• «Io non li voglio vedere nè ascoltare. In parlamento foraggiano la mafia e poi scendono in piazza a commemorare Giovanni Falcone» di Sergio Di Cori Modigliani

    Io non li voglio vedere nè ascoltare. In parlamento foraggiano la mafia e poi scendono in piazza a commemorare Giovanni Falcone di Sergio Di Cori Modigliani Articolo del 22 Maggio 2012 da sergiodicorimodiglianji.blogspot.it   Stanno preparando il vestito buono per la festa. Passeranno la notte a lustrarsi le piume. E domani, l’uno dopo l’altro, con una faccia che definire di bronzo è un eufemismo al ribasso, correranno da una parte all’altra della penisola cercando i riflettori della tivvù, il microfono dei giornalisti, inondandoci della loro vomitevole retorica su twitter, facebook, e in ogni angolo della rete; loro, tutti loro, gli assassini di Giovanni Falcone, la moglie, e i tre agenti…

  • «Isolato e “seviziato”, ma non arretrò: per fermare Falcone ci volle il tritolo» di Nando Dalla Chiesa

    Isolato e “seviziato”, ma non arretrò: per fermare Falcone ci volle il tritolo di Nando Dalla Chiesa Foto e articolo del 22 Maggio 2012 da Il Fatto Quotidiano La strage di Capaci vent’anni dopo. Il magistrato “morto che cammina” aveva portato un vento nuovo dopo gli assassini di Terranova, Costa e Chinnici. Istruì il più grande processo alla mafia che si ricordi. Obbligò il mondo a decidere dove stare. Ma come in tutte le curve della storia del nostro Paese arrivarono le bombe, i morti e le stragi Ci volle il tritolo, un tritolo infinito, per fermarlo. Dicevano di lui da anni che fosse “un morto che cammina”, perché la…

  • IL LENTO PASSO DELLA LEGGE di Giovanni Falcone

    IL LENTO PASSO DELLA LEGGE di Giovanni Falcone Articolo da LA STAMPA del 7 Gennaio 1992 Foto: Google Non sono ancora sbiadite le immagini dell’ennesimo funerale di Stato, toccato questa volta al sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e alla sua sventurata moglie, uccisi dalla mafia. Immagini, è doloroso doverlo ammettere, che ci hanno rimandato una chiara sensazione di «già visto». Come se fosse stato riproposto un copione scritto da tempo e «buono» per tutti gli omicidi eccellenti, abbiamo sentito autorevoli opinionisti sollevare pesanti interrogativi sull’efficacia con cui le istituzioni combattono, così si dice, la criminalità organizzata nel nostro Paese. Il Presidente della Repubblica, in particolare, interpretando lo sdegno dell’intera collettività,…

  • LA LOTTA ALLA MAFIA – PERCHÉ SI VINCE COI GIUDICI di Giovanni Falcone

    LA LOTTA ALLA MAFIA – PERCHÉ SI VINCE COI GIUDICI di Giovanni Falcone Articolo da LA STAMPA del  6 Novembre 1991 Dopo i primi sfoghi emotivi contro le recentissime scelte governative in tema di antimafia (Superprocura e Agenzia Investigativa), interventi più pacati – come quello di Ernesto Galli della Loggia, apparso ieri l’altro sulle colonne di questo giornale – incanalano finalmente il dibattito sui punti cruciali delle riforme in modo adeguato rispetto all’importanza del tema. Su di un punto mi sembra che non si possa non essere d’accordo con Galli: sul suo forte richiamo allo Stato di diritto ed al rispetto della legalità, proprio nel momento in cui l’accresciuta virulenza…

  • I GATTOPARDI NON MUOIONO MAI di Giovanni Falcone

    I GATTOPARDI NON MUOIONO MAI di Giovanni Falcone Fonte:  archiviolastampa.it Articolo del 23 ottobre 1991 Che cosa resterà delle due settimane cominciate con la fuga del boss Vernengo dall’ospedale Civico di Palermo, dove si trovava in stato di arresto, e finite con l’annuncio da parte del governo dell’istituzione di un’«Fbi» italiana e di una «Superprocura» specializzata nelle inchieste antimafia? C’è da sperare che tutto non si esaurisca nel solito strascico di polemiche, e da ciò che è accaduto possa venire almeno una lezione per il futuro. Ma senza entrare nel merito dei fatti, ancora al vaglio delle autorità competenti, qualche riflessione si può accennare fin d’ora. Davanti al nuovo allarme…

  • LO STATO SCONFITTO E INTANTO ROMA DISCUTE di Giovanni Falcone

    La feroce efficienza della mafia e la disarmante inadeguatezza delle istituzioni ancora una volta si sono rivelate in tutta la loro gravità con l’assassinio di Libero Grassi. La vittima, titolare di un’impresa palermitana, non solo non si era piegato alle pretese estorsive della «famiglia» mafiosa locale, ma aveva denunciato le minacce all’autorità di polizia consentendo l’arresto e la successiva condanna di diversi personaggi coinvolti nel racket dell’estorsione. Il coraggio del povero Grassi, in una terra in cui si ha timore perfino ad ammettere l’esistenza della mafia, era stato divulgato ed enfatizzato dai «media». Tanti autorevoli rappresentanti delle istituzioni lo avevano pubblicamente apprezzato e additato quale esempio di civiche virtù. Lo…

  • MAFIA I NUOVI BERSAGLI – PERCHÉ SCOPELLITI di Giovanni Falcone

    MAFIA I NUOVI BERSAGLI – PERCHÉ SCOPELLITI di Giovanni Falcone Fonte: archiviolastampa.it Articolo del 17 agosto 1991 L’ultimo delitto eccellente – l’uccisione di Antonino Scopelliti – è stato realizzato, come da copione, nella torrida estate meridionale cosicché, distratti dalle incombenti ferie di Ferragosto e dalla concomitanza di altri gravi eventi, quasi non vi abbiamo fatto caso. Unico dato certo è la eliminazione di un magistrato universalmente apprezzato per le sue qualità umane, la sua capacità professionale e il suo impegno civile. Ma ciò ormai non sembra far più notizia, quasi che nel nostro Paese sia normale per un magistrato – e probabilmente lo è – essere ucciso esclusivamente per aver…

  • IL CITTADINO BOSS di Giovanni Falcone

    Il cittadino boss di Giovanni Falcone Se il magistrato torna a casa Fonte:  archiviolastampa.it Articolo del 17 giugno 1991 Agli inizi degli Anni Settanta, specialmente dopo l’assassinio del procuratore della Repubblica di Palermo, Pietro Scaglione, si fece ricorso in modo massiccio alle misure di prevenzione come rimedio all’insuccesso di importanti processi di mafia. I soggetti ritenuti più pericolosi vennero inviati al soggiorno obbligato in sperduti centri del territorio nazionale, o addirittura in lontane isolette come l’Asinara o Ustica, mentre numerosi altri personaggi in odore di mafia furono costretti ad abbandonare la Sicilia per l’imposizione del divieto di soggiorno. Il risultato fu esattamente contrario alle aspettative. Il metodo mafioso fece la…

  • MA QUELLA DEL NORD NON È MAFIA di Giovanni Falcone

    MA QUELLA DEL NORD NON È MAFIA di Giovanni Falcone PIOVRA E CRIMINALITÀ Fonte: archiviolastampa.it/ Articolo del 24 maggio 1991 Qualche giorno fa a Messina, appena sbarcati dal traghetto, sono stati arrestati dei trafficanti di stupefacenti siciliani. Da indagini di polizia e intercettazioni telefoniche era emerso che avevano acquistato eroina a Milano e la stavano portando in Sicilia. È una totale inversione di tendenza rispetto a qualche anno fa, al periodo in cui l’eroina veniva prodotta nei laboratori siciliani ed esportata in Europa e in Usa. Ed è anche il segno – si può sottolineare, in mezzo a tanto catastrofismo generale – che qualcosa le indagini antimafia hanno fatto, se…

  • IL GIUDICE E LA MAFIA – DIARIO DI UNA GUERRA di Giovanni Falcone

    IL GIUDICE E LA MAFIA – DIARIO DI UNA GUERRA di Giovanni Falcone Articola da LA STAMPA  del 12 Maggio 1991 IL discorso del presidente Cossiga alla Festa della polizia, seguito ai tragici fatti di Taurianova e all’emozione che hanno suscitato nell’opinione pubblica, ha avuto il merito di riaprire, al livello più alto, il confronto sui rimedi da adottare per affrontare la lotta alla criminalità. Si discute in particolare su questo: sono sufficienti le leggi esistenti per fronteggiare un’ondata criminale in continua ascesa, o è ormai necessario il ricorso a leggi eccezionali? La domanda è legittima. Ma vi è il rischio che, nelle more di un dibattito pur utile, ma…