• Le lapidi non dicono tutto – di Saverio Lodato

      Articolo del 31 Agosto 2015 da  antimafiaduemila.com Dalla Chiesa, il Generale ucciso dallo Stato Carlo Alberto dalla Chiesa? Chi era costui? Perché venne assassinato? Cosa rappresentò davvero il suo sacrificio? Ne valse la pena? Chi glielo fece fare? Gli italiani fecero tesoro del suo insegnamento? Le lapidi invecchiano. E più di tanto non possono dire. Le lapidi, per loro natura, sono avare di parole e di atmosfere, laconiche, quasi dispettose in quell’indicare appena un nome e qualche data. Il tempo scorre. La Sicilia e l’Italia sono assai lontane da quelle di allora. E qualche giorno fa, Rita, una dei tre figli di Dalla Chiesa, ha lamentato su Facebook che…

  • Manca, silenzio di Stato – di Luciano Mirone

    Articolo di Agosto 2015 da linformazione.eu La denigrazione non basta. Per insabbiarlo è necessario il silenzio. Un silenzio che avvolge il caso di Attilio Manca e scorre lungo l’asse Viterbo-Marsiglia-Barcellona Pozzo di Gotto, con un tassello mancante che potrebbe avere un nome: Bernardo Provenzano. Potrebbe… ma non ci sono prove. Non perché non esistano gli elementi su cui indagare, ma perché ogni volta che affiora un collegamento sulla trattativa Stato-mafia o sulla protezione occulta e istituzionale di cui “Binnu” avrebbe beneficiato anche a Barcellona Pozzo di Gotto (città di Attilio Manca), il mare del silenzio inghiotte ogni cosa. Del resto, lo stesso collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, recentemente lo ha…

  • Agosto 1985, la città sfregiata dalla mafia – di Roberto Leone

      Articolo del 6 agosto 2015 da  palermo.repubblica.it Trent’anni dall’omicidio di Ninni Cassarà. A pochi giorni dall’assassinio di Beppe Montana, la strage di via Croce rossa getta un’ombra funesta su Palermo: è l’inizio di una delle peggiori stagioni di violenza mafiosa I dieci giorni che sconvolsero la questura di Palermo, iniziano al tramonto di una domenica di trent’anni fa. Sul molo di Porticello il commissario Beppe Montana cammina seguito dalla sua fidanzata. Ha ormeggiato il piccolo motoscafo con il quale ha fatto un giro navigando tra Casteldaccia e Porticello. Pensa che nessuno noti quella anonima imbarcazione con una coppia a bordo. Sembrano due innamorati in cerca di privacy in un…

  • Le condanne del processo “Filottete”, l’inchiesta avviata anche grazie alle dichiarazioni di Lea Garofalo – di Marika Demaria

    Articolo del 23 luglio 2015  da narcomafie.it “Quell’uomo non voleva morire. Aveva il diavolo in corpo”. 1995, viale Montello 6, Milano. È notte fonda quando Giuseppe Cosco rientra in casa e riporta questa frase alla cognata, Lea Garofalo. Una frase che la donna, qualche anno dopo, nel 2002, racconterà ai Carabinieri, quando inizierà il suo tortuoso cammino come testimone di giustizia. Cosco aveva così apostrofato Antonio Comberiati, pluripregiudicato, “socio in affari” dei Cosco per quanto riguardava la piazza di spaccio di quella zona milanese. Un omicidio per il quale non si è mai aperto alcun processo, non si è mai individuato il responsabile. Lea Garofalo sarà uccisa la sera del…

  • La vittoria di Pio La Torre, antimafioso senza distintivo di Enrico Bellavia

    Articolo del 30 Aprile 2015 da palermo.repubblica.it CONOSCEVA il male dalle origini. Ne intuì il rimedio. Non si limitò a mettere a punto una ricetta, ma elaborò un piano di cura. Nella storia politica di Pio La Torre, dalle lotte contadine al 416 bis, dal sequestro dei beni dei boss al no ai missili a Comiso, c’è l’intero percorso di un’antimafia mai vissuta come un abito  –  tanto settario quanto inconcludente  –  da esibire per scalare posizioni nella nomenclatura di partito come nella società, ma cucito addosso come l’unica ragione dell’essere comunisti. E che prima del piombo dei killer, gli riservò sia la violenza di guerre intestine, dentro e fuori…

  • “I fantasmi del Mediterraneo“ di Andrea Palladino e Andrea Tornago

    Fonte: toxicleaks.org “Vogue la galère” (Le Monde, 6 febbraio 2015) “I fantasmi del Mediterraneo“ (ToxicLeaks, 4 aprile 2015) di Andrea Palladino e Andrea Tornago Dopo le armi e i rifiuti tossici, le “navi a perdere” servono ormai per un commercio illecito dei più redditizi nel Mediterraneo: il traffico di migranti in fuga verso l’Europa. Un network molto ben organizzato (inchiesta per Le Monde pubblicata il 6-2-2015) C’è un mondo parallelo dietro la lista di 15 nomi di navi che circola tra i porti del sud Europa. Broker, mediatori, trafficanti d’armi, armatori, noleggiatori, marinai disposti a tutto. Società fantasma create in pochi minuti, tra Odessa e il Pireo. Bandiere di mercantili…

  • Il gip ordina nuove indagini: “Depistaggi su inchiesta Impastato” di Patrizio Maggio

      Articolo del 10 gennaio 2015 da loraquotidiano.it Il giudice per le indagini preliminari Maria Pino respinge la richiesta d’archiviazione, ordinando al pm Del Bene di continuare ad indagare sulle manovre dei carabinieri dopo l’omicidio del militante di Democrazia Proletaria. Indagati Subranni, Canale, De Bono e Abramo di Patrizio Maggio Una nuova indagine sui depistaggi commessi dagli inquirenti dopo l’assassinio di Peppino Impastato. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Palermo Maria Pino, respingendo la richiesta d’archiviazione del sostituto procuratore Francesco Del Bene. Come racconta l’edizione palermitana di Repubblica, per il pm sarebbero prescritti i reati di favoreggiamento e falso addebitati al generale dei carabinieri Antonio Subranni,…

  • “Caso Manca, San Macuto convoca il procuratore e il pm di Viterbo” di Luciano Mirone

      Articolo del 13 Gennaio 2015 da stampalibera.it Questo pomeriggio davanti alla Commissione Antimafia l’audizione del capo dei pm Alberto Pazienti, e del sostituto Renzo Petroselli per avere chiarimenti su tutti i punti oscuri di un’inchiesta che l’avvocato di parte civile Antonio Ingroia ha accusato di “inerzie al limite del depistaggio”. Sulla morte dell’urologo di Barcellona, liquidata come un’overdose, Rosy Bindi ha detto: “Tutto sembra tranne che un suicidio” di Luciano Mirone Sul mistero della morte di Attilio Manca, ora indaga la Commissione parlamentare antimafia che questo pomeriggio ascolterà il procuratore della Repubblica di Viterbo, Alberto Pazienti, e il sostituto procuratore Renzo Petroselli per avere chiarimenti su tutti i punti…

  • Dopo 36 anni Antonio Esposito Ferraioli riconosciuto vittima innocente di camorra

    Fonte ilcorsaro.info Articolo del 28 Ottobre 2014 di  Mariano Di Palma e Federico Esposito Trentasei anni e cinquantacinque giorni. Tanto tempo, troppo. Ma l’emozione è così forte che pensare che si potesse fare prima stavolta conta poco. Il cuore si gonfia e la gioia nasconde l’amarezza delle attese. Antonio Esposito Ferraioli, Tonino, ha avuto giustizia. Un nome forse sconosciuto, un ragazzo come tanti, un compagno, ammazzato nel 1978 dalla camorra a Pagani, fritto misto di cemento e asfalto alle pendici del Vesuvio. Lo scorso 24 ottobre il Tribunale di Nocera Inferiore gli ha finalmente riconosciuto lo status di vittima innocente della criminalità. Una battaglia dura, complicata nei mesi scorsi dal…

  • Otto morti nella guerra tra famiglie. La storia della faida di Noragugume di Anthony Muroni

    Pubblicato il 19 gennaio 2014 in  unionesarda.it Nell’articolo di Anthony Muroni, pubblicato sull’Unione Sarda del 16 novembre 2005, la storia della faida e la conclusione della vicenda processuale. Tutta la faida di Noragugume e i suoi retroscena in oltre 70 udienze. Dopo tre anni di processi i giudici della Cassazione hanno messo la parola fine a una vicenda giudiziaria tremenda, che consegna tre giovani (Bruno Acquas, Luca Falchi e Gianfranco Pinna) al carcere a vita e regala a una ragazza già segnata da anni di dolore (Giuseppina Pinna) una nuova speranza nel futuro. Con l’aggiunta di un quarto ergastolano (Giulio Cherchi) condannato a un’esistenza da latitante. Sullo sfondo restano sei…