• 5 Dicembre 2008 Napoli. Ucciso Antonio Metafora, avvocato di 70 anni. Aveva notificato un’ingiunzione di sfratto alla madre del suo assassino.

    Antonio Metafora, 70 anni, avvocato civilista di Napoli, è stato ucciso nel suo studio il 5 dicembre 2008. Aveva rifiutato, insieme al suo cliente, per cui stava seguendo l’ingiunzione di sfratto di un garage, la somma di 50 mila euro in contanti che con tono definito «minaccioso» l’assassino, alcuni giorni prima dell’omicidio gli aveva messo sul tavolo come saldo delle morosità, accompagnato dalla richiesta di rifare il contratto di affitto del garage. L’assassino, imparentato per parte di moglie con la famiglia malavitosa dei Licciardi di Secondigliano, aveva preso in affitto il locale a nome della madre, semplice prestanome, e voleva obbligare il professionista a bloccare la procedura di sfratto. Al…

  • 2 Marzo 2002 Maida (Catanzaro). Ucciso l’avvocato Torquato Ciriaco, consulente di un’impresa edile di Lamezia Terme e titolare di alcuni appalti affidati dall’Anas.

    Il 2 Marzo 2002 a Maida (Catanzaro) ucciso Torquato Ciriaco, 55 anni, avvocato. Ciriaco è stato ucciso mentre, alla guida del suo fuoristrada, stava rientrando a Cortale, dove risiedeva, da Lamezia Terme, città nella quale era titolare di uno studio legale molto avviato. Ciriaco si occupava quasi esclusivamente di questioni amministrative e civili ed era uno degli avvocati più conosciuti non soltanto di Lamezia Terme. Vasti, comunque, i suoi interessi e molteplici le sue attività in vari settori economici ed imprenditoriali. Solo di recente, grazie alle rivelazioni di un pentito, incaricato a suo tempo di seguire le abitudini dell’avvocato, si sono concluse le indagini. L’accusa sostiene che Ciriaco fu ucciso…

  • 22 Marzo 1995 Scafati (SA). Ucciso Michele Ciarlo, 36 anni, avvocato penalista

    Michele Ciarlo, noto avvocato penalista, fu assassinato brutalmente il 22 marzo del 1995 nel suo studio legale di Scafati, in provincia di Salerno. Intorno alle 18.30, alcuni uomini fecero irruzione nello studio esplodendo vari colpi di pistola, tre dei quali raggiunsero l’avvocato, uccidendolo. Dopo alcuni mesi di indagine senza esito, la decisione di uno degli esecutori di collaborare con la giustizia ha dato la svolta alle indagini: l’uomo (che poi si suicidò in carcere) si autoaccusò dell’omicidio, facendo i nomi degli altri componenti del commando e del mandante. Per l’omicidio di Michele Ciarlo, all’epoca non ancora 36enne, sono stati dunque condannati all’ergastolo mandante ed esecutori materiali. Condanne confermate anche in…

  • 24 Maggio 1994 Gioiosa Jonica (RC). Ucciso Giovanni Simonetti, avvocato civilista/penalista.

    Giovanni Simonetti  Era nato a Gioiosa Jonica il 15.05.44. Era un avvocato, sia civilista che penalista, molto bravo nel suo lavoro, dedicava alla sua professione la maggior parte del suo tempo. Era un uomo dai grandi principi, molto forte, onesto e legatissimo alla famiglia, era giusto e molto umano. Anche in famiglia manteneva fede a tutti i suoi valori ed a tutte le sue caratteristiche, arricchite da un enorme e profondo affetto che riusciva a trasmettere in un modo tutto suo. Il 24.05.1994 a Gioiosa Jonica gli hanno sparato sotto casa, davanti alla porta del suo studio, hanno bussato, lui ha aperto la porta e …. aveva solo 50 anni…

  • 6 Maggio 1986 Messina. Viene ucciso Nino D’Uva, 61 anni avvocato penalista, uno dei difensori nel maxiprocesso di Messina. Condannato a morte perché la sua difesa ritenuta troppo blanda e, forse, per essersi rifiutato di difendere un boss calabrese.

    Nino D’Uva era uno degli avvocati penalisti più in vista di Messina. Ben 13 imputati al Maxiprocesso lo avevano scelto come avvocato difensore. Il 6 maggio 1986 al terzo piano di Palazzo D’Alcontres, in via San Giacomo, viene ucciso da un killer che, anni dopo, una serie di pentiti dichiareranno essere Placido Calogero, un ragazzo di 19 anni. “La tesi dell’esecuzione è quella di sempre, sussurrata e mai fino ad allora provata: un segnale inequivocabile e devastante soprattutto agli avvocati, che i clan giudicavano troppo poco impegnati, “molli” al maxiprocesso del 1986. E’ il primo eclatante atto della “strategia del terrore” decisa proprio dalle gabbie di Gazzi dal padrino Costa…

  • 27 Marzo 1981 Napoli. Uccisi l’Avv. Dino Gassani e il suo segretario Giuseppe (Pino) Grimaldi

    Il 27 Marzo del 1981 furono uccisi a Salerno l’avvocato Dino Gassani e il suo segretario Pino Grimaldi. L’avvocato Gassani difendeva Biagio Garzione, imputato di omicidio volontario insieme a noti esponenti della criminalità vesuviana (NCO), fra i quali il famigerato boia delle carceri Raffaele Catapano. L’omicidio fu ordinato dal carcere dallo stesso Catapano, esponente di spicco del clan cutoliano, poi condannato all’ergastolo. Il Garzione, uno dei primi pentiti della recente cronaca giudiziaria, confessò il delitto e chiamò in correità il Catapano, con una drammatica dichiarazione, ricca di particolari, a volte raccapriccianti. Dino Gassani era nel suo studio, al Corso Vittorio Emanuele, quando, il 27/03/1981, gli si presentarono due clienti per…

  • 11 Dicembre 1980 Pagani (SA). Ucciso l’avv. Marcello Torre, sindaco eletto nelle liste DC come indipendente. A impartire l’ordine Raffaele Cutolo (NCO)

    Marcello Torre, noto penalista, era primo cittadino di Pagani da otto mesi quando venne assassinato in un agguato l’11 dicembre del 1980, pochi giorni dopo il terremoto avvenuto il 23 novembre. Dopo un’ infinità di processi, solo nel 2002 la Cassazione dà definitivamente un volto al mandante, Raffaele Cutolo, che viene condannato all’ergastolo, e stabilisce gli esecutori materiali dell’agguato, che però vengono assolti. A colpirlo furono due killer che lo attendevano fuori casa, bloccarono l’auto guidata da Franco Bonaduce, suo amico e collaboratore dello studio legale, che fu colpito alla schiena mentre cercava di mettersi in salvo, e spararono decine di colpi di lupara  che non gli diedero scampo. «”Sogno…

  • 17 Ottobre 1980 Siderno (RC). Rapito Antonio Colistra, avvocato di 56 anni, marito di una farmacista. Il corpo non sarà mai ritrovato.

    17 Ottobre 1980 Siderno (RC). Antonio Colistra, avvocato, marito di una farmacista, è in campagna quando viene assalito. Non ci sta e reagisce, prova a mettere fuori gioco i banditi, ma subisce un duro pestaggio e resta ferito prima di finire inghiottito dall’Aspromonte. Ha cinquantasei anni, e probabilmente quello è stato il suo ultimo giorno di vita: ha subito un’operazione alla gola, è debilitato e necessita di cure. Lo choc e la violenza dei sequestratori saranno fatali. Inutili gli appelli della moglie, nessuno si farà vivo, né il corpo sarà mai ritrovato. (Dimenticati di Danilo Chirico e Alessio Magro)       Articolo da L’Unità del 19 Ottobre 1980 Sequestri…

  • 11 Luglio 1979 Milano. Uccisione dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, Liquidatore della Banca Privata Italiana di Sindona.

    Giorgio Ambrosoli, avvocato milanese ed esperto in liquidazioni coatte amministrative, fu nominato negli anni Settanta commissario liquidatore delle banche di Michele Sindona. Iniziò così ad indagare sulle attività bancarie a New York e in Italia del banchiere siciliano, scoprendo gravi irregolarità e illegalità. A queste scoperte seguirono minacce, intimidazioni e forti pressioni anche dal mondo politico che non fermarono Ambrosoli nelle sue indagini, il quale a conclusione delle stesse avrebbe dovuto firmare una relazione formale. Il giorno stabilito per l’atto era il 12 luglio 1979. La sera prima, l’11 luglio, Giorgio Ambrosoli venne assassinato, come aveva temuto e previsto in una lettera inviata alla moglie, sotto il portone della sua…

  • 13 Settembre 1978 Ottaviano (NA) Ucciso Pasquale Cappuccio, avvocato e consigliere comunale.

    Il 13 settembre 1978, Pasquale Cappuccio, Consigliere socialista a Ottaviano viene ucciso. Il Consigliere denuncia più volte la collusione della malavita con la politica in riferimento ad appalti e speculazioni edilizie volute da Cutolo e appoggiate dall’ex sindaco di Ottaviano, ex assessore provinciale, ex socialdemocratico tra i più votati in Italia, prima di essere stato espulso dallo stesso, Salvatore La Marca. Il 13 settembre, il feroce agguato: Cappuccio è crivellato di colpi da un commando di killer mentre tornava a casa. Muore sul colpo, mentre la moglie, che è in macchina con lui, se la cava con qualche graffio. In quell’occasione Francesco De Martino rimise la toga per assicurargli giustizia…