7 Luglio 1986 Napoli. Ucciso Vittorio Esposito, Agente della Polizia di Stato, mentre si accingeva ad intervenire in un conflitto a fuoco tra camorristi.

 

La sera del 7 luglio 1986, sicari della Camorra sparano all’impazzata nei pressi di alcune abitazioni in Via Montagna Spaccata. Obiettivo dell’agguato mortale è il pregiudicato Claudio Volpe. Vittorio, sposato e padre di un bambino di quatto anni, è un agente in servizio presso il garage della Questura di Napoli. Quella sera si trova con la moglie e il figlioletto, oggi divenuto poliziotto come il padre, a casa di un suo amico. Al rumore dei colpi esplosi, Vittorio si affaccia e cerca di impugnare la pistola d’ordinanza. I sicari non perdono tempo e colpiscono il giovane poliziotto in piena fronte. L ‘agente muore lungo il tragitto verso l’Ospedale San Paolo. Nel corso delle indagini svolte dai colleghi di Vittorio vengono arrestati due dei 3 killer: Salvatore Zecconi e Carlo Criscuolo che devono rispondere di omicidio, tentato omicidio e detenzione e porto d’armi.

La storia di Vittorio Esposito è raccontata nel libro di Raffaele Sardo “Come nuvole nere” edito da Melampo nel 2013. La vicenda di Vittorio è anche ricordata nel “Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia” pubblicato da Castelvecchi nel 2013.
Fonte:  fondazionepolis.regione.campania.it

 

 

 

Fonte:  cadutipolizia.it

Vittorio Esposito (32 anni)
Agente Scelto della Polizia di Stato
Questura di Napoli

Fu ucciso il 7 Luglio a Pianura (NA) da un proiettile vagante esploso durante un conflitto a fuoco tra alcuni camorristi.

L’agente scelto Esposito era fuori servizio e si trovava nella propria abitazione di via Montagna Spaccata quando udì numerosi colpi d’arma da fuoco provenire dalla strada. Dopo avere messo al riparo i propri familiari ed avere impugnato la propria pistola d’ordinanza si diresse verso il balcone della propria abitazione per accertare che cosa stesse accadendo, ma prima ancora di varcarne la soglia l’agente Esposito venne abbattuto da un colpo di pistola che lo raggiunse in piena fronte, uccidendolo all’istante.

Gli inquirenti accertarono che la sparatoria nel corso della quale venne ucciso l’agente scelto Esposito era stata originata da un agguato compiuto da una banda di camorristi nei confronti di un giovanissimo complice, responsabile di avere sottratto parte del bottino del gruppo malavitoso e che venne ferito gravemente nel corso della sparatoria. Due degli assassini vennero arrestati alcune ore dopo l’agguato mentre un terzo si diede alla latitanza.

Vittorio Esposito, in servizio presso il garage della Questura di Napoli, lasciò la moglie e un figlio di appena quattro anni.

Fonte: “il Mattino” del 9 Luglio 1986

 

 

 

 

 

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