Azzardopoli – Dossier di Libera sul gioco d’azzardo in Italia (2012)

7. Uno sguardo sul domani

In primavera, dopo la pubblicazione del decreto legge sulla Gazzetta Ufficiale è diventato ufficiale l’ingresso nel mercato del poker cash, a sostegno (sic!) delle zone terremotate in Abruzzo. Innovazione fondamentale rispetto al sistema precedente la possibilità di utilizzare denaro reale rispetto alla virtualità dei tornei in cui ci si limitava a gestire soldi virtuali. Un cambiamento epocale. Inizialmente la partecipazione ha un utilizzo massimo di mille euro ma poi la posta può salire. Ogni giocatore in questo contesto può accedere al proprio sito di giochi preferiti e registrarsi telematicamente. Il codice fiscale del giocatore sarà inviato alla Sogei e, in tempo reale, all’Agenzia delle Entrate che ne constaterà la validità: come si legge c’è un controllo d’ingresso piuttosto rigoroso, ben diverso dall’iscrizione a un qualunque sito internet generalista. I dati sono monitorati dal Ministero dell’Economia, i flussi controllati in vista di possibili abusi. La previsione a pieno regime del sistema del poker online si attesta su una potenzialità di 5-6 miliardi. In una battuta il vantaggio dell’online? “Perdere una fortuna senza uscire di casa”. Slogan efficace e illuminante. Ma la grande tempesta di sistema era ancora ben lontana dallo scatenarsi. Vero è che la legislazione europea in questo segmento è assolutamente arretrata ed il vuoto giurisprudenziale piuttosto evidente. In assenza di un dettato preciso i gestori di centinaia di siti web hanno trasformato in una jungla la speculazione sui giochi con la certezza di una quasi totale impunità. La black list è continuamente aggiornata. L’avvento di questo ritrovato – il poker online – potrebbe avere un riflesso deflagrante sull’intero sistema.
In Italia il lasciapassare per il poker online su Internet guarda soprattutto al decreto Bersani del 2 settembre 2008. Un anno e mezzo dopo quella data i Monopoli hanno provveduto a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale “il regolamento per la disciplina dei giochi di abilità a distanza con vincita in denaro”. Il profilo del giocatore online è stato internazionalmente definito dall’Ecommerce Online Gaming Regulation Assurance attraverso le interviste a 11.000 praticanti di 96 nazioni differenti.
In Italia ci descrive un giocatore che ha 34 anni di età media, che risiede al sud o nelle isole e di solito abita in centri urbani oltre i 30.000 abitanti. Lo studio Carboni & Partners, specializzato nel’analisi del mercato del gaming, ha previsto che tre anni di sviluppo dell’innovazione dovrebbe portare a puntate pari a 26,8 miliardi, praticamente un terzo dell’attuale fatturato dell’industria del gioco nell’arco del 2011. Buffo notare che la maggior parte dei casinò online sono logisticamente collocati nello stato di Israele, cioè una nazione in cui la puntata telematica è vietata. Si è creato una specie di territorio franco extragiudiziale che lavora con l’estero. Solo export senza import, attirando personale internazionale, una sorta di Legione Straniera d’assistenza online il cui compito principale s’ispira al cottimo: invitare i giocatori ad investire sulle puntate il maggior numero possibile di soldi. Gioca in rete circa un italiano su dieci e la nazione è nelle top 10 nel mercato mondiale del poker online. La previsione ulteriore è la piena funzionalità dei giochi da casino online (black jack, roulette in tutte le sue forme, dadi, baccarà, chemin de fer, caribbean poker). Per questi giochi la proiezione è una cifra riassumibile in 14 miliardi di puntate, quasi la metà della precedente. Curioso che il giocatore debba comunicare in anticipo al provider quanto denaro pensa di poter puntare in un arco di tempo predeterminato. Come si concilia questa previsionalità con la deriva compulsiva spesso presente nel gioco? Il giocatore compulsivo dovrebbe auto-regolamentarsi? Una pretesa davvero utopica. Invece è difficile immaginare la cogestione funzionale delle slot virtuali con il sistema già consolidato (e dagli alti investimenti) delle videolottery già implementate perché si creerebbero un’operazione di disturbo all’interno dello stesso settore. Partendo dal dato di fatto che gli italiani spendono circa 1250 euro pro capite per il gioco, una cifra assolutamente esagerata per il paese che ha gli stipendi più bassi nell’area evoluta dell’Europa occidentale, una distrazione di fondi che squilibra gli andamenti familiari e che rappresenta una pericolosa anomalia sociale. Del resto l’industria del gioco, secondo l’Eurispes, in Italia si colloca al terzo posto dopo colossi come Eni e Fiat. E con un sottofondo lobbistico a tratti molto più accentuato perché le definizioni di pubblico e privato in questa rete di rapporti, a volte anomali e compromissori, si confondono. Lottomatica e Sisal sono rispettivamente il primo ed il secondo gestore più importanti al mondo.
In Europa non c’è competizione con sigle rivali: la fila è nettamente guidata da queste due organizzazioni che rappresentano oltre il 26% del valore continentale. E alimentano dubbi sulla propria reale concorrenza dato che sono autentici monopolisti di settore. E’ un sospetto che è stato portato alla luce dall’attività dell’Antitrust sin dal lontano 2003 in base allo sfruttamento degli stessi punti vendita per la raccolta della tris.
Nel dicembre 2004, al termine dell’istruttoria, verrà comminata alle due società una multa i complessiva di circa 11 milioni di euro. In ragione della presenza sul mercato, 8 milioni di penale a Lottomatica e 2,8 a Sisal per intesa restrittiva della concorrenza. Più avanti Lottomatica e Sisal battaglieranno su un piano esplicito. Ed il grande conflitto si chiuderà a favore di Lottomatica il 10 maggio 2010 con l’aggiudicazione per i successivi nove anni della raccolta annuale del Gratta e Vinci, un gioco che vale 9 miliardi di raccolta annuale. Non è proprio una novità assoluta ma per il Gratta e Vinci, come ausilio dei tabaccai, è stato brevettato il Castorino box, un supporto di tre chili che provvede a rimuovere meccanicamente il grattino. Ma ci sono dei ludopatici che non possono resistere al piacere manuale del classico movimento sul grattino.
Una dipendenza inimmaginabile ma reale. La Sisal invece dichiara tutto il proprio entusiasmo per la Lotteria europea rivolta ai paesi continentali sull’abbrivio di un montepremi decisamente invitante. Prima della fine del 2011 prende forma lo scenario futuro, tra riforme e rinvii tattici. Prorogate di un anno le misure sperimentali agevolate per il Bingo, con l’abbattimento dell’aliquota fiscale (dal 20 al 12%) e l’innalzamento del payout dal 58 al 70%, mentre sono rinviate al 30 giugno 2012 le scadenze delle concessioni di circa 7 mila punti di scommesse e per il poker live. Sono gli ultimi provvedimenti inseribili nel decreto “Milleproroghe”. La novità è rappresentata dal poker live, per il quale dovranno essere stabilite le quote minime di iscrizione ai tornei e il prelievo erariale, che dovrebbe stabilizzarsi intorno al 3% sulla raccolta. E gli operatori del Bingo possono tirare un sospiro di sollievo.
Nelle ultime settimane era salita la preoccupazione in vista del 31 dicembre 2011, giorno in cui è scaduta la proroga delle misure sperimentali per il Bingo, interventi che hanno riguardato l’abbattimento dell’aliquota fiscale (dal 20 al 12%) e l’innalzamento del payout dal 58 al 70%. Secondo quanto appreso da Agicos da fonti istituzionali però, un’ulteriore proroga potrebbe essere inserita nel decreto “Milleproroghe”, scansando le ipotesi di profonda crisi che aleggiano all’interno del settore.
Si parla tanto di un’economia che non tira e di consumi che ristagnano ma su questo versante le spese (non gli investimenti) sono a fondo perduto e, finanziariamente, rappresentano un punto di non ritorno per lo scommettitore. La frequentazione delle videolottery, ormai talmente diffuse nei quartieri, da essere diventate un punto di riferimento, un’attività socialmente straniata ma, ormai, tristemente di massa, ha sostituito un’abitudine come quella di  frequentare gli ippodromi oppure di visionare l’andamento di una gara di trotto o di galoppo in una sala corse, per non parlare della combinazione collettiva di sistemi sul Totocalcio, un ritrovato piuttosto aggregante a livello di socialità. E’ bene tenere a mente un dato fondamentale. Nessun gioco assicura un ritorno in vincita del 100% del capitale grande o piccolo investito. Sul poker online la restituzione riconosciuta è del 90% e poi, a scendere, dell’80% sulle scommesse sportive, del 75% sulle new slot. La percentuale globale di restituzione è pari al 71%. Come dire che 55 miliardi nel corso del 2011 sono stati redistribuiti ai giocatori che complessivamente hanno perso per definizione un 29% pagato in termini di servizi, concessionari, Stato, spese vive di gestione. Il dato del consumo supera nettamente la cifra investita sull’abbigliamento e nel grande recinto del tempo libero e stacca nettamente i consumi culturali.
Sarà un’osservazione banale ma in quale campo del vivere comune un italiano accetterebbe di comprare un oggetto o fruire di una prestazione sapendo a priori che gli viene detratta una percentuale del 29%, superiore a qualunque proiezione di aumento dell’Iva del prossimo futuro?
Nel gioco le protezioni si attenuano, il senso critico si ottunde con la speranza di essere uno dei fortunati capaci di sfuggire a questo trend.
Peraltro, al contrario, dall’altra parte della piramide le tasse riguardano al 2% le videolottery, al 12% le slot machine, dal 3 al 20% (se giocato in tornei) il poker. Terzo capitolo di ripartizione ovvero quanto va direttamente nelle casse dello Stato: il valore percentuale si attesta al 4,5% per le scommesse sportive, al 12% per il Bingo, al 23,5% per il Win for Life, al 28% per il Lotto e sale al 34% per il vilipeso Totocalcio.
Prendendo un mese campione ed esaminando i dati nazionali ci si accorge che le regioni in cui si gioca di più sono nell’ordine Lombardia, Campania e Lazio. Ed in Lombardia il virtuale podio è occupato dalle province di Pavia e Como. L’indicazione di queste regioni ci sembra particolarmente probante perché sono quelle in cui la penetrazione mafiosa ha raggiunto picchi particolarmente significativi. La Lombardia come il polo imprenditoriale più rilevante in Italia; la Campania con la sua endemica camorra ed il Lazio con i più recenti studi sulla diffusione sul territorio della cosiddetta “quinta mafia”.Conscia del pericolo del riciclaggio e della contiguità criminale, anche in vista della necessità di congrui investimenti di partenza, l’Amministrazione dei Monopoli di Stato batte il ferro a mezzo pubblicità sul “gioco pulito”. Ma il distinguo rimane forzatamente artificiale se, oltre a proporre una forma, non entra nel metodo di una certa qualità organica delle proposte.
Se l’Italia registra un numero sempre più in aumento di , malati da gioco, il futuro prepara loro l’avvento del betting exchange, cioè la scommessa integrale in cui chiunque può quotare un evento. La corsa all’oro è talmente avviata che una concessione è stata richiesta anche da PosteMobile, come da Interwetten. Un altro grande gruppo che si è mosso pesantemente, muovendo tra l’altro un oceano di polemiche, è stata la Mondadori in un pulviscolo di 17 nuovi operatori. La Mondadori, alla fine del 2011 ha predisposto l’ online di Casinò Games, Casino Live, Poker cash e Bingo. Con una prospettiva d’incasso per il 2012 vagheggiata attorno intorno ai 100 milioni di euro. Per non parlare delle velleità dei grandi operatori telefonici: Telecom Italia, Wind e Vodafone. Proprio in relazione  all’ambizione di ingresso nel mercato di questi vettori ci sono proiezioni di settore che dimostrano come si stia progettando l’avvento di applicazioni per i cellulari in modo da consentire scommesse anche per via telefonica, una strada di non impossibile percorribilità nel mondo degli Ipad, I Phone Blackberry.  Intralot e I Mobile hanno già introdotto delle applicazioni per la scommessa telefonica. Oltremanica il commercio è sviluppatissimo. I Monopoli non devono prendere particolari contromisure. Il futuro è anche nel gioco virtuale ovvero una scommessa “fantastica”, presumibilmente molto gradita dai giovani perché simile ad un videogame, vendutissima in Gran Bretagna e già sperimentata presso i broker considerati “illegali in Italia”.
Peraltro alle Poste l’introduzione della novità presenta qualche problema deontologico nella presentazione pubblicitaria. E non è un caso che il lancio del prodotto sia vistosamente in ritardo. Novità di sistema saranno anche i bandi di gara del nuovo terrestre e quello per le sale dedicate al poker sport. Asta pubblica entro il 30 gennaio 2012 per la concessione di 1000 poker live. Tutti i siti internazionali di giochi online per operare nel nostro paese hanno dovuto aprire una succursale con una propria autonomia. E si può giocare su questa indipendenza per ritagliarsi una certa fetta di autonomia giurisprudenziale. Trattandosi di un business molto delicato (c’è un alone di possibile pedofilia nell’adescamento dei minori con questa modalità di gioco) il regolamento ha subito dei ritardi.
I Monopoli per evitare la falsa partenza si stanno consultando con i concessionari che a loro volta si avvalgono di consulenti e operatori specializzati. Si ragiona in termini di metrature, business plan, costi e buy in: investimenti mirati con un profilo di qualità. E la Carta Unica Aams è lo strumento operativo per la nuova operazione: vorrebbe essere un segnale di garanzia anche agli occhi di chi fa fatica a riconoscere al poker il valore di uno sport. Ma con un ventaglio di giochi sempre più ampio a rinchiudere un cerchio di superficie infinita, ci si misurerà sempre più pressantemente con la ludopatia, la malattia del presente e forse del futuro. La previsione di crescita del gioco online è imponente, quasi irresistibile. Si prevede che la raccolta mondiale frutterà alla fine del 2012 ben 27,5 miliardi di euro. E per una concessione ormai si pagano cifre assolutamente ragguardevoli, dell’ordine dei 350.000 euro. Il settore tira e non si lesinano investimenti. Si guarda soprattutto al poker cash game che nel mondo riassume un succoso 75% della raccolta complessiva del gioco. Ed un malinconico velo di obsolescenza progressivamente calerà sui Casinò visto che l’Agicos ha registrato per le strutture esistenti in Italia nel confronto primo semestre 2010-primo semestre 2011 un calo del 21,4%, una deriva irreversibile. AIl poker ha ormai un suo calendario e propone l’arruolamento di giocatori professionisti. L’Italia è la sede del’European Poker Tour. Snai e Lottomatica sponsorizzano alcuni eventi. Ed i giocatori, ormai delle stars, scelgono le date, secondo un flusso conveniente di sponsorizzazioni, montepremi, visibilità garantita. Pokeritalia è una trasmissione che ha all’attivo 1.300 ore di programmazione e più di duecento tornei commentati.
Il 2012 sarà l’anno dei tornei di poker. La pubblicità avviluppa in suadenti slogan di stile aggressivo (e decisamente americano) le proposte che già si succedono a ritmo incalzante. Con queste modalità viene lanciato il Pokeroom Challenge al Casinò di Venezia dal 26 al 29 gennaio 2012. Per entrare psicologicamente nell’evento bisogna prestarsi a un linguaggio da iniziati, puro gergo pokeristico. Leggete: “Il Main event partirà il 27 gennaio: buy in di 1000 + 100 euro, 30.000 chip di stack iniziale, livelli di ogni 45 minuti e formula deepstack per consentire la maggiore giocabilità”. Il montepremi garantito dal Main Event è di 100.000 euro. Ma il Pokeroom Challenge 2012 sarà soprattutto una gara per designare il miglior Team dell’evento tra quelli dei 46 siti di gioco affiliati al portale Pokeroom.it. Alla fine sullo sfondo è la fidelizzazione l’asse portante dell’organizzazione. E anche il tentativo di rilanciare con modi atipici Casinò in crisi appoggiandosi alle loro strutture, in questo caso Venezia. La possibilità di far interagire i giochi d’azzardo online e la televisione sta producendo una febbrile attività imprenditoriale. Winga rivendica il merito di essere il primo canale televisivo che consente di giocare, ad esempio, alla roulette, indicando sul digitale il canale 63 per il collegamento degli utenti interessati attraverso la sinergia con il sito di riferimento www.888.it. Nonostante tutto questo battage però nei poker a torneo sta calando la spesa. E il bilancio trionfale di 533 milioni raccolti dal poker online nel solo mese di settembre 2011 è stato il principale motivo di vanto sfoggiato dagli operatori che all’Eig di Milano hanno festeggiato i dieci anni dell’I-Gaming Congress & Expo. Al vertice della cupola imprenditoriale la già citata Winga, la società che in sinergia con il canale televisivo e la roulette show, si serve dell’interactive division.
La qualità della visione televisiva innervata con telecamere ad alta definizione porta il giocatore virtualmente all’interno di un casinò senza aver bisogno di accedere (con le formalità del caso) ai quattro luoghi deputati della roulette in Italia. Ma il poker cash deve ancora entrare pienamente a regime nelle abitudini degli italiani se è vero che gli incassi hanno avuto un colpo a vuoto con un deciso arretramento nel successivo mese di novembre 2011. Un altro leader di settore è Microgame seguito da PokerStars a una corta incollatura. E le donne sono “il partito di maggioranza” relativa. Un’altra novità del 2012 sarà l’introduzione entro il 31 marzo 2012 delle lotterie a consumo, effettuate con il resto della spesa nelle grandi catene di supermercato. Quello che è stato brevettato dal tabaccaio (circa 61.000 esercenti a disposizione sul territorio) sarà applicato anche dalla grande distribuzione con “Gioca il resto”. Ma non ci sono mai belle notizie per gli italiani e, dunque, anche per gli scommettitori. Dal 1° gennaio 2012 scatterà la “tassa al vincitore”. Un 6% di trattenuta sulle vincite superiori ai 500 euro. E’ il frutto delle varie manovre finanziarie sviluppatesi in maniera farraginosa in estate e tradotte da Raffaele Ferrara, direttore dei Monopoli di Stato, con l’applicazione di una tassa di questa entità alle vincite extra-large di videolottery, Superenalotto, Win for Life, Gratta e Vinci (anche nelle varianti “Maximiliardario”, “Vivere alla grande” e “Turista per sempre”, ma chi è il creativo che inventa queste denominazioni?). Restano escluse dalle nuove tasse: Lotteria Italia, le scommesse sportive, il gioco online e le slot machine. Non sono prelievi da poco perché – pensate dall’eventuale vincita del biglietto più ricco, 5 milioni di euro, sarebbe stato prelevato un gettito di 300.000 euro, senza colpo ferire.
E sulla più alta vincita mai realizzata in Italia, da 178 milioni, la tassa alla fonte sarebbe stata addirittura di 10,6 milioni. Le giocate sullo sport hanno già un prelievo aggiuntivo – pagato però dai concessionari introdotto dalla Legge di Stabilità. Se la percentuale delle vincite scende sotto l’80% – è il calcolo di Agipronews. I concessionari devono versare il 20% della differenza. Per esempio con un payout al 75% si versa all’Erario un prelievo aggiuntivo dell’1 %. Nessuna tassa per le vincite delle slot machine, dato che l’erogazione massima (100 euro) è al disotto della soglia in cui si applicherà la nuova tassazione. Ma pensate che adeguamenti del genere scoraggeranno i giocatori? Alla domanda retorica noi saremo portati a rispondere di no. Esenti dalla nuova tassazione le scommesse sportive e le new slot, per definizione, visto che consentono vincite non superiori ai 100 euro. La volontà politica era di racimolare 1,5 miliardi di euro da destinare all’erario ed in questo modo il traguardo viene centrato, dato che non si ipotizza un calo delle giocate.
Secondo Massimo Maierini, presidente e amministratore delegato de la Multipla: “La novità fondamentale è che nel giro di 2-3 anni la raccolta dei giochi su internet subirà un processo di concentrazione simile a quello registrato da alcuni dei principali settori industriali nel passato recente. Il mercato così sarà in mano a non più di 10-15 grandi operatori contro gli oltre 100 attualmente attivi. Per questo noi ora vogliamo giocare il ruolo di cacciatori e non di prede”. Un mercato che brucia nell’attualità si è spinto fino a preconizzare le cifre d’incasso per il 2013 nei nuovi comparti. Si prevede un introito di 8 miliardi per il poker cash e di 10 miliardi per i casinò games. E si cercherà in futuro di trovare una convivenza tra due modalità molto simili (anche come aspetto meccanico): le videolottery e le new slot.

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