• 9 Settembre 1990 Bovalino Sup. (RC). Muore dopo 13 ore di agonia Antonino Marino, 33 anni, brigadiere dei Carabinieri; ferita la moglie incinta ed il figlio di due anni.

    Antonino Marino (San Lorenzo, 5 ottobre 1957 – Bovalino, 9 settembre 1990) è stato un carabiniere italiano, vittima della ‘Ndrangheta. Brigadiere dei Carabinieri, entrò nell’arma nel 1975, impegnandosi principalmente nel contrasto alla ‘Ndrangheta. Prima del suo assassinio, aveva operato per anni come comandante della stazione dei carabinieri di Platì dove si impegnò tra l’altro per la soluzione del sequestro di Marco Fiora e contribuì a sventare il sequestro di Claudio Marzocco. Si ritiene infatti che fu grazie anche all’azione di contrasto del brigadiere che i sequestratori in quest’ultimo caso furono costretti a lasciare l’ostaggio incustodito, consentendogli di liberarsi e fuggire dalla prigionia nel febbraio del 1988. Profondo conoscitore della Criminalità…

  • 22 luglio 1990 Melfi (PZ). Antonio Cezza, 26 anni, brigadiere dei Carabinieri, ucciso nel tentativo di sedare una rissa.

    Antonio Cezza brigadiere rimase ferito alla testa nel tentativo di sedare una rissa anche se non si trovava in servizio. Si trovava a Melfi (PZ), nei pressi della villa comunale quando intervenne per evitare che la situazione degenerasse alla presenza di un pregiudicato armato di fucile la sera del 17 luglio 1990. Antonio Cezza morì, a soli 26 anni, a seguito delle ferite riportate nell’ospedale di Potenza. Ha ottenuto la medaglia d’argento al valor militare alla memoria.     Fonte:  cursisalento.it Cursi, 15/02/1964 – Potenza, 22/07/1990 Il Brigadiere Antonio Cezza, il 17 luglio del 1990 venne gravemente ferito alla testa a Melfi, nei pressi della villa Comunale, da un pregiudicato…

  • 29 Novembre 1985 Isola Delle Femmine (PA). Ucciso Antonio Enrico Monteleone, Brigadiere dei Carabinieri

    “Il Brigadiere Antonio Enrico Monteleone accorre, insieme ad un altro militare dell’Arma, presso un ufficio postale dove è in corso una rapina. Tre malviventi stanno tentando la fuga facendosi scudo con i civili. Di fronte ai rapinatori il brigadiere si rifiuta di consegnare l’arma in dotazione, nonostante sia impossibilitato ad utilizzarla per non nuocere agli ostaggi. Seppure “disarmato”, Monteleone si scaglia contro i tre, ingaggiando una violenta colluttazione durante la quale, raggiunto da un colpo di pistola, rimane ferito mortalmente.” Nota da: Mediterraneo on line       Fonte  ancispettoratosicilia.it BRIGADIERE ANTONIO ENRICO MONTELEONE nato a Palermo il 06/01/1951 e deceduto a Palermo il 29/11/1985 Medaglia  d’oro al valor Militare…

  • 28 Aprile 1983 Domenico Celiento, Brigadiere dei Carabinieri, viene ucciso in un agguato sulla circonvallazione esterna di Napoli.

    Domenico Celiento, brigadiere dei carabinieri fu ucciso in un agguato, avvenuto sulla Circumvallazione esterna di Napoli, il 28 aprile del 1983. Il giovane carabiniere lasciò la moglie e due figli, Maria di 4 anni e Lucia di appena 12 mesi. Il militare, che prestava servizio presso la compagnia Stella, era da tempo impegnato in una serie di indagini sulle estorsioni ai commercianti.   Tratto da: ancpioltello.blogspot.com Domenico Celiento, il leggendario Brigadiere “Mimmo”, operante nel vasto territorio di competenza, quello della Compagnia Carabinieri di Napoli- Stella, con giurisdizione sui quartieri più sensibili sotto il profilo della sicurezza pubblica, dalla Sanità a Forcella, passando per San Carlo all’Arena e Borgoloreto (con la…

  • 4 Giugno 1979 Montevago (AG). Ucciso da dei rapinatori il Brigadiere Baldassare Nastasi.

    Fonte e Foto dal Sito Ufficiale ANC Sicilia Medaglia d’argento al valor Militare con la seguente motivazione: “Addetto a Nucleo operativo e radio­mobile di compagnia, in occasione di rapina perpetrata in Istituto di Credito della zona, si poneva con militare dipendente alla ricerca di autori e mentre si accingeva ad identificare due individui, successivamente risultati responsabili del crimine, veniva fatto segno a numerosi colpi di pistola esplosi da brevis­sima distanza, benché mortalmente ferito, trovava la forza di reagire con la pistola in do­tazione fino a quando si accasciava al suolo esanime. Luminoso esempio di attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio”. Decreto Presidente della Repubblica del 27/02/1980      …