• I Testimoni di Giustizia. Storia di chi ha testimoniato contro le mafie

    Questa scheda è stata creata prendendo spunto dal libro di Angelo Greco TRA L’INCUDINE E IL MARTELLO “la denuncia di chi ha denunciato”, da cui sono tratti molti dei nomi e l’introduzione che segue:   Introduzione al libro TRA L’INCUDINE E IL MARTELLO “la denuncia di chi ha denunciato” di Angelo Greco C’è una storia che comincia dove le altre spengono i riflettori; dove i giornali girano le spalle per qualcosa di nuovo da titolare; dove, in definitiva, la gente non sa più. Questa storia inizia sulle ceneri di Troia, quando Ulisse prende la strada di casa. I vati narravano di allori e città spalancate ai guerrieri vittoriosi, servitori della…

  • I MARTIRI DEL FEUDO di Piero Violante

    Ai carabinieri e alla polizia, ma anche ai giudici, non piaceva l’idea che un sindacalista o un dirigente politico o peggio un contadino fosse ammazzato per motivi politici. A partire dal ’44, ma sino agli anni Ottanta, cercavano altre piste. Il gallismo siciliano faceva allusione ad un sempre impellente “cherchez la femme” come movente del delitto; e in mancanza di quest’oggetto pruriginoso si ripiegava sui rancori che, si sa, sono perenni; o su questioni di interesse. Insomma, tutto fuorché la politica. Anche se i morti ammazzati dinanzi le porte di casa o nelle stradelle di campagna erano uomini che appartenevano alle organizzazioni operaie e spendevano letteralmente la vita per l’affermazione…

  • Volete vedere che è tutta colpa dei Maya e delle loro previsioni sbagliate (Rino Giacalone)

    Volete vedere che è tutta colpa dei Maya e delle loro previsioni sbagliate di Rino Giacalone Accade a Trapani. Perché è possibile dire di “no” alla mafia ma nessuno però lo può far sapere in giro? Perché è possibile essere tacciati di “professionisti dell’antimafia”, quasi fosse una frase d’offesa o che comunque prefiguri una attività in qualche modo remunerativa, facendo finta di non sapere che fare i mafiosi lo è molto di più redditizio? Si è “professionisti” magari solo perché si raccontano fatti e cronache giudiziarie, il contenuto delle sentenze, le malefatte della nuova mafia che spesso vanno assieme a quelle della politica e della burocrazia e quel professionisti non…

  • QUELL’ ORA FATALE SUL TRENO DEL SUD di Enzo Biagi

    QUELL’ ORA FATALE SUL TRENO DEL SUD di Enzo Biagi CONOSCO quei posti. Ci sono stato durante la guerra. Ricordo il capostazione di Ca’ di Landino, che costruiva treni in miniatura, il velluto rosso nei sedili delle prime classi, e la locomotiva fischiava cupa imboccando la galleria. So com’ è il paesaggio di questi giorni: la galaverna imbianca gli alberi, l’aria tersa odora di legna bruciata, nella notte di Natale si usa accendere i falò: e c’è quasi sempre la luna sui monti. Sono paesi dell’Appennino emiliano, e quella che si ritrova in piazza o all’osteria è la mia gente: di là dal crinale, la Toscana. Immagino quel rapido che…

  • QUANDO GLI ANGELI CANTANO … CIAO GABRIELE di Christian Abbondanza

    Gabriele Fazzari era un ragazzo d’oro. Amava la semplicità e la gioia che viene dalla vita. Da una vita che è anche e soprattutto fatica quotidiana. Che è condivisione con chi ha accanto, delle gioie e dei dolori, delle ansie e delle speranze. Che è il rispetto e l’educazione. Dignità. Questo era Gabriele Fazzari. E così bisogna ricordarlo. Questo è ciò che basterebbe per far capire chi è stato questo ragazzo, nonostante ciò che di devastante ha accompagnato, giorno dopo giorno, la sua famiglia. Una famiglia che ha amato e che lo ha amato. Rolando, Mari ed Eleonora, da oggi hanno un angelo che li accompagna. Quel Gabriele che troppo…

  • Trovati i resti di Lea Garofalo testimoniò contro la ’ndrangheta

    Trovati i resti di Lea Garofalo testimoniò contro la ’ndrangheta La donna uccisa a Milano non era stata sciolta nell’acido di Michele Brambilla MILANO.  Ci sono storie così drammatiche che anche la scoperta del cadavere carbonizzato della propria madre può diventare, se non certamente un lieto fine, un inizio di pacificazione con la vita, un’occasione per girare pagina e cominciare a guardare al futuro. Questa che raccontiamo è la storia di Denise, una ragazza calabrese che compirà 21 anni in dicembre e che, da poche ore, ha saputo che potrà finalmente avere un funerale per la mamma – che sapeva uccisa da suo padre tre anni fa – e una…

  • TUTTI I TRENTENNI NAPOLETANI HANNO GLI OCCHI DI PASQUALE ROMANO di Amedeo Zeni

    TUTTI I TRENTENNI NAPOLETANI HANNO GLI OCCHI DI PASQUALE ROMANO di Amedeo Zeni Camminare, uscire con la fidanzata, correre, morire. La camorra è il simbolo della libertà negata e delle opportunità contro la fame. Riflessione sui provvedimenti e su un ragazzo che non sorriderà più. Napoli è segmentata in differenti realtà culturali. Differenti contesti in cui la somministrazione dei beni è diversa per ogni tipologia sociale. Il famoso dualismo, che Amato Lamberti identificò, suddividendo Napoli in gente per bene e delinquenti, in bassi e piani alti, in onesti e sleali, in politici impegnati e in politici del “bla bla bla”, si ripresenta oggi a ricordarci che Napoli ha bisogno di…

  • Vittime di Mafia di serie B – Lettera aperta al Presidente Crocetta di Giuseppe Ciminnisi

    Vittime di Mafia di serie B – Lettera aperta al Presidente Crocetta di Giuseppe Ciminnisi A scrivere al Presidente della Regione Siciliana, Giuseppe Ciminnisi, figlio di Michele, ucciso per essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato una delle tante vittime innocenti di quel cancro che si chiama Mafia.   Egregio Sig. Presidente, mi rivolgo a lei a nome mio e di tantissimi familiari delle vittime innocenti di mafia. Tempo fa ci siamo incontrati a Sciacca, ma sicuramente lei non si ricorda. Oggi  che lei è Governatore della Sicilia, noi familiari di vittime innocenti di mafia, chiediamo a lei di volere intervenire e fare sentire la sua voce affinchè si…

  • «L’omicidio politico» del generale Carlo Alberto dalla Chiesa di Marika Demaria

    «L’omicidio politico» del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa di Marika Demaria Il 3 settembre 1982 alle 21.10, la mafia uccideva il prefetto di Palermo Carlo Alberto Dalla Chiesa, il piemontese di Saluzzo tornato in Sicilia per  combattere Cosa nostra ma con i poteri “del prefetto di Forlì”. Quattro mesi di insidie, veleni, isolamento che preannunciarono il tragico epilogo. A distanza di trent’anni, il ricordo del figlio Nando. «Tre cose ti avevo promesso dentro di me il pomeriggio di quel 5 settembre a Parma, mentre ti sottraevano per sempre al sole: che avrei gridato al mondo il nome dei tuoi assassini; che avrei difeso la tua memoria dagli assalti degli sciacalli;…

  • LA MATTANZA DEGLI INNOCENTI di Sergio Pelaia

    LA MATTANZA DEGLI INNOCENTI di Sergio Pelaia articolo da ilvizzarro.it SERRA SAN BRUNO – A 19 anni credi che nulla possa intaccare la tua felicità. Ti senti quasi onnipotente. Sai di avere tutta una vita davanti, e quindi ti godi a pieno la dolcezza di quell’età. È giusto che sia così. E Filippo Ceravolo era così. Stava vivendo la sua giovinezza in un angolo di Calabria in cui nascere, purtroppo, è una sfortuna. Si divideva tra il lavoro, che lo portava in ogni angolo della regione a vendere dolciumi insieme al padre, e la fidanzata. Probabilmente proprio da lei stava andando giovedì sera. Era tranquillo, come al solito, perché a…