• 14 novembre 1992 Lecce. Antonio Russo, 45 anni, commerciante, ucciso nel corso di una rapina.

    Antonio Russo, 45 anni, ucciso a Lecce il 14 novembre 1992, nel corso di una rapina. Antonio Russo era un commerciante, aveva aperto un’attività a Lizzanello, nel leccese. Fu ucciso a soli 45 anni la sera del 14 novembre del 1992 nel corso di una tentata rapina al suo esercizio commerciale. Fonte: vivi.libera.it     Fonte:  archivio.unita.news Articolo del 15 novembre 1992 Lecce. Rapinatori uccidono un commerciante Un commerciante, Antonio Russo, 45 anni è stato ucciso a colpi di pistola durante un tentativo di rapina nel suo minimarket alla periferia di Lizzanello in provincia di Lecce. Tre persone armate con pistole e con i volti coperti da passamontagna hanno fatto…

  • 10 Novembre 1992 Gela (CL). Ucciso il commerciante Gaetano Giordano. Vittima del racket.

    Gaetano Giordano, 55 anni. Dopo il servizio militare, aprì un’attività di parrucchiere per uomo. Nel 1963 conobbe Franca Evangelista, genovese, arrivata a Gela per motivi di lavoro del padre. I due si sposarono, consolidando l’attività economica che nel frattempo si era trasformata in negozi di profumeria (unici per molto tempo nel territorio gelese). Nel 1989, a seguito di una richiesta estorsiva, Gaetano Giordano fece regolare denuncia. Il 10 novembre del 1992 alle ore 20.00 venne ucciso sotto casa con cinque colpi alla schiena mentre con il figlio, ferito nella sparatoria, stava rientrando. vivi.libera.it         Fonte: archivio.unita.news Articolo del 13 novembre 1992 La moglie dell’ucciso: «Era rimasto solo»…

  • 31 Luglio 1992 San Marcellino (CE). Ucciso Giorgio Villan, commerciante, vittima del racket.

    Giorgio Villan, commerciante di abbigliamento originario della provincia di Venezia, a San Marcellino aveva trovato moglie e successo nel lavoro: gestiva, infatti, un grande negozio sempre pieno di clienti, lungo la provinciale per Villa Literno. Al Prezzaccio con pochi soldi si vestiva tutta una famiglia. Probabilmente, come molti suoi colleghi, finché operava in Veneto si sarà lamentato delle tasse e del fisco, ma al sud pagava regolarmente il “pizzo”, come fosse una cosa normale, una specie di assicurazione sul negozio e sulla vita. Si è trovato invece stritolato nella guerra tra due bande rivali di taglieggiatori, finendo ucciso nel mese di luglio del 1992. (Storia tratta dal libro Ragazzi della…

  • 26 febbraio 1992 Casapesenna (CE). Pasquale Pagano, 36 anni commerciante, e Paolo Coviello, 63 anni pensionato, vengono uccisi per uno scambio di persona, nell’ambito di una faida di camorra.

    Pasquale Pagano, 36 anni, commerciante, e Paolo Coviello, 63 anni, pensionato, vengono uccisi il 26 febbraio 1992 a Casapesenna per uno scambio di persona, nell’ambito di una faida di camorra. I due uomini viaggiavano a bordo di una Renault Clio grigio chiaro, un’auto dello stesso tipo e dello stesso colore di quella di un affiliato al clan dei casalesi vittima designata, che nei giorni precedenti aveva tentato un agguato ai danni di un affiliato ad un clan avversario, il quale a sua volte aveva costituito un gruppo di fuoco per vendicarsi. I cinque killer uccisero Pagano e Coviello sul colpo, crivellando l’auto di proiettili. Nel 2015 le indagini dei carabinieri,…

  • 22 Febbraio 1992 Bagheria (PA). Ucciso Salvatore Mineo, commerciante. Si era ribellato al racket.

    Salvatore Mineo, commerciante di Bagheria (PA), fu ucciso il 22 febbraio del 1992 perché ribellatosi al racket.   Fonte C.D.S. Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato” 5.05.1997 Arrestate 12 persone accusate di far parte di una cosca mafiosa di Bagheria (Pa). Tra i reati contestati l’omicidio di Salvatore Mineo, un commerciante ucciso nel febbraio del ’92 perché si sarebbe ribellato al racket. I capi della cosca sarebbero Pietro e Tony Bartolo Lo Coco e Pietro Granà, anch’essi arrestati.    

  • 2 dicembre 1991 Cerignola (FG). Assassinato Michele Cianci, commerciante 43enne “colpevole” di essere intervenuto, in difesa di un pensionato aggredito e malmenato da due ragazzi che volevano derubargli la pensione.

    “Michele Cianci era un commerciante, proprietario di un negozio di armi e articoli sportivi; in un giorno qualunque si accorse di un tentativo di scippo ai danni di un anziano e si precipitò coraggiosamente in suo soccorso. La sera del 2 dicembre 1991 fu atteso da due pregiudicati davanti alla sua attività e fu assassinato per vendetta, per il solo fatto di aver aiutato una persona indifesa.”         Fonte: vivi.libera.it  2 dic 2018 Ricordando il nostro caro fratello Michele Cianci   Sono trascorsi 27 anni da quel triste giorno, quando una mano brutale, efferata e mafiosa ti ha strappato alla vita, per non rimanere indifferente di fronte a una…

  • 24 Luglio 1991 Sessa Aurunca (CE). Assassinato Alberto Varone , commerciante di 49 anni con 5 figli. Non si era piegato alle richieste della camorra.

    L’imprenditore Alberto Varone è ucciso a Francolise, in provincia di Caserta, dal clan camorrista Muzzoni di Sessa Aurunca. Alberto era un gran lavoratore, molto legato alla sua famiglia. Alberto svolgeva due lavori: gestiva una sorta di agenzia immobiliare nel pieno centro di Sessa Aurunca e di notte andava a prendere i quotidiani al deposito di San Nicola La Strada per distribuirli in tutte le edicole del comune di Sessa, e da Roccamonfina al Garigliano. Il clan dei “Muzzoni”, affiliato alla Nuova Famiglia della camorra campana, aveva più volte minacciato Alberto e la sua famiglia affinché questi cedessero l’attività commerciale e pagassero una serie di tangenti. Alberto non ha mai ceduto…

  • 7 Maggio 1991 Porto Empedocle (AG). Resta ucciso Antonino Iacolino, titolare di una bar, insieme ad un uomo di Cosa nostra.

    7 Maggio 1991 Porto Empedocle (AG). Resta ucciso Antonino Iacolino, 40 anni, titolare di una bar. Lo freddarono i colpi di pistola che avrebbero dovuto raggiungere Salvatore Albanese, un uomo di mafia. Antonio Iacolino era in compagnia di Albanese per averlo rivisto dopo un lungo periodo di assenza dovuto a un provvedimento giudiziario. Lo aveva incontrato e stava scambiando poche chiacchiere, i soliti convenevoli. Solo la fortuna ha voluto che non si contassero altre vittime. I due killer non risparmiarono piombo e nella fretta di portare a termine l’azione di morte colpirono anche una donna rimasta ferita a un piede.     Tratto dal libro Senza Storia di Alfonso Bugea…

  • 27 Ottobre 1990 Taranto. Giuseppe Orlando, commerciante di 33 anni, viene colpito a morte da proiettili destinati a dei pregiudicati.

    Giuseppe Orlando, commerciante di 33 anni, gestiva una salumeria a Taranto. Venne ucciso per sbaglio, davanti all’ingresso della sua bottega, in un agguato avvenuto la sera del 27 ottobre 1990 nel quartiere Tamburi. A sparare, secondo i primi accertamenti, furono alcune persone a bordo di un’automobile. Gli inquirenti ritennero sin da subito che l’agguato fosse diretto nei confronti di altre due persone, rimaste anch’esse ferite, che in quel momento stavano passando a piedi davanti alla salumeria. (Libera Memoria)       Articolo da L’Unità del 28 Ottobre 1990 Taranto Commerciante ucciso per errore in un agguato Un commerciante è stato ucciso – forse per sbaglio – in un agguato compiuto…

  • 18 maggio 1990 Gioia Tauro (RC). Ucciso Ferdinando Caristena, 33 anni, noto commerciante, perché ritenuto omosessuale.

    Ferdinando Caristena, noto commerciante di 33 anni, di Gioia Tauro, fu ucciso senza pietà da due sicari, il 18 maggio 1990, in uno dei retro bottega dei suoi esercizi. La colpa? Intrattenere una presunta relazione con un esponente di una famiglia di ‘Ndrangheta. “Ferdinando Caristena non solo era colpevole di aver avuto una presunta tresca col cognato del boss ma, secondo le risultanze processuali, aveva in contemporanea anche una relazione con la sorella di lui, che si era innamorata follemente al punto che tra i due si parlava di un possibile matrimonio. Un triangolo esplosivo ed inaccettabile per il mondo della ‘ndrangheta. Allora come oggi, l’omosessualità per i clan era…