Al di là della neve. Storie di Scampia – Rosario Esposito La Rossa

Ed. Marotta & Cafiero (2007)

Nota da: it.wikipedia.org

Il libro è composto da 27 brevi racconti ambientati a Scampia, quartiere in cui abita l’autore, che hanno come protagonisti i ragazzi che vi abitano e la vita vista dal basso, con gli occhi di quegli abitanti che non fanno notizia. Il titolo Al di là della neve si riferisce alla droga, in gergo camorristico chiamata “neve” e dichiara il proposito di raccontare il quartiere al di là degli stereotipi che l’autore ritiene i media utilizzino per descriverlo. Il libro è dedicato ad Antonio Landieri, vittima di camorra, ammazzato a Scampia il 6 novembre del 2004 e cugino dell’autore. L’ultimo racconto del libro intitolato OT è una dettagliata cronaca della sua morte, vista dagli occhi di suo cugino.

Il libro ha avuto quattro edizioni in pochi mesi ed è diventato un best seller dell’editoria napoletana. L’autore ha deciso di devolvere il ricavato del libro all’associazione “Neurothon”, che si batte per la ricerca della malattie neurodegenerative, tra cui la paralisi infantile, malattia che aveva colpito Antonio Landieri.

Nel 2009 dal libro è stato realizzato l’omonimo reading teatrale a cura di Mario Gelardi, con lo stesso autore in scena e l’attrice Maddalena Stornaiuolo. Il reading ha debuttato durante la rassegna teatrale “Teatri della legalità” 2009.

Premio Fabrizio Romano 2007
Premio Giancarlo Siani 2008

 

Recensione da: antimafiaduemila.com

Storie prese dalla vita quotidiana.
Questo libro ha l’andatura del diario di strada dove, a fianco del drogato o del camorrista, vive un’umanità di gente che è alla ricerca di una normalità che stenta a trovare.
Il volano della narrazione è il quartiere di Scampia, balzato agli onori della cronaca per essere il supermarket di ogni tipo di droga e per la famosa faida di clan rivali in lotta per il possesso del territorio.
Ma la vita, nonostante tutto o contro ogni evidenza, continua e la speranza in un futuro passabile si fa strada perché questo è il messaggio che queste storie intendono trasmetterci. Attraverso la forma della scrittura l’autore non si perde mai in frasi fatte o scontate, ma condivide con uomini, donne e bambini la marginalità di uno spazio abitativo ai limiti del tollerabile.

 

 

Rosario Esposito La Rossa – Al di là della neve   

presentazione del libro “al di là della neve” al Morgana Music club di Benevento a cura di Labus. (26.11.2010)

 

Recensione del 2 Ottobre 2013 da  sololibri.net 
Al di là della neve. Storie di Scampia – Rosario Esposito La Rossa
di  Gabriella Monaco

“Avevi ventidue anni ed eri la centoquattordicesima vittima di camorra dall’inizio dell’anno.”

Non giunge neanche a metà del libro il primo pugno allo stomaco. Un brivido che corre lungo la schiena per quelle parole troppo forti, troppo dure o, forse, semplicemente troppo vere. Rosario Esposito La Rossa cresce a Scampia, tra “questi ghetti che intrappolano e marchiano”, in quel luogo che sembra ormai dimenticato, cancellato, abbandonato a se stesso, un luogo, nella provincia di Napoli.

“Napoli, la città sotto assedio militare e, nonostante ciò, la città con il maggior numero di morti ammazzati l’anno”.

Il libro è dedicato ad Antonio Landieri, vittima di camorra e cugino dell’autore, ucciso il sei novembre del 2004. Ed eccoli qui, quei ventisette brevi racconti ambientati tra le vele, la ciampa, le case, ventisette storie in cui i protagonisti sono bambini, che di bambino hanno solo il sorriso, e adolescenti come Luca a cui “piacevano le scorciatoie, poca fatica e tanti soldi”. Una parola dietro l’altra, un brivido, una lacrima e poi quella rabbia, che fuoriesce da un inutile tentativo di resistere, perché “narrare è resistere” Joao Guimaraes Rosa. Ma quella rabbia forse non è inutile, quella rabbia, forse, è l’unico mezzo, ancora capace di non arrendersi, di farci restare aggrappati ai sogni, quei sogni che nessuno mai, potrà portarci via. E poi suoni, spari, mitragliette, la vita di tutti i giorni per chi, pur non avendolo scelto, ama ancora quel luogo che brucia.

“Nessuno può spegnere quell’incendio, è fuoco di camorra che brucia silenzioso a Scampia. E’ fuoco di chi brucia senza urlare, di chi non ha più gli occhi per guardare, non è un fuoco qualsiasi. E’ fuoco che uccide, che spaventa, che divora… fuoco di chi comanda.”

E, tra quelle pagine, tra quelle parole semplici e dirette, quelle immagini che entrano nella testa lasciando un dolore anche per chi, questa vita, ha avuto la “fortuna o la sfortuna” di non doverla affrontare e arriva un momento, forse solo un istante, di pura speranza. Perché Scampia non è solo questo. Paura, dolore, crudeltà, morti ammazzati, innocenti senza via di scampo. No, non può e non deve essere solo questo. Così ti immergi ancora, ti getti con forza in questi racconti, questi squarci di realtà per avvicinarti a loro, a lui, a chi forse ha capito.

“Ha capito il giovane ventenne, meglio i tubi del cesso che una pallottola in petto. I soldi in tasca puzzano di morte, i sonni tranquilli sono finiti.”

Urla, grida. Ogni pagina, ogni parola dà voce ad un silenzio troppo grande da poter accettare. Non per lui, non per loro, non per chi è cresciuto in un quartiere che ama e che la camorra continua a distruggere. Perché il silenzio è la loro legge, non la nostra.

“Nel cassetto dei suoi sogni, racchiuso in un angolino buio, in segreto, il desiderio di diventare pompiere.”

 

 

Articolo del 10 dicembre 2013 da corriere.it
Lo scugnizzo diventato editore: «Porto i libri nella mia Scampia»

Rosario Esposito gestisce uno storico marchio e dà lavoro a sette dipendenti
Il romanzo sul cugino ucciso da una pallottola e i 20 mila volumi avuti in regalo

NAPOLI – Al primo piano del centro polifunzionale dei quartieri di Piscinola e Scampia, c’è un ufficio grande poco più di venti metri quadrati che dovrebbe essere fatto visitare obbligatoriamente a tutti quelli che trattano Napoli per luoghi comuni e che delle periferie sanno raccontare solo degrado e storie di camorra.
È l’ufficio dove un ragazzo di Scampia, uno dei tantissimi di quelle parti che con la camorra e la droga non ha mai avuto niente da spartire, è riuscito a portare una casa editrice. A produrre libri e cultura, e addirittura a trasformare tutto questo in un’opportunità di lavoro non solo per sé ma anche per altri sei o sette ragazzi, pure loro nati e cresciuti a Scampia.

Lui si chiama Rosario Esposito La Rossa, e ha 28 anni. La casa editrice invece di anni ne ha molti di più: è la Marotta&Cafiero, uno dei nomi storici dell’editoria napoletana. Negli ultimi anni della loro attività, i proprietari, Tommaso Marotta e Anna Cafiero, conobbero Rosario, e seppero apprezzarne non solo le doti di scrittore, ma anche la determinazione da scugnizzo e la voglia di impegnarsi per quel quartiere che certo di guai ne aveva passati già tanti, e per i ragazzi che vivono lì e che non hanno come obiettivo un posto di pusher in una piazza di spaccio o di killer al servizio del sistema , come è chiamata la camorra da quelli che ci stanno dentro. Così, al momento di andare in pensione, Tommaso e Anna decisero che la Marotta&Cafiero poteva continuare a produrre libri se a guidarla fosse stato Rosario. E gliela regalarono, consegnandogli non soltanto il marchio ma anche ventimila volumi che avevano negli scaffali.

Era il 2010 e Rosario Esposito non pensava che nella vita avrebbe fatto l’editore. Lo scrittore sì, invece, e infatti aveva circa vent’anni quando a quella che sarebbe diventata poi la sua casa editrice propose un libro di racconti di vita e di morte a Scampia. La vita era quella vissuta in prima persona, e raccontata quindi non per sentito dire ma per testimonianza diretta. E anche la morte descritta in quelle pagine, era per Rosario una vicenda personale. Raccontava l’uccisione di suo cugino Antonio – Antonio Landieri – massacrato il 6 novembre del 2004 durante uno dei quotidiani agguati che scandirono la faida tra il clan Di Lauro e quello dei cosiddetti scissionisti , che tra il 2004 e il 2005 provocò oltre settanta morti.
Antonio Landieri non apparteneva a nessun clan, era una persona per bene e quel giorno di novembre stava semplicemente in strada insieme con un gruppo di amici. I killer dei Di Lauro li scambiarono per rivali e li bersagliarono di proiettili: Antonio, che era disabile e non riuscì a scappare velocemente, fu colpito due volte alla schiena.
«È fuoco di camorra che brucia silenzioso a Scampia. È fuoco di chi brucia senza urlare, di chi non ha più gli occhi per guardare, non è un fuoco qualsiasi. È fuoco che uccide, che spaventa, che divora… fuoco di chi comanda». Così Rosario racconta il suo quartiere nel libro che segnò il primo incontro con la Marotta&Cafiero. Si intitola «Al di là della neve», e dopo di quello ne è venuto un altro, «Sotto le ali dell’airone», dedicato ai bambini di Scampia e ai loro sogni coltivati attraverso lo sport.

Ma Rosario non si è fermato certo alla propria produzione. Da quando c’è lui a dirigerla, la Marotta&Cafiero ha aggiunto trenta titoli al catalogo, e quest’anno è stata anche selezionata per il Salone del Libro di Torino. «Abbiamo dei principi inderogabili: utilizziamo sempre e soltanto carta riciclata e per il prezzo di copertina non superiamo mai i dieci euro, perché oltre quella cifra il nostro prodotto diventerebbe elitario e non ne abbiamo proprio intenzione», spiega Esposito.
Che ricco con l’editoria, quindi, non diventerà sicuramente. Semmai il problema è l’opposto, è trovare i soldi per pubblicare. «Ci riusciamo soltanto grazie al crowdfunding, la raccolta dal basso, le donazioni collettive. E sono perfettamente consapevole che altre possibilità, un’impresa come la nostra non ne avrebbe. Insomma, se quando abbiamo cominciato ci fossimo rivolti alle banche, oggi dubito seriamente che saremmo qui a parlare di una iniziativa editoriale nel quartiere di Scampia».

 

 

 

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