INFAMI Spettacolo teatrale tratto dal libro di Alfonso Russi. Compagnia: La Società dello Spettacolo

Rassegna stampa

Una scenografia fatta di pannelli grigi, una messa in scena scarna ed essenziale: due sedie e qualche computer. Sullo sfondo il video di un continuo viaggio per le strade della Calabria, un cammino infinito tra intemperie, strade sempre interrotte per lavori in corso e giornate di grande fatica (…)Uno spaccato intenso, nudo e crudo, su quello che è il lavoro della direzione distrettuale antimafia, sull’infiltrazione mafiosa nelle istituzioni, sulla cosiddetta “zona grigia” che alimenta intrighi e collisione tra malaffare e potere politico. Tra una riflessione e l’altra voci e suoni inquietanti come la ballata che è un inno d’iniziazione per chi vuole affiliarsi alla ‘ndrangheta. E poi ancora le minacce di chi lavora per la magistratura, che lotta contro la ‘ndrangheta in prima linea, a cui viene ricordato molto spesso “il puzzo del cervello spappolato”.
(Maria Scaramuzzino – Gazzetta del sud)

Il tutto affidato tranne brevi battute, ad una voce unica, mentre sullo sfondo venivano proiettate frasi e periodi non sempre leggibili a causa di alcuni elementi della scenografia che interrompevano la visione (…) decisamente lento e angusto.
(Tiziana Bagnato – Calabria ora)

 

Storie di vita realmente vissute e che il regista Crugher e Michelangelo Bellani hanno trasformato in rappresentazione teatrale. “Infami” diventa quasi  un cortometraggio e i 20 brevi racconti di un giovane consulente tecnico della SCO (Servizio Criminalità Organizzata) prendono vita sulla scena. (…) supportati da immagini video accuratamente scelte, Crugher e Bellani raccontano i giorni della conquista, del dubbio, della fierezza, dello sconforto, della condivisione, dell’orgoglio, della sconfitta e ancora della partecipazione e del decollo. (…) Frasi forti e immagini crude a corredo di una realtà meridionale (ma tutto il mondo è paese), di episodi di sequestri di persona, cartelli coi colombiani per droga e armi, appalti truccati, lottizzazioni non autorizzate, mercato dei rifiuti; minacce e intimidazioni con fucili a canne mozze, morti ammazzati e violenza gratuita (…)Ci sono i mammasantissima, i capo bastone, coloro i quali iniziano i boss di
domani così come fu fatto con Tommaso Venturi, 18 anni originario di Corigliano Calabro,(…) crimini e lotte esterne ed intestine che portano la firma delle
‘ndrine. Una lotta che continua così come continua il lavoro delle forze dell’ordine e dei tanti giovani che stanno sempre più prendendo coscienza che sono loro la vera antimafia per le famiglie malavitose. Giovani senz’armi che i boss temono perché “se la gente si incazza per noi è finita”. Questa l’emblematica frase intercettata dagli uomini in divisa e pronunciata da uno ‘ndranghetista. Questa l’emblematica frase che chiude il racconto.
(Antonietta Bruno – Ondacalabra)

 

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