• 18 Ottobre 1984 Palermo. Strage di Piazza Scaffa. Furono uccise 8 persone, per dare un segnale forte della “potenza criminale delle “famiglie” siciliane”.

    Strage di Piazza Scaffa, Palermo, 18 ottobre 1984. Una strage simbolo, che doveva servire a punire uno sgarro e a ripristinare il potere di Cosa nostra su una città che aveva accolto con grande soddisfazione la massiccia ondata di arresti seguita alle rivelazioni di Tommaso Buscetta. La notte del 18 ottobre 1984 a Cortile Macello, nel quartiere Ballarò di Palermo, un commando fece irruzione in una stalla massacrando i fratelli Cosimo e Francesco Quattrocchi, il loro cugino, Cosimo Quattrocchi, e il cognato, Marcello Angelini. Salvatore Schimmenti, Giovanni Catalanotti, Antonio Federico e Paolo Canale si trovavano casualmente in compagnia delle vittime designate e furono uccisi per non lasciare testimoni. A far…

  • I RETROSCENA DELLA TRATTATIVA STATO-MAFIA – Inchiesta di Luciano Mirone

    I RETROSCENA DELLA TRATTATIVA STATO-MAFIA Intervista al Commissario Mario Ravidà Inchiesta di Luciano Mirone Fonte: linformazione.eu Articolo del 2 ottobre 2018 “VI SVELO I RETROSCENA DELLA TRATTATIVA STATO-MAFIA” Di Luciano Mirone Conosce tanti retroscena della Trattativa Stato-mafia. Li ha vissuti direttamente come investigatore. Col ruolo di ispettore e di commissario della Polizia di Stato. Prima nella Criminalpol della Squadra mobile di Catania (Antiterrorismo), poi nella Direzione investigativa antimafia (Dia), nel cuore delle indagini su Cosa nostra e sulla Trattativa seguita alle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Si chiama Mario Ravidà e dice: “Dopo trentacinque anni ho preferito andarmene per quello che ho visto e per quello che ho…

  • “Un patto fra clan per fare affari”: gli appunti segreti di Dalla Chiesa di Salvo Palazzolo

    “Un patto fra clan per fare affari”: gli appunti segreti di Dalla Chiesa di Salvo Palazzolo Dagli archivi della prefettura del capoluogo spuntano tre note inedite: “C’è un filo che lega i delitti Mattarella, La Torre, Costa e Terranova” «Per combattere la mafia occorrono più che mezzi straordinari, unitarietà di intenti, intelligenza e fantasia». E ancora: «È necessario un colloquio costruttivo tra tutti gli organi dello Stato senza alcun desiderio di primeggiare l’uno sugli altri. È meglio essere “mezzofondisti” che “centrometristi”». Dagli archivi della prefettura di Palermo riemergono tre documenti con le parole di Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto per cento giorni, mentre la città era insanguinata dalla strategia del…

  • E Stato la Mafia – Marco Travaglio 2014 spettacolo completo

    E Stato la Mafia – Marco Travaglio 2014 spettacolo completo Italia Mattanza – Pubblicato il 26 ago 2018 “Perché avvelenarci il fegato con queste storie vecchie di oltre vent’anni, con tutti i problemi che abbiamo oggi? La risposta è semplice e agghiacciante: sono storie attuali, come tutti i ricatti che assicurano vita e carriera eterna tanto ai ricattatori quanto ai ricattati. Da ventidue anni uomini delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine, dei servizi e degli apparati di sicurezza custodiscono gelosamente, anzi omertosamente, i segreti di trattative immonde, condotte con i boss mafiosi le cui mani grondavano del sangue appena versato da Giovanni Falcone, da Francesca Morvillo, da Paolo Borsellino,…

  • Mario Francese intervista la madre di Peppino Impastato

    “Né terrorista né suicida. Mio figlio è stato ucciso!” Felicia Bartolotta difende la memoria del figlio. E’ stata interrogata ieri dal magistrato – Dice di non sapere chi possano essere gli assassini “Ho solo uno scopo: riuscire a fare accertare che mio figlio Giuseppe non si è suicidato e che non era un terrorista. Io sono certa che a mio figlio hanno teso un agguato. Gli assassini hanno avuto un obiettivo: quello di fare apparire Giuseppe un sanguinario che va a fare un attentato per screditarlo agli occhi del paese, dell’opinione pubblica e dei suoi compagni di partito”. Lo dice Felicia Bartolotta, madre di Giuseppe Impastato, il trentenne studente fuori…

  • Nel labirinto delle mafie a cura di Attilio Bolzoni ed Enrico Bellavia

    Articolo del 16 Luglio 2017 da mafie.blogautore.repubblica.it Nel labirinto delle stragi di Attilio Bolzoni In quei due mesi è accaduto molto ma non tutto. Dal 23 maggio al 19 luglio 1992, cinquantasette giorni, bombe e autobombe, ucciso Giovanni Falcone, ucciso Paolo Borsellino. Tanti i segreti che sono stati seppelliti in questo quarto di secolo, tante le verità che ancora l’Italia non conosce. A farci entrare nel labirinto delle stragi per il blog Mafie è Enrico Bellavia, giornalista di Repubblica che con il suo sapere ci accompagna dall’Addaura ai grandi misteri che ancora si inseguono dopo venticinque anni. E’ un lungo racconto ma non è solo un racconto. E’ anche un…

  • STRAGI DI MAFIA, L’ALTRA VERITÀ SUI VERI PIANI DELLA ‘NDRANGHETA di Gianfrancesco Turano

    Foto e Articolo del 20 Gennaio 2017 da  espresso.repubblica.it/inchieste La malavita organizzata calabrese insieme a Cosa Nostra siciliana nell’attacco allo Stato. Ma solo per pochi mesi: poi gli interessi e le strategie sono cambiate. Ecco cosa svela un’inchiesta che riscrive il passaggio alla Seconda Repubblica La strategia stragista della ’ndrangheta dura appena due mesi: dicembre 1993, gennaio 1994. Il 2 febbraio è tutto finito». Parla Federico Cafiero de Raho, procuratore capo di Reggio Calabria. Non c’è altro che il magistrato possa dire riguardo all’inchiesta di importanza colossale sui tre attentati contro i carabinieri risalenti a 23 anni fa che, secondo quanto risulta all’Espresso, sta per giungere alla conclusione. Partita come…

  • Ricordati di ricordare di Umberto Santino

    Una poesia per tutte le vittime innocenti di mafia… Fonte:  cittanuovecorleone1.blogspot.it Ricordati di ricordare di Umberto Santino Ricordati di ricordare coloro che caddero lottando per costruire un’altra storia e un’altra terra ricordali uno per uno perché il silenzio non chiuda per sempre la bocca dei morti e dove non è arrivata la giustizia arrivi la memoria e sia più forte della polvere e della complicità Ricordati di ricordare l’inverno dei Fasci quando i figli dei contadini del Nord spararono sui contadini del Sud e i mafiosi aprivano il fuoco sapendo di esserei cecchini dello Stato

  • QUANDO LA MAFIA UCCIDE GLI INNOCENTI di Lorenzo Bodrero

    QUANDO LA MAFIA UCCIDE GLI INNOCENTI di Lorenzo Bodrero Il 9 novembre è l’anniversario della morte di Paolo, Edoardo, Calogero, Serafino. Nomi di persone che non abbiamo conosciuto, ma che sono morti per mano delle mafie. Abbiamo contato oltre mille vittime innocenti negli ultimi 150 anni. Un conto per difetto, che coinvolge 125 donne e 105 minorenni. Molti avevano l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Fonte:  lastampa.it  11 novembre 2015  Sono le 18:30 di una sera di fine estate a Palermo. Il 23 settembre Rosalia Pipitone, per tutti Lia, si trova all’interno di un negozio di sanitari in Via Papa Sergio. E’ lì a fare acquisti…

  • Cocò e gli altri bimbi uccisi dalla ‘ndrangheta di Giovanni Tizian

    Due arresti per l’omicidio del piccolo Nicola Campilongo (Cocò). La sua esecuzione aveva suscitato l’indignazione collettiva. Ma le mafie non hanno mai risparmiato né bambini né donne. Perché non seguono codici d’onore. Ma solo i propri interessi. Fonte: espresso.repubblica.it Articolo del 12 ottobre 2015 Cocò e gli altri bimbi uccisi dalla ‘ndrangheta Avrebbe avuto cinque anni il piccolo Cocò: Nicola Campilongo, il bambino ucciso nel 2014 a Cassano allo Ionio insieme al nonno e alla sua compagna in un agguato di ‘ndrangheta. Ora ci sono due sospettati. Cosimo Donato e Fuastino Campilongo sono stati arrestati dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Cosenza con l’accusa di omicidio premeditato…