• La mafia uccide anche in Puglia. Le 63 vittime pugliesi della criminalità organizzata di Lino Castrovilli

      La mafia uccide anche in Puglia. Le 63 vittime pugliesi della criminalità organizzata di Lino Castrovilli Fonte:  pugliain.net Articolo del 21 marzo 2015 La verità illumina la giustizia, recita lo slogan della XX edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa sabato 21 marzo dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico. Anche la Puglia paga il suo salato conto di vittime innocenti nei confronti della criminalità organizzata. Dall’elenco diffuso dal coordinamento pugliese dell’associazione voluta da Don Ciotti emergono tante microstorie che, nel loro insieme, ricostruiscono il percorso sotterraneo dell’illegalità e delle mafie nel corso degli ultimi 40 anni, in Puglia e in Italia. “Alcuni…

  • Istituzioni in trincea: Ecco l’elenco degli amministratori calabresi uccisi di Giuseppe Baldessarro

    Istituzioni in trincea: Ecco l’elenco degli amministratori calabresi uccisi di Giuseppe Baldessarro Sono stati 132 gli omicidi di politici locali dal 1974 ad oggi, più altri 11 che, a vario titolo, possono entrare in questo lungo elenco. Tra loro tre donne. Si tratta di amministratori comunali, provinciali e regionali, uccisi prevalentemente dalle mafie, dal terrorismo, ma anche da semplici cittadini che vedevano in loro un ostacolo da abbattere, e “ci sono ancora molti casi cui non si è riusciti a dare una risposta processuale”. A rilevarlo è l’inchiesta della Commissione parlamentare sul fenomeno delle intimidazioni nei confronti degli amministrazioni locali, presieduta dalla senatrice Doris Lo Moro. La relazione contiene anche…

  • Il gip ordina nuove indagini: “Depistaggi su inchiesta Impastato” di Patrizio Maggio

      Articolo del 10 gennaio 2015 da loraquotidiano.it Il giudice per le indagini preliminari Maria Pino respinge la richiesta d’archiviazione, ordinando al pm Del Bene di continuare ad indagare sulle manovre dei carabinieri dopo l’omicidio del militante di Democrazia Proletaria. Indagati Subranni, Canale, De Bono e Abramo di Patrizio Maggio Una nuova indagine sui depistaggi commessi dagli inquirenti dopo l’assassinio di Peppino Impastato. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Palermo Maria Pino, respingendo la richiesta d’archiviazione del sostituto procuratore Francesco Del Bene. Come racconta l’edizione palermitana di Repubblica, per il pm sarebbero prescritti i reati di favoreggiamento e falso addebitati al generale dei carabinieri Antonio Subranni,…

  • “Caso Manca, San Macuto convoca il procuratore e il pm di Viterbo” di Luciano Mirone

      Articolo del 13 Gennaio 2015 da stampalibera.it Questo pomeriggio davanti alla Commissione Antimafia l’audizione del capo dei pm Alberto Pazienti, e del sostituto Renzo Petroselli per avere chiarimenti su tutti i punti oscuri di un’inchiesta che l’avvocato di parte civile Antonio Ingroia ha accusato di “inerzie al limite del depistaggio”. Sulla morte dell’urologo di Barcellona, liquidata come un’overdose, Rosy Bindi ha detto: “Tutto sembra tranne che un suicidio” di Luciano Mirone Sul mistero della morte di Attilio Manca, ora indaga la Commissione parlamentare antimafia che questo pomeriggio ascolterà il procuratore della Repubblica di Viterbo, Alberto Pazienti, e il sostituto procuratore Renzo Petroselli per avere chiarimenti su tutti i punti…

  • Dopo 36 anni Antonio Esposito Ferraioli riconosciuto vittima innocente di camorra

    Fonte ilcorsaro.info Articolo del 28 Ottobre 2014 di  Mariano Di Palma e Federico Esposito Trentasei anni e cinquantacinque giorni. Tanto tempo, troppo. Ma l’emozione è così forte che pensare che si potesse fare prima stavolta conta poco. Il cuore si gonfia e la gioia nasconde l’amarezza delle attese. Antonio Esposito Ferraioli, Tonino, ha avuto giustizia. Un nome forse sconosciuto, un ragazzo come tanti, un compagno, ammazzato nel 1978 dalla camorra a Pagani, fritto misto di cemento e asfalto alle pendici del Vesuvio. Lo scorso 24 ottobre il Tribunale di Nocera Inferiore gli ha finalmente riconosciuto lo status di vittima innocente della criminalità. Una battaglia dura, complicata nei mesi scorsi dal…

  • Otto morti nella guerra tra famiglie. La storia della faida di Noragugume di Anthony Muroni

    Pubblicato il 19 gennaio 2014 in  unionesarda.it Nell’articolo di Anthony Muroni, pubblicato sull’Unione Sarda del 16 novembre 2005, la storia della faida e la conclusione della vicenda processuale. Tutta la faida di Noragugume e i suoi retroscena in oltre 70 udienze. Dopo tre anni di processi i giudici della Cassazione hanno messo la parola fine a una vicenda giudiziaria tremenda, che consegna tre giovani (Bruno Acquas, Luca Falchi e Gianfranco Pinna) al carcere a vita e regala a una ragazza già segnata da anni di dolore (Giuseppina Pinna) una nuova speranza nel futuro. Con l’aggiunta di un quarto ergastolano (Giulio Cherchi) condannato a un’esistenza da latitante. Sullo sfondo restano sei…

  • Tiberio Bentivoglio, imprenditore antimafia: «Ho denunciato, Equitalia mi porta via la casa» di Gelsomino Del Guercio

    Foto e Articolo del 9 Ottobre 2014 da espresso.repubblica.it Rompe il muro di omertà contro la ‘ndrangheta, ma resta solo. Così, tra silenzi, lentezze burocratiche e casa ipotecata, si umilia il coraggio di chi denuncia le cosche di Reggio Calabria Tiberio Bentivoglio, imprenditore antimafia: «Ho denunciato, Equitalia mi porta via la casa» «Sto perdendo casa e lavoro, ho già perso la serenità familiare. Allora oggi mi chiedo: conviene denunciare i propri aguzzini come ho fatto io?». E’ il grido di un uomo disperato quello che affida a “l’Espresso” Tiberio Bentivoglio, imprenditore reggino 61enne sotto scorta e testimone di giustizia dal 1992, cioè da quando si è ribellato ai suoi estorsori.…

  • “Un cippo alla memoria di Filippo Intili” di Dino Peternostro

    Articolo del 30 Luglio 2014 Fonte:  facebook.com Lettera da Corleone a “Rassegna Sindacale” di Dino Paternostro Un cippo alla memoria di Filippo Intili Così Caccamo, 62 anni dopo, sceglie di stare dalla parte della legalità. Per 62 lunghi anni la sua figura era caduta nel dimenticatoio. Malgrado il nome di Filippo Intili fosse stato inserito nell’elenco delle vittime innocenti di mafia, redatto dall’associazione “Libera”, nessuno aveva mai cercato di sapere di più di questo mezzadro comunista, dirigente della Camera del lavoro, assassinato il 7 agosto 1952 dalla potente mafia di Caccamo, suo paese natale. Addirittura, la Regione siciliana, che pure lo aveva inserito nell’elenco ufficiale dei caduti del movimento contadino…

  • “Giustizia per Cetta Cacciola: condannata la famiglia e un avvocato” di Claudio Cordova

    Articolo del 30 Luglio 2014 da ildispaccio.it Per mesi, sulla stampa, il fango aveva provato a ricoprire la dignità di Maria Concetta Cacciola e dei pm della Dda di Reggio Calabria. Articoli di stampa, insinuazioni, chiacchiericcio con cui veniva paventato che nella morte della testimone di giustizia avrebbero potuto pesare le presunte pressioni effettuate dagli inquirenti. Ora arriva una prima verità processuale, con la condanna di tutti gli imputati nel procedimento “Onta”. Il Gup di Reggio Calabria, infatti, ha accolto l’impostazione portata avanti dai pm Giovanni Musarò e Giulia Masci, che avevano chiesto la condanna per tutti gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato nel…

  • Così Rocco Chinnici svelò la “mafia spa” di Umberto Santino

    Articolo del 29 Luglio 2014 da  palermo.repubblica.it Tratto da: lesiciliane.org/casablanca   Capì che il delitto Impastato non era il gesto di un terrorista. Iniziatore del pool intuì il peso finanziario di Cosa nostra Ho cominciato a frequentare Rocco Chinnici dopo l’assassinio di Peppino Impastato. L’inchiesta era stata subito chiusa, in base alla convinzione, diffusa dalle forze dell’ordine e condivisa da gran parte della magistratura, che si fosse trattato di un atto terroristico compiuto da un suicida o da un attentatore inesperto, ma le denunce dei compagni di militanza, dei familiari di Peppino, che rompevano con la parentela mafiosa, di noi del Centro siciliano di documentazione, che aveva cominciato a operare…