• Nel labirinto delle mafie a cura di Attilio Bolzoni ed Enrico Bellavia

    Articolo del 16 Luglio 2017 da mafie.blogautore.repubblica.it Nel labirinto delle stragi di Attilio Bolzoni In quei due mesi è accaduto molto ma non tutto. Dal 23 maggio al 19 luglio 1992, cinquantasette giorni, bombe e autobombe, ucciso Giovanni Falcone, ucciso Paolo Borsellino. Tanti i segreti che sono stati seppelliti in questo quarto di secolo, tante le verità che ancora l’Italia non conosce. A farci entrare nel labirinto delle stragi per il blog Mafie è Enrico Bellavia, giornalista di Repubblica che con il suo sapere ci accompagna dall’Addaura ai grandi misteri che ancora si inseguono dopo venticinque anni. E’ un lungo racconto ma non è solo un racconto. E’ anche un…

  • STRAGI DI MAFIA, L’ALTRA VERITÀ SUI VERI PIANI DELLA ‘NDRANGHETA di Gianfrancesco Turano

    Foto e Articolo del 20 Gennaio 2017 da  espresso.repubblica.it/inchieste La malavita organizzata calabrese insieme a Cosa Nostra siciliana nell’attacco allo Stato. Ma solo per pochi mesi: poi gli interessi e le strategie sono cambiate. Ecco cosa svela un’inchiesta che riscrive il passaggio alla Seconda Repubblica La strategia stragista della ’ndrangheta dura appena due mesi: dicembre 1993, gennaio 1994. Il 2 febbraio è tutto finito». Parla Federico Cafiero de Raho, procuratore capo di Reggio Calabria. Non c’è altro che il magistrato possa dire riguardo all’inchiesta di importanza colossale sui tre attentati contro i carabinieri risalenti a 23 anni fa che, secondo quanto risulta all’Espresso, sta per giungere alla conclusione. Partita come…

  • Ricordati di ricordare di Umberto Santino

    Una poesia per tutte le vittime innocenti di mafia… Fonte:  cittanuovecorleone1.blogspot.it Ricordati di ricordare di Umberto Santino Ricordati di ricordare coloro che caddero lottando per costruire un’altra storia e un’altra terra ricordali uno per uno perché il silenzio non chiuda per sempre la bocca dei morti e dove non è arrivata la giustizia arrivi la memoria e sia più forte della polvere e della complicità Ricordati di ricordare l’inverno dei Fasci quando i figli dei contadini del Nord spararono sui contadini del Sud e i mafiosi aprivano il fuoco sapendo di esserei cecchini dello Stato

  • QUANDO LA MAFIA UCCIDE GLI INNOCENTI di Lorenzo Bodrero

    Il 9 novembre è l’anniversario della morte di Paolo, Edoardo, Calogero, Serafino. Nomi di persone che non abbiamo conosciuto, ma che sono morti per mano delle mafie. Abbiamo contato oltre mille vittime innocenti negli ultimi 150 anni. Un conto per difetto, che coinvolge 125 donne e 105 minorenni. Molti avevano l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Fonte:  lastampa.it  11 novembre 2015  Sono le 18:30 di una sera di fine estate a Palermo. Il 23 settembre Rosalia Pipitone, per tutti Lia, si trova all’interno di un negozio di sanitari in Via Papa Sergio. E’ lì a fare acquisti per il piccolo Alessio, il suo primo e unico…

  • Cocò e gli altri bimbi uccisi dalla ‘ndrangheta di Giovanni Tizian

    Due arresti per l’omicidio del piccolo Nicola Campilongo (Cocò). La sua esecuzione aveva suscitato l’indignazione collettiva. Ma le mafie non hanno mai risparmiato né bambini né donne. Perché non seguono codici d’onore. Ma solo i propri interessi. Fonte: espresso.repubblica.it Articolo del 12 ottobre 2015 Cocò e gli altri bimbi uccisi dalla ‘ndrangheta Avrebbe avuto cinque anni il piccolo Cocò: Nicola Campilongo, il bambino ucciso nel 2014 a Cassano allo Ionio insieme al nonno e alla sua compagna in un agguato di ‘ndrangheta. Ora ci sono due sospettati. Cosimo Donato e Fuastino Campilongo sono stati arrestati dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Cosenza con l’accusa di omicidio premeditato…

  • Mafia, casinò e spioni Perché è morto Caccia – di Davide Milosa

      Nuova indagine della Procura di Milano. Coinvolto l’avvocato Saro Cattafi Articolo del 25 Agosto 2015 tratto da Il Fatto Quotidiano Fonte: antimafiaduemila.com La storia riparte trentadue anni dopo. E cambia radicalmente. Sul tavolo un caso di cronaca clamoroso: la morte del procuratore capo di Torino, Bruno Caccia, ucciso con 17 colpi di pistola la sera del 26 giugno 1983. Chi paga? Nel 1993 viene condannato all’ergastolo il calabrese Domenico Belfiore. Lui, secondo i giudici, il mandante di un’esecuzione ordinata per tutelare gli affari della ‘ndrangheta all’ombra della Mole. Ignoti i killer. Questa, ad oggi, la versione ufficiale che si basa sulle dichiarazioni del collaboratore Francesco Miano legato ai servizi…

  • Le lapidi non dicono tutto – di Saverio Lodato

      Articolo del 31 Agosto 2015 da  antimafiaduemila.com Dalla Chiesa, il Generale ucciso dallo Stato Carlo Alberto dalla Chiesa? Chi era costui? Perché venne assassinato? Cosa rappresentò davvero il suo sacrificio? Ne valse la pena? Chi glielo fece fare? Gli italiani fecero tesoro del suo insegnamento? Le lapidi invecchiano. E più di tanto non possono dire. Le lapidi, per loro natura, sono avare di parole e di atmosfere, laconiche, quasi dispettose in quell’indicare appena un nome e qualche data. Il tempo scorre. La Sicilia e l’Italia sono assai lontane da quelle di allora. E qualche giorno fa, Rita, una dei tre figli di Dalla Chiesa, ha lamentato su Facebook che…

  • Manca, silenzio di Stato – di Luciano Mirone

    Articolo di Agosto 2015 da linformazione.eu La denigrazione non basta. Per insabbiarlo è necessario il silenzio. Un silenzio che avvolge il caso di Attilio Manca e scorre lungo l’asse Viterbo-Marsiglia-Barcellona Pozzo di Gotto, con un tassello mancante che potrebbe avere un nome: Bernardo Provenzano. Potrebbe… ma non ci sono prove. Non perché non esistano gli elementi su cui indagare, ma perché ogni volta che affiora un collegamento sulla trattativa Stato-mafia o sulla protezione occulta e istituzionale di cui “Binnu” avrebbe beneficiato anche a Barcellona Pozzo di Gotto (città di Attilio Manca), il mare del silenzio inghiotte ogni cosa. Del resto, lo stesso collaboratore di giustizia Carmelo D’Amico, recentemente lo ha…

  • Agosto 1985, la città sfregiata dalla mafia – di Roberto Leone

      Articolo del 6 agosto 2015 da  palermo.repubblica.it Trent’anni dall’omicidio di Ninni Cassarà. A pochi giorni dall’assassinio di Beppe Montana, la strage di via Croce rossa getta un’ombra funesta su Palermo: è l’inizio di una delle peggiori stagioni di violenza mafiosa I dieci giorni che sconvolsero la questura di Palermo, iniziano al tramonto di una domenica di trent’anni fa. Sul molo di Porticello il commissario Beppe Montana cammina seguito dalla sua fidanzata. Ha ormeggiato il piccolo motoscafo con il quale ha fatto un giro navigando tra Casteldaccia e Porticello. Pensa che nessuno noti quella anonima imbarcazione con una coppia a bordo. Sembrano due innamorati in cerca di privacy in un…

  • Le condanne del processo “Filottete”, l’inchiesta avviata anche grazie alle dichiarazioni di Lea Garofalo – di Marika Demaria

    Articolo del 23 luglio 2015  da narcomafie.it “Quell’uomo non voleva morire. Aveva il diavolo in corpo”. 1995, viale Montello 6, Milano. È notte fonda quando Giuseppe Cosco rientra in casa e riporta questa frase alla cognata, Lea Garofalo. Una frase che la donna, qualche anno dopo, nel 2002, racconterà ai Carabinieri, quando inizierà il suo tortuoso cammino come testimone di giustizia. Cosco aveva così apostrofato Antonio Comberiati, pluripregiudicato, “socio in affari” dei Cosco per quanto riguardava la piazza di spaccio di quella zona milanese. Un omicidio per il quale non si è mai aperto alcun processo, non si è mai individuato il responsabile. Lea Garofalo sarà uccisa la sera del…