• 7 Gennaio 2011 Reggio Calabria. Assassinato Giuseppe Sorgonà, parrucchiere di 25 anni, mentre era in macchina con il figlio di 2 anni.

    Giuseppe Sorgonà è stato assassinato a Reggio Calabria il 7 gennaio del 2011 mentre era in macchina con suo figlio di appena 2 anni. Aveva 25 anni e lavorava come parrucchiere in un centro estetico. Nessun contatto con la criminalità, un bravo ragazzo, come ribadì anche il sacerdote durante la funzione funebre, come piangono parenti e amici che chiedono verità e giustizia. Le indagini sono ancora in corso. Ogni anno l’associazione fondata a suo nome organizza a Mosorrofa, il suo paese, un torneo di calcetto perché, come cita uno striscione esposto ogni anno “Nessuno riuscirà mai a spegnere il tuo sorriso”.   Articolo da  reset-italia.net La Calabria e l’assassinio di…

  • 31 Dicembre 2010 Orte di Atella (CE). Carmine Cannillo colpito da una pallottola vagante mentre era a festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo.

    Carmine Cannillo viveva ad Orta di Atella, in provincia di Caserta, ma aveva deciso di festeggiare l’arrivo del nuovo anno a casa di amici, a Crispano, nel napoletano. Intorno a mezzanotte, Carmine e il figlio piccolo si spostano in cortile per guardare meglio lo spettacolo offerto dai fuochi. Proprio nel giardino antistante l’abitazione l’operaio edile viene colpito a morte da un proiettile vagante. A poche centinaia di metri un ragazzo viene ferito alle gambe. Gli inquirenti ritengono che dietro l’omicidio e il ferimento vi possa essere la stessa mano criminale. Tuttavia ancora oggi rimane senza volto chi, quel 31 dicembre 2010, ha con stupidità e arroganza criminale trasformato un momento…

  • 14 Novembre 2010 Palmi (RC). Ucciso per errore Martino Luverà, operaio di 33 anni, mentre stava rincasando. Era sulla linea di fuoco del vero obiettivo.

    Era una tragica sera di autunno, il 13 novembre del 2010, quando Martino Luverà, operaio 33enne originario di San Martino di Taurianova, ma da tempo residente in provincia di Imperia, andò incontro, suo malgrado, all’appuntamento con la morte. Un destino baro e assassino lo attendeva mentre stava rincasando nell’abitazione di alcuni parenti presso i quali stava trascorrendo un periodo di vacanza. Quella stessa sera, secondo l’ipotesi accusatoria, Paolo Chiappalone, stava invece per portare a compimento i suoi propositi punitivi nei confronti dell’avvocato Francesco Nizzari, reo di seguire per la moglie la causa di separazione. Secondo gli inquirenti, Luverà avrebbe trovato la morte poiché si trovava sulla linea di fuoco, a…

  • 11 novembre 2010 Brindisi. Francesco Ligorio, 18 anni, originario di Francavilla Fontana, morì in un agguato diretto al suo datore di lavoro.

    L’11 novembre 2010 il diciottenne Francesco Ligorio, originario di Francavilla Fontana, morì in un agguato sulla superstrada Brindisi-Taranto. I colpi di mitra che ne stroncarono la vita erano in realtà in serbo per Nicola Canovari, vittima predestinata secondo le intenzioni dei killer, che viaggiava con lui a bordo di un tir Fiat. (pugliain.net)   Francavilla Fontana. È l’11 novembre del 2010. Sono da poco passate le 5.30 del mattino, sulla superstrada Brindisi Taranto. Una raffica di colpi di pistola centra il passeggero di un tir in corsa: Francesco Ligorio ha solo 18 anni e probabilmente paga l’errore dei sicari, che volevano colpire il camionista Antonio Canovari, rimasto gravemente ferito e…

  • 26 Ottobre 2010 Casoria (NA). In un conflitto a fuoco con dei rapinatori restano uccisi Gerardo Citarella e, morirà in seguito il 5 novembre, Pino Lotta, guardie giurate.

    Il 26 ottobre 2010, durante un agguato alla filiale Unicredit di Casoria, perde tragicamente la vita il vigilante Gerardo Citarella di Nocera Inferiore, e viene gravemente ferito il collega Giuseppe Lotta, residente a Scafati. Secondo gli investigatori, intorno alle 10,30, un commando di 5-6 banditi armati di kalashnikov segue il blindato portavalori che preleva contante dalla filiale Unicredit di via Guglielmo Marconi. I malviventi entrano in banca, armi in pugno, a seguito delle guardie giurate. Citarella e Lotta reagiscono ed i malviventi fanno fuoco. Durante il conflitto è ferito anche un cliente che è in coda allo sportello, Antonio Caputo di 44 anni. Fortunatamente, mentre gli aggressori si allontanano con una borsa…

  • 14 Ottobre 2010 Aversa (NA). Pietro Capone, 23 anni, è stato ucciso dal figlio di un boss dei Casalesi che molestava la giovane moglie.

    Pietro Capone, imbianchino di 23 anni, di Aversa (NA), padre di un bambino di due anni, è morto in ospedale il 14 ottobre del 2010, la giugulare recisa dal figlio diciottenne di un boss dei casalesi che infastidiva la sua giovanissima moglie di 21 anni. Durava già da mesi, così, dopo l’ultimo episodio, nonostante lo conoscesse di fama, anche perché abitavano nello stesso quartiere, decise di andargli a parlare. È nata una discussione che è degenerata. Il figlio del camorrista ha estratto un coltello a serramanico e gli ha sferrato una serie di fendenti, lo ha lasciato a terra ed è scappato a bordo di una minicar. Soccorso in ospedale,…

  • 20 Settembre 2010 Napoli. Assassinata Teresa Buonocore, aveva fatto arrestare l’uomo che aveva abusato di sua figlia.

    La mattina del 20 settembre 2010, in via Ponte dei Francesi, è assassinata con quattro colpi di pistola Teresa Buonocore. La donna aveva testimoniato nel processo contro Enrico Perillo, geometra 53enne di Portici ed ex amico di famiglia, condannato a 15 anni di reclusione per violenza sessuale ai danni di due ragazze minorenni. Una delle vittime era la figlia di Teresa. Ad armare la mano dei sicari è stata proprio la sete di vendetta del geometra, l’odio contro quella donna che aveva scelto di chiedere giustizia. Le indagini degli inquirenti, dirette dal primo dirigente Pietro Morelli e coordinate dal pm Simona Di Monte, arrivano presto ad una svolta. Vengono fermati…

  • 5 Settembre 2010 Pollica (SA). Ucciso Angelo Vassallo, il “Sindaco pescatore”. “Un sindaco che ha lottato per una politica migliore, l’esempio che un Sud migliore può esistere”.

    Un agguato in pieno stile camorristico, una raffica di colpi di pistola mentre rientrava a casa. È stato ucciso così Angelo Vassallo, 57 anni, sindaco di Pollica, comune del Cilento. È avvenuto nella tarda serata del 5 settembre 2010. Secondo le indagini condotte dal pm Alfredo Greco, l’auto di Vassallo è stata bloccata da un’altra vettura che procedeva in direzione inversa e in senso vietato. Forse in due si sono avvicinati al finestrino e hanno sparato con una pistola calibro 9, colpendo il cuore, la testa e la gola del sindaco, seduto al posto di guida. A scoprire il corpo è stato il fratello del sindaco che, avvertito dalla cognata,…

  • 19 Agosto 2010 Casoria (NA). Ucciso Antonio Coppola, edicolante di 40 anni, probabilmente per una vendetta dopo un banale litigio.

    Un edicolante di 40 anni, Antonio Coppola, viene ucciso a Casoria, popoloso comune dell’area nord di Napoli, raggiunto da tre proiettili calibro 9. Alle 6.30 di quel 19 agosto 2010, Antonio apre la saracinesca della sua rivendita in via Pietro Nenni e comincia a sistemare i giornali esposti all’esterno. La moglie è dentro l’edicola quando sente alcuni colpi di pistola. Subito dopo vede una persona scappare con la pistola ancora in mano e, a terra, il marito riverso in una pozza di sangue. La vittima, padre di tre gemelli di 14 anni, è stata sorpresa alle spalle. Il primo proiettile lo ha centrato alla schiena, gli altri due al volto…

  • 2 Febbraio 2010 Napoli Ucciso Gianluca Cimminiello, 31 anni, tatuatore . Ucciso perché si vantava di un tatuaggio a Lavezzi.

    Il giorno 2 febbraio 2010 viene freddato nel suo studio “Zendark tattoo”, sulla Circumvallazione esterna, nel tratto di Casavatore, Gianluca Cimminiello di 31 anni, titolare di un centro di tatuaggi. A distanza di un mese dalla sua morte si è compreso il movente dell’omicidio: Gianluca è stato ammazzato per aver pubblicato sul suo profilo di Facebook un fotomontaggio che lo ritraeva con Lavezzi. Questa foto, secondo quanto accertato dai pm Stefania Castaldi e Gloria Sanseverino della Dda, indispettì Vincenzo Donniacuo, tatuatore di Melito, che chiese al clan di riferimento della zona di punire lo sgarro. Dopo la pubblicazione della foto, Gianluca ebbe decine di e-mail da parte dei clienti e…