• Pentiti, testimoni, magistrati: “Noi, abbandonati dallo Stato” di Vincenzo Iurillo

    Pentiti, testimoni, magistrati. Protetti e non. Storie di persone che hanno contribuito alle indagini sulla criminalità organizzata e non si sentono tutelate abbastanza. Fonte: Il Fatto Quotidiano del 29 dicembre 2018 Si fa presto a dire denuncia, indaga, combatti per la verità e la giustizia, passa con lo Stato, se poi lo Stato si arrende e ti dimentica. Le cronache sono piene di queste storie. Cittadini, imprenditori, magistrati, che non hanno avuto paura di stare dalla parte giusta. Ma che al dunque si sono ritrovati soli. Senza protezione. Senza scorta. In qualche caso senza un futuro. Luigi Coppola è uno di loro. Rivenditore di auto a Boscoreale (Napoli), negli anni…

  • Graziella Campagna, 17 anni, vittima di mafia. Storie di trafficanti, imprenditori e giudici nella provincia dove la ‘mafia non esiste’

    Graziella Campagna, una ragazza semplice di Saponara, in provincia di Messina. Il 12 dicembre 1985 è stata rapita e uccisa. Da allora molti anni sono trascorsi senza che lo Stato le abbia riconosciuto il diritto alla verità e alla giustizia. Undici anni in cui le è stato negato il diritto alla memoria, ad essere riconosciuta vittima di un potere criminale da sempre sottovalutato nel messinese. Diciassette anni fa un barbaro omicidio di mafia sconvolgeva la vita di una piccola cittadina nella provincia di Messina. Graziella Campagna, giovane diciassettenne, veniva sequestrata e poi assassinata a colpi di lupara. Per diversi anni il movente, gli autori e i mandanti di questo delitto…

  • “Casamonica, il clan scardinato grazie al coraggio delle donne” di Floriana Bulfon

    Casamonica. Sono state due mogli e madri a minare il gruppo mafioso. Dicendo di no a un codice a cui erano state asservite Fonte:  espresso.repubblica.it Articolo del 5 dicembre 2018 I sogni son desideri e Simona voleva diventare una principessa. Quell’uomo, apparso all’improvviso a Žilina in Slovacchia, con in tasca rotoli di banconote, la copriva di rose e regali. A lei, che aveva solo 17 anni e andava ancora a scuola, diceva d’essere un commerciante e per risaltare la sua romanità si faceva chiamare Massimo Decimo Meridio, come il protagonista del film “Il gladiatore”. In realtà era Raffaele Casamonica, principe solo negli archivi criminali: era arrivato laggiù per sfuggire a…

  • Nel labirinto delle mafie a cura di Attilio Bolzoni ed Enrico Bellavia

    Articolo del 16 Luglio 2017 da mafie.blogautore.repubblica.it Nel labirinto delle stragi di Attilio Bolzoni In quei due mesi è accaduto molto ma non tutto. Dal 23 maggio al 19 luglio 1992, cinquantasette giorni, bombe e autobombe, ucciso Giovanni Falcone, ucciso Paolo Borsellino. Tanti i segreti che sono stati seppelliti in questo quarto di secolo, tante le verità che ancora l’Italia non conosce. A farci entrare nel labirinto delle stragi per il blog Mafie è Enrico Bellavia, giornalista di Repubblica che con il suo sapere ci accompagna dall’Addaura ai grandi misteri che ancora si inseguono dopo venticinque anni. E’ un lungo racconto ma non è solo un racconto. E’ anche un…

  • STRAGI DI MAFIA, L’ALTRA VERITÀ SUI VERI PIANI DELLA ‘NDRANGHETA di Gianfrancesco Turano

    Foto e Articolo del 20 Gennaio 2017 da  espresso.repubblica.it/inchieste La malavita organizzata calabrese insieme a Cosa Nostra siciliana nell’attacco allo Stato. Ma solo per pochi mesi: poi gli interessi e le strategie sono cambiate. Ecco cosa svela un’inchiesta che riscrive il passaggio alla Seconda Repubblica La strategia stragista della ’ndrangheta dura appena due mesi: dicembre 1993, gennaio 1994. Il 2 febbraio è tutto finito». Parla Federico Cafiero de Raho, procuratore capo di Reggio Calabria. Non c’è altro che il magistrato possa dire riguardo all’inchiesta di importanza colossale sui tre attentati contro i carabinieri risalenti a 23 anni fa che, secondo quanto risulta all’Espresso, sta per giungere alla conclusione. Partita come…

  • Ricordati di ricordare di Umberto Santino

    Una poesia per tutte le vittime innocenti di mafia… Fonte:  cittanuovecorleone1.blogspot.it Ricordati di ricordare di Umberto Santino Ricordati di ricordare coloro che caddero lottando per costruire un’altra storia e un’altra terra ricordali uno per uno perché il silenzio non chiuda per sempre la bocca dei morti e dove non è arrivata la giustizia arrivi la memoria e sia più forte della polvere e della complicità Ricordati di ricordare l’inverno dei Fasci quando i figli dei contadini del Nord spararono sui contadini del Sud e i mafiosi aprivano il fuoco sapendo di esserei cecchini dello Stato

  • QUANDO LA MAFIA UCCIDE GLI INNOCENTI di Lorenzo Bodrero

    Il 9 novembre è l’anniversario della morte di Paolo, Edoardo, Calogero, Serafino. Nomi di persone che non abbiamo conosciuto, ma che sono morti per mano delle mafie. Abbiamo contato oltre mille vittime innocenti negli ultimi 150 anni. Un conto per difetto, che coinvolge 125 donne e 105 minorenni. Molti avevano l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Fonte:  lastampa.it Sono le 18:30 di una sera di fine estate a Palermo. Il 23 settembre Rosalia Pipitone, per tutti Lia, si trova all’interno di un negozio di sanitari in Via Papa Sergio. E’ lì a fare acquisti per il piccolo Alessio, il suo primo e unico figlio avuto quattro…

  • ‘NDRANGHETA, DELITTI IMPUNITI: POMPEO PANARO (LE INCHIESTE REPUBBLICA)

      Foto e Articolo del 2 maggio 2013 da  inchieste.repubblica.it “La verità sulla scomparsa di mio padre sepolto nel cimitero della ‘ndrangheta” di GIOVANNI TIZIAN Grazie alla tenacia di Paolo Panaro, la magistratura di Catanzaro ha deciso di riaprire l’inchiesta sulla fine del padre, commerciante ed esponente politico della Dc locale, sparito nel 1982. Un’odissea durata 30 anni tra omissioni, depistaggi, prove contraffatte. Fino alla scoperta di un terreno gestito dalle cosche che potrebbe nascondere i resti di tanti altri delitti eccellenti   PAOLA (Cosenza) – Il velo sottile dell’omertà avvolge da trent’anni la scomparsa di Pompeo Panaro. La copre dal lontano 28 luglio 1982. È l’estate dei Mondiali, sono…

  • Mafia, casinò e spioni Perché è morto Caccia – di Davide Milosa

      Nuova indagine della Procura di Milano. Coinvolto l’avvocato Saro Cattafi Articolo del 25 Agosto 2015 tratto da Il Fatto Quotidiano Fonte: antimafiaduemila.com La storia riparte trentadue anni dopo. E cambia radicalmente. Sul tavolo un caso di cronaca clamoroso: la morte del procuratore capo di Torino, Bruno Caccia, ucciso con 17 colpi di pistola la sera del 26 giugno 1983. Chi paga? Nel 1993 viene condannato all’ergastolo il calabrese Domenico Belfiore. Lui, secondo i giudici, il mandante di un’esecuzione ordinata per tutelare gli affari della ‘ndrangheta all’ombra della Mole. Ignoti i killer. Questa, ad oggi, la versione ufficiale che si basa sulle dichiarazioni del collaboratore Francesco Miano legato ai servizi…