8 Ottobre 2007 Sant’Antimo (NA) Ucciso Francesco Gaito, titolare di una tabaccheria, in un tentativo di rapina.

Foto da: Un nome, una storia – Libera

Francesco Gaito, un tabaccaio di sant’Antimo (NA), è stato ucciso durante un tentativo di rapina. La vittima è stata ammazzata nella piazza della cittadina mentre stava andando a piedi in banca per depositare settemila euro. Il tabaccaio era appena uscito dal suo negozio, in piazza Matteotti, quando è stato affrontato da due malviventi quasi a metà strada tra la tabaccheria e la banca, un percorso di circa duecento metri. Gaito ha reagito, e uno dei due lo ha ammazzato con un colpo di pistola. Gli aggressori, giovani e a volto scoperto, sono fuggiti a piedi senza portare a termine la rapina: la somma di denaro è stata trovata dai carabinieri sul cadavere del tabaccaio. Ad oggi l’omicidio di Francesco Gaito è ancora senza colpevoli.

 

 

Articolo dell’8 Ottobre 2007 da tgcom.mediaset.it
Napoli, tabaccaio ucciso in strada
Tentata rapina per 7mila euro

Un tabaccaio di 47 anni è stato ucciso in strada a Sant’Antimo, nel Napoletano. Francesco Gaito è stato avvicinato in piazza Matteotti da due malviventi, che gli hanno esploso contro alcuni colpi di pistola. Gli investigatori stanno seguendo la pista del tentativo di rapina. L’uomo aveva addosso 7mila euro che stava andando a versare in banca. Gaito avrebbe reagito alla tentata rapina.

Gli inquirenti sono al lavoro per comprendere esattamente la dinamica della tentata rapina. Francesco Gaito aveva prelevato dalla cassa l’incasso del fine settimana, circa 7mila euro dalla vendita di sigarette ma anche dalle giocate del lotto, per portare il denaro in banca a poca distanza dalla sua tabaccheria dall’ingresso blindato contro le rapine.

Forse è stato seguito, a bordo di uno scooter, dai due malviventi, probabilmente pratici del luogo, che poi, a volto scoperto, l’hanno affrontato a piedi in uno slargo dal quale è agevole raggiungere la statale Appia. Oltre all’ascolto di testimoni del fatto, numerosi perché piazza Matteotti era affollata, un ausilio alle indagini potrebbe arrivare dal sistema di videosorveglianza dell’istituto di credito dove Gaito stava recandosi, non lontano dal luogo della tentata rapina mortale.

Le indagini: ci sono dei testimoni
Gli investigatori cercano di dare un volto ai due killer. Ha prelevato dalla cassa del suo negozio il denaro e a piedi stava raggiungendo una vicina agenzia bancaria per versare il denaro, ricavato non solo dalla vendita delle sigarette ma anche dalle giocate del lotto. Però in piazza Matteotti è stato raggiunto da due persone, sembra a volto scoperto ed in sella ad uno scooter, che gli hanno intimato di consegnare il denaro. Gaito avrebbe raggiunto ed uno dei malviventi non avrebbe esitato a far fuoco uccidendo sul colpo.

Gli elementi da chiarire sono, tuttavia, ancora numerosi. Per questo gli investigatori per l’intera giornata hanno ascoltato numerose persone anche per accertare con precisione con quale mezzo i rapinatori assassini sono giunti sul posto. Molto probabilmente si tratta di persone che conoscono molto bene la zona, sicure di potersi allontanare tranquillamente dalla zona. Una svolta dalle indagini potrebbe venire dalla visione delle riprese del sistema di videosorveglianza, che dovrebbe essere attivo nel centro cittadino.

Il dolore di parenti e amici
A casa di Francesco Gaito è un continuo via vai di amici e parenti. Qualcuno ha appreso la notizia dai tg o dai siti internet. I due figli della vittima – un maschio ed una femmina (rispettivamente di 18 e 11 anni) sono stati avvisati di quanto accaduto mentre erano a scuola e portati a casa, una dignitosa palazzina di via de Nicola, dove c’era ad attenderli la mamma, Patrizia. C’è dolore e disperazione in casa di una “famiglia normale”, toccata da una improvvisa ed inimmaginabile tragedia.

In strada a Sant’Antimo, un paesone da sempre afflitto da non poche emergenze, che segna il confine tra le province di Napoli e Caserta, oggi non si parla d’altro. Francesco Gaito era conosciutissimo e stimato da tutti. E’ quanto avvenuto questa mattina ha accresciuto la paura tra i commercianti. Esercenti che ne hanno per tutti e che ormai denunciano di essere stati abbandonati. “In questa zona manca la sicurezza. E di questo passo saremo costretti a chiudere i battenti”, dice un anziano commerciante.

 

 

Fonte:  repubblica.it
Articolo dell’8 ottobre 2007
Tabaccaio ucciso nel napoletano durante un tentativo di rapina
Francesco Gaito, 47 anni, è stato ucciso da due malviventi vicino al suo negozio
in piazza Matteotti a Sant’Antimo. Stava andando in banca a versare settemila euro
Il sindaco: “Sgomento e infuriato”. Federazione tabaccai: “La misura è colma”

NAPOLI – Un tabaccaio è stato ucciso questa mattina a Sant’Antimo, un grosso centro del napoletano, durante un tentativo di rapina. La vittima, Francesco Gaito, 47 anni, è stata ammazzata poco dopo le 10.30 nella piazza della cittadina mentre stava andando a piedi in banca per depositare settemila euro.

Il tabaccaio era appena uscito dal suo negozio, in piazza Matteotti, quando è stato affrontato da due malviventi quasi a metà strada tra la tabaccheria e la banca, un percorso di circa duecento metri. Gaito ha reagito, e uno dei due lo ha ammazzato con un colpo di pistola. Gli aggressori, giovani e a volto scoperto, sono fuggiti a piedi senza portare a termine la rapina: la somma di denaro è stata trovata dai carabinieri sul cadavere del tabaccaio.

Quello di oggi è l’ennesimo tentativo di furto finito nel sangue ai danni di un tabaccaio, categoria nel mirino dei rapinatori. All’omicidio hanno assistito decine di persone, alcune delle quali sono state interrogate dagli inquirenti. Sul luogo della tragedia si è radunata una piccola folla di familiari e conoscenti della vittima, titolare “storico” di una rivendita di tabacchi, persona conosciuta e stimata in tutta Sant’Antimo, comune dell’hinterland partenopeo confinante con la città di Giugliano. “E’ assurdo morire così”, dice tra le lacrime un nipote di Gaito, che lascia la moglie e due figli.

Sindaco sgomento e infuriato. “Sono sgomento e infuriato. La nostra città è una delle realtà a rischio e lo sanno tutti. Non so che cosa debba accadere di più affinché si decidano ad aumentare gli organici delle forze dell’ordine” dichiara il sindaco di Sant’Antimo, Francesco Piemonte. “E’ la seconda volta che purtroppo la nostra città, in poco meno di un mese, sale agli onori della cronaca per fatti di criminalità” aggiunge il sindaco ricordando la sparatoria di fine agosto. “La gente è stanca e occorrono interventi. Noi avevamo un presidio di polizia che è stato eliminato” dice ancora Piemonte interpretando la rabbia di un’intera città ormai stanca “di subire l’attacco della criminalità”.

“Ormai è un clima da far west”. “A Sant’Antimo ormai viviamo in un clima da far west in cui nessuno si sente sicuro e cresce la sfiducia nelle istituzioni” ha detto Carlo Ceparano, presidente provinciale dei Verdi, residente a Sant’Antimo, per il quale “l’omicidio, in centro e in pieno giorno, del tabaccaio che doveva versare l’incasso del suo negozio dimostra che i criminali si sentono ormai padroni del territorio”.

Federazione tabaccai: la misura è colma. “Un altro collega paga con la vita l’insicurezza nella quale siamo costretti a lavorare. Ci stringiamo attorno alla famiglia del collega e gridiamo che la misura è oramai colma”. Così il presidente della Fit, Federazione italiana tabaccai, Giovanni Risso, ha commentato l’omicidio di Francesco Gaito, annunciando che la categoria non intende “restare inerte a contare i morti e a pagare le rapine che subiamo”. Per questo la Fit ha convocato per il 29 ottobre tutti i tabaccai italiani una manifestazione a Roma per dimostrare “con la civiltà e la compostezza di chi è al servizio dello Stato il proprio dolore e la propria protesta”.

Napoli, 82 morti nel 2007. Con quello di oggi sale a 82 il numero delle persone assassinate nel napoletano dall’inizio dell’anno. Solo nel mese di ottobre sono già due gli uomini uccisi.

 

 

Articolo del 9 Ottobre 2007 da internapoli.it
I FAMILIARI DI GAITO: NON MERITAVA DI MORIRE COSÌ
Sant’Antimo, parla il fratello del tabaccaio ucciso: «Violenza inaudita»

SANT’ANTIMO. Stava andando in banca a versare gli incassi, quando è stato ucciso a Sant’Antimo, in piazza Matteotti. Francesco Gaito, 47 anni, tabaccaio è stato ammazzato a scopo di rapina. Sposato e padre di due ragazzi di 18 e 11 anni, Gaito gestiva insieme ai due fratelli una tabaccheria nella piazza principale del paese. Tabaccheria che avevano blindato con porte di ferro proprio per respingere gli attacchi di rapinatori di professione ma anche molto spesso di tossicodipendenti pronti ad ogni cosa per procurarsi i soldi per la droga da acquistare nella vicina Scampia. L’uomo, ieri mattina, doveva versare in banca circa settemila euro: l’incasso di alcuni giorni della vendita delle sigarette ma anche delle giocate del lotto. Ma e’ probabile, stando alle indagini dei carabinieri, che i rapinatori, che erano in sella ad uno scooter, lo abbiano seguito per alcune centinaia di metri per poi entrare in azione in uno slargo dove la fuga diventa piu’ agevole, da dove e’ facile raggiungere la statale Appia e poi scomparire nel nulla. Le indagini, affidate ai carabinieri della compagnia di Giugliano, al momento, non hanno dato l’esito sperato. Si battono piu’ piste, si cerca negli ambienti della microcriminalita’ locale ma anche in quelli della provincia di Caserta. I familiari di Francesco Gaito, l’ennesima vittima di una criminalita’ sempre piu’ scatenata, sono sgomenti. Il fratello Angelo accusa: “Con mio fratello hanno ucciso i sogni di un’intera famiglia. Noi abbiamo fatto sempre del bene, non capisco perchè tanta violenza. Abbiamo aiutato tutti. Mio fratello non meritava questa fine”.

 

 

 

 

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