte», dice un amico di MINOPOLI. Il sindaco Giacobbe denuncia: «Si stanno formando piccole bande che mettono a repentaglio la vita dei cittadini. Non è possibile che si possa morire in circostanze simili, per pochi spiccioli. Che pensavano di trovare quei due balordi in un locale senza avventori e in periferia? GIUSEPPE è morto per la sua generosità».

 

 

 

 

Fonte:  cronacaflegrea.it
Articolo del 2 agosto 2020
Si è pentito Lino Pagliuca: trema la camorra di Pozzuoli
di Gennaro Del Giudice
I familiari hanno lasciato le proprie abitazioni per aderire al programma di protezione

 

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… Le “confessioni” di Pagliuca potrebbero aprire nuovi scenari e fare luce su due fatti di sangue ancora irrisolti avvenuti in quegli anni: quello che riguarda Carmine Campana, ucciso dai sicari nel maggio del 2010 a Licola, e l’omicidio di Giuseppe Minopoli, la giardia giurata uccisa il 6 settembre del 2008 a Monterusciello nel tentativo di sventare una rapina.

 

L’OMICIDIO MINOPOLI – Un giallo, quest’ultimo, che va avanti da 12 anni.

Minopoli quel sabato sera si trovava all’interno del locale quando vide entrare due uomini armati: tentò di bloccarli, ma fu ucciso.

Da quel giorno le indagini non sono state ancora chiuse e gli autori di quell’omicidio non sono stati ancora individuati. Di nomi, nel corso degli anni, se ne sono fatti, tutti riconducibili a 2-3 personaggi da sempre legati ai Longobardi-Beneduce e che proprio Pagliuca potrebbe conoscere.

Quell’assassino, infatti, fu oggetto di un summit proprio all’interno del garage dei Pagliuca, al Rione Toiano: lo sostengono alcuni pentiti tra cui Francesco De Felice che durante un interrogatorio del gennaio del 2009, pochi mesi dopo quel tragico episodio di sangue, riferì ai magistrati dell’Antimafia:

«All’epoca ero ancora detenuto e quindi conosco i fatti solo per sentito dire – riferì il pentito, indicando poi il nome di due storici affiliati al clan, uno dei quali come autore materiale dell’omicidio – Ho sentito parlare di questa vicenda allorquando sono stato scarcerato, mentre mi trovato nel garage del Pagliuca (Salvatore Pagliuca, detto Totore ‘o biondo, ndr) dove ci riunivamo a chiacchierare. Dopo l’uccisione della guardia giurata, l’attenzione delle forze dell’ordine si era particolarmente concentrata su Pozzuoli. Avevamo pensato di ammazzarlo di sera, in occasione dell’ingresso dello stesso nel carcere di Secondigliano, dove egli rientrava la sera, appunto, perché in regime di semilibertà. Sennonché, dopo aver escogitato questo piano, i Lo Russo non ci dettero la necessaria approvazione, in quanto in buoni rapporti con il Beneduce».

 

 

 

 

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