I Testimoni di Giustizia. Storia di chi ha testimoniato contro le mafie

ALFIO ELMIRO CARIATI

 

La storia di Alfio Elmiro Cariati è riassunta nella

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03726 presentata da David Favia

martedì 9 novembre 2010, seduta n.392

Il signor Alfio Elmiro Cariati, nato a Cosenza il 25 settembre del 1976 e residente nel comune di Torano Castello, nel luglio 2007 veniva sottoposto, in via provvisoria, ad uno speciale programma di protezione per testimoni di giustizia su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro;

successivamente la direzione distrettuale antimafia esprimeva parere favorevole all’adozione delle speciali misure di protezione, in via definitiva, in qualità di testimone di giustizia;

i data 8 ottobre 2008 la Commissione centrale di protezione, determinava un cambiamento di status da testimone di giustizia a collaboratore, ritenendo inoltre inammissibile l’adozione di un programma di protezione definitivo per testimoni di giustizia e deliberando invece sull’ammissione ad uno speciale programma di protezione quale collaboratore;

l’attribuzione del nuovo status creava un disagio sempre maggiore nel Cariati che richiedeva la fuoriuscita volontaria dal programma di protezione per collaboratori e, il 12 luglio 2009, come forma di estrema protesta, dopo aver informato il nucleo operativo territoriale di protezione, abbandonava la località protetta ritornando al suo paese di origine dove, stante il perdurare della situazione di pericolo, si tratteneva solo pochi giorni prima di richiedere di essere nuovamente messo in sicurezza dal servizio centrale di protezione e di essere portato in una nuova località protetta;

il 30 luglio 2009 la Commissione centrale accetta la richiesta di capitalizzazione, fatta dal Cariati in un momento di forte tensione e stress, con la conseguente fuoriuscita volontaria dal programma di protezione per collaboratori;

il signor Cariati continua ad essere oggetto di intimidazioni e il 20 maggio 2010 è stato minacciato di morte al telefono da sconosciuto, fatto regolarmente denunciato presso la stazione dei carabinieri di Torano Castello;

su richiesta del procuratore Capo della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, il direttore della pubblica sicurezza Capo della polizia ha deliberato nuove misure urgenti di protezione per Cariati e la sua famiglia ed ha ordinato il loro trasferimento presso una struttura alberghiera in attesa che la competente commissione centrale di protezione del Ministero dell’interno deliberi sulle eventuali misure speciali di protezione;

sono passati circa due mesi dalle deliberate misure urgenti di protezione ma la Commissione centrale non si è ancora espressa, lasciando il Cariati e la sua famiglia in uno stato di profonda insicurezza e agitazione, privi di adeguate informazioni e misure assistenziali. In particolare, nessuno ha comunicato al signor Cariati come comportarsi per permettere al figlio di otto anni di frequentare la scuola dell’obbligo;

in data 4 ottobre 2010 il Cariati, non avendo ancora ricevuto indicazioni dalla commissione centrale decide di tornare nella sua abitazione di residenza in attesa della delibera, per garantire a suo figlio minore la possibilità di frequente la scuola. Come dichiarato dallo stesso Cariati nell’esposto depositato presso gli uffici del comando stazione carabinieri di Torano Castello, egli non intende con ciò abbandonare il programma di protezione urgente, ma chiede piuttosto un rafforzamento delle misure di protezione presso la sua abitazione;

la situazione appare connotata da estrema urgenza e delicatezza come già peraltro evidenziato al Ministro con un’interrogazione parlamentare depositata in data 7 giugno ed ancora in attesa di risposta -:

quali provvedimenti si intendano prendere per garantire l’incolumità del signor Cariati e dei suoi familiari.

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