• 21 Novembre 1987 Catania. Ucciso Gaetano Miano, panettiere di 29 anni. Era colpevole di essere il fratello di pentiti.

    Gaetano Miano, panettiere di Catania, aveva 29 anni e l’unica colpa di essere il fratello di pentiti. “Era incensurato e non aveva mai avuto a che fare con le cosche. Gestiva un panificio in via Vittorio Emanuele, nel centro storico della città. Una vita tranquilla, ordinata, scandita dalle levatacce per andare ad aprire il forno. Proprio di questa routine hanno approfittato gli assassini che lo hanno atteso sotto casa, in via Acquedotto Greco, alle sei, in un’alba gelida e piovosa, i killer hanno agito indisturbati, senza che nessuno li vedesse. Contro Gaetano Miano sono stati sparati sette colpi di calibro 38. Raggiunto dai primi proiettili, l’uomo ha cercato scampo in…

  • 8 marzo 1984 Catania. Giuseppe Agatino Cannavò

    Giuseppe Agatino Cannavò fu ucciso a Catania l’8 marzo 1984 per uno scambio di persona perché aveva la stessa auto del vero obiettivo dei killer. Era un autista della Sita Bus. Il vero obiettivo dei sicari era Salvatore Paratore, che poi fu eliminato alcuni giorni dopo. Fonte:  vivi.libera.it       Ringraziamo gli  amicidilibera.blogspot.com per l’aiuto nella ricerca di nomi e storie da non dimenticare: Fonte: mafiazero.blogspot.it Articolo da La Sicilia del 31 ottobre 2007 Arrestato il “formaggino” CATANIA – Il latitante Giovanni Fontanino, di 49 anni, ritenuto affiliato alla cosca Santapaola, irreperibile dal 24 settembre scorso, è stato arrestato dalla polizia. L’uomo deve scontare una condanna definitiva a 21…

  • 5 Gennaio 1984 Catania. Assassinato Giuseppe Fava, giornalista del “Giornale del Sud” , de “I Siciliani” e scrittore

    Giuseppe Fava nacque a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa. Divenuto giornalista, ricoprì negli anni gli incarichi di caporedattore del quotidiano “Espresso sera”, inviato del settimanale “Tempo Illustrato”, direttore del quotidiano “Il Giornale del Sud”, fondatore e direttore de “I Siciliani”. Denunciò la mafia e i comitati d’affari politici ed economici, che dominavano la Sicilia dagli anni ’70, e si impegnò nella battaglia contro l’installazione dei missili nucleari nella base di Comiso. Le inchieste de “I Siciliani” portarono la mafia catanese alla ribalta nazionale e decretarono il suo assassinio. Alle ore 22.00 del 5 gennaio 1984 Giuseppe Fava si trovava in via dello Stadio e stava andando a prendere la…

  • 18 Marzo 1982 Catania. Viene assassinato il maresciallo Alfredo Agosta, da tempo impegnato in delicate indagini sulle attività di alcune famiglie mafiose del catanese.

    Alfredo Agosta, Maresciallo dei Carabinieri, noto a Catania per essere un investigatore preparato e scrupoloso, viene ucciso con colpi d’arma da fuoco sparati a bruciapelo nel centro di Catania mentre sta prendendo un caffè all’interno di un bar in compagnia di un confidente, la sera del 18 marzo 1982.     Fonte:  it.wikipedia.org Alfredo Agosta (Pozzallo, 23 aprile 1933 – Catania, 18 marzo 1982) è stato un militare italiano. Figlio di Giovanni, ex Comandante Navale e Console del Porto di Pozzallo, e Maria Sigona, appartenente alla dinastia dei Marchesi di Pozzallo. Fratello di Felice, espatriato in America, Raffaele, ex Maresciallo della Guardia di Finanza, ed Anna, maestra delle scuole elementari…

  • 7 Luglio 1976 Catania. Giovanni La Greca, Riccardo Cristaldi, Lorenzo Pace e Benedetto Zuccaro vennero trucidati come dei boss. Il più grande aveva 15 anni.

    È una afosa mattinata d’estate, il 7 luglio del 1976, e quattro ragazzini di San Cristoforo (Catania) scompaiono misteriosamente. Qualche giorno prima, uno di loro, aveva scippato la borsa alla madre di Benedetto Santapaola. I loro nomi: Giovanni La Greca, Lorenzo Pace, Riccardo Cristaldi e Benedetto Zuccaro. Erano tutti giovanissimi, tra i tredici e quindici anni, erano poco più che bambini. “Ricorda Antonino Calderone: Quando arrivai in quella specie di stalla di Ciccio Cinardo, a Mazzarino, quei quattro ragazzini erano legati come salami in mezzo al fango. Cinardo era arrabbiato perché non voleva tenerli lì… poi nella stalla entrò Salvatore Santapaola e, in quello stesso momento, si prese la decisione…