• MORIRE D’ONORE di Lirio Abbate

    MORIRE D’ONORE di Lirio Abbate Donne Uccise. Dai loro parenti. Per punire il tradimento. Nella ‘ndrangheta è ancora la regola. Si indaga su 20 casi. Articolo da L’ESPRESSO del 19 Luglio 2012 È una strage, coperta dall’omertà e dall’indifferenza: 20 donne assassinate, nella sola Piana di Gioia Tauro. Vittime di una brutalità antica, che ha cambiato volto ma resta identica nella sua ferocia atavica: il delitto d’onore. Sì, nel Ventunesimo secolo esiste ancora. Come nel remoto Afghanistan dei talebani, anche in Calabria resiste il codice più feroce, che punisce con la morte il tradimento femminile. La ‘ndrangheta ignora la modernità, anzi la trasforma in una colpa. Adesso non ammazza soltanto…

  • «Caso Attilio Manca: il testo dell’opposizione alla richiesta di archiviazione» di Fabio Repici

    «Caso Attilio Manca: il testo dell’opposizione alla richiesta di archiviazione» di Fabio Repici Fonte:  antimafiaduemila.com 20 giugno 2012 Opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal legale della famiglia Manca, depositata presso la Procura di Viterbo il 18 giugno 2012. Il sottoscritto avv. Fabio Repici, difensore di Angela GENTILE, (omissis), e Gioacchino MANCA, (omissis), entrambi residenti a (omissis), persone offese dal reato nel sopra indicato procedimento propone, ai sensi dell’art. 410 c.p.p., opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dal P.m., recante data 5 giugno 2012 e data di deposito 6 giugno 2012, il cui avvisto è stato notificato al sottoscritto il 7 giugno 2012. Il presente atto è fondato sui motivi…

  • “Processo Rostagno: le indagini malfatte, la pista mafiosa mai seguita e il colonnello che non ricorda” di Rino Giacalone

    “Processo Rostagno: le indagini malfatte, la pista mafiosa mai seguita e il colonnello che non ricorda” di Rino Giacalone Articolo del 13 giugno 2012 da antimafiaduemila.com C’era bisogno di una ulteriore testimonianza per sapere che i carabinieri per anni non hanno mai indagato a dovere attorno al delitto di Mauro Rostagno? La risposta che viene da dare è no, non c’era questo bisogno perché già questa circostanza è un fatto assodato dal dibattimento che è in corso da 16 mesi dinanzi alla Corte di Assise di Trapani. E che si trattava di indagini non condotte a perfezione lo dimostra la circostanza certamente insolita che i carabinieri che per anni hanno…

  • I QUATTRO CAVALIERI DELL’APOCALISSE MAFIOSA di Pippo Fava

    I QUATTRO CAVALIERI DELL’APOCALISSE MAFIOSA di Pippo Fava Fonte:  girodivite.it Quello che qui si ripubblica ancora una volta è un indimenticabile articolo di Giuseppe Fava, I quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa, pubblicato originariamente nella rivista “I Siciliani”, n. 1, nel gennaio 1983. Un anno dopo Giuseppe Fava fu assassinato dalla mafia. “Per parlare dei cavalieri di Catania e capire cosa essi effettivamente siano, protagonisti, comparse o semplicemente innocui e spaventati spettatori della grande tragedia mafiosa che sta facendo vacillare la nazione, bisogna prima avere perfettamente chiara la struttura della mafia negli anni ottanta, nei suoi tre livelli: gli uccisori, i pensatori, i politici. E per meglio intendere tutto bisogna prima capire…

  • CORREVA L’ANNO 1992 di Lirio Abbate

    Foto e Articolo da L’ESPRESSO del 17 Maggio 2012 Le minacce di Riina. Gli omicidi di Falcone e Borsellino. Le richieste dei boss. Vent’anni dopo, troppe domande senza risposta sulle stragi di mafia.Totò Riina passeggia davanti alla piscina della sua grande villa alle porte di Palermo. E’ nervoso, come mai i suoi uomini lo avevano visto: «Prevedo cose tinte assai». Le sfumature del dialetto rendono l’umore con cui è cominciato quel 1992: una visione di «cose tinte», ossia brutte, cupe. La sua latitanza dura da 24 anni e a Roma stanno decidendo il suo futuro e quello di tutta Cosa nostra. La Cassazione sta per pronunciarsi sul maxiprocesso e sulle…

  • «Io non li voglio vedere nè ascoltare. In parlamento foraggiano la mafia e poi scendono in piazza a commemorare Giovanni Falcone» di Sergio Di Cori Modigliani

    Articolo del 22 Maggio 2012 da sergiodicorimodiglianji.blogspot.it Stanno preparando il vestito buono per la festa.Passeranno la notte a lustrarsi le piume.E domani, l’uno dopo l’altro, con una faccia che definire di bronzo è un eufemismo al ribasso, correranno da una parte all’altra della penisola cercando i riflettori della tivvù, il microfono dei giornalisti, inondandoci della loro vomitevole retorica su twitter, facebook, e in ogni angolo della rete; loro, tutti loro, gli assassini di Giovanni Falcone, la moglie, e i tre agenti della sua scorta, saranno proprio quelli che ne celebreranno la memoria.Firmandola. Sottoscrivendola.Faranno a gara per raccontarci come combattere ciò che loro proteggono.Spiegheranno l’immensa eredità di un magistrato coraggioso; loro,…

  • «Isolato e “seviziato”, ma non arretrò: per fermare Falcone ci volle il tritolo» di Nando Dalla Chiesa

    Foto e articolo del 22 Maggio 2012 da Il Fatto Quotidiano La strage di Capaci vent’anni dopo. Il magistrato “morto che cammina” aveva portato un vento nuovo dopo gli assassini di Terranova, Costa e Chinnici. Istruì il più grande processo alla mafia che si ricordi. Obbligò il mondo a decidere dove stare. Ma come in tutte le curve della storia del nostro Paese arrivarono le bombe, i morti e le stragi Ci volle il tritolo, un tritolo infinito, per fermarlo. Dicevano di lui da anni che fosse “un morto che cammina”, perché la mafia da tempo l’aveva condannato. Anche Buscetta lo aveva avvertito: lei salderà il suo conto con Cosa…

  • IL LENTO PASSO DELLA LEGGE di Giovanni Falcone

    Non sono ancora sbiadite le immagini dell’ennesimo funerale di Stato, toccato questa volta al sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e alla sua sventurata moglie, uccisi dalla mafia. Immagini, è doloroso doverlo ammettere, che ci hanno rimandato una chiara sensazione di «già visto». Come se fosse stato riproposto un copione scritto da tempo e «buono» per tutti gli omicidi eccellenti, abbiamo sentito autorevoli opinionisti sollevare pesanti interrogativi sull’efficacia con cui le istituzioni combattono, così si dice, la criminalità organizzata nel nostro Paese. Il Presidente della Repubblica, in particolare, interpretando lo sdegno dell’intera collettività, ha rimarcato la necessità di affrontare in modo serio il problema, prima di dover cedere alla tentazione di…

  • LA LOTTA ALLA MAFIA – PERCHE’ SI VINCE COI GIUDICI di Giovanni Falcone

    Articolo da LA STAMPA del  6 Novembre 1991 Dopo i primi sfoghi emotivi contro le recentissime scelte governative in tema di antimafia (Superprocura e Agenzia Investigativa), interventi più pacati – come quello di Ernesto Galli della Loggia, apparso ieri l’altro sulle colonne di questo giornale – incanalano finalmente il dibattito sui punti cruciali delle riforme in modo adeguato rispetto all’importanza del tema. Su di un punto mi sembra che non si possa non essere d’accordo con Galli: sul suo forte richiamo allo Stato di diritto ed al rispetto della legalità, proprio nel momento in cui l’accresciuta virulenza del crimine organizzato suscita suggestioni crescenti di interventi autoritari e di leggi eccezionali.…

  • IL GIUDICE E LA MAFIA – DIARIO DI UNA GUERRA di Giovanni Falcone

    Articola da LA STAMPA  del 12 Maggio 1991 IL discorso del presidente Cossiga alla Festa della polizia, seguito ai tragici fatti di Taurianova e all’emozione che hanno suscitato nell’opinione pubblica, ha avuto il merito di riaprire, al livello più alto, il confronto sui rimedi da adottare per affrontare la lotta alla criminalità. Si discute in particolare su questo: sono sufficienti le leggi esistenti per fronteggiare un’ondata criminale in continua ascesa, o è ormai necessario il ricorso a leggi eccezionali? La domanda è legittima. Ma vi è il rischio che, nelle more di un dibattito pur utile, ma certamente non facile né breve, sulle leggi da fare, non si trovino le…