• 10 ottobre 1989 Grazzanise (CE). Assassinato Pasquale D’Abrosca, commerciante edile. Si era rifiutato di fornire gratuitamente del materiale edile. Ennesima estorsione a cui non voleva sottostare.

    Pasquale D’Abrosca era un commerciante edile di Grazzanisce (CE). Venne assassinato il 10 ottobre del 1989 perché si era rifiutato di consegnare del materiale edile gratis agli esponenti del clan dei Casalesi. Dopo 28 anni dal suo omicidio, Francesco Schiavone, nel giugno 2017, si era autoaccusato del delitto ed a seguito di tale dichiarazione i fratelli di D’Abrosca hanno deciso di chiedere alla DDA di riaprire il caso. A novembre 2017 Francesco Schiavone è stato condannato a 16 anni di carcere per questo omicidio.     Articolo del 10 giugno 2017 da tribuna24.it Lo sfogo di Antonio D’Abrosca: mio fratello Pasquale vittima innocente di camorra (gp) L’episodio, cruento, che causò…

  • 9 giugno 1989 Vittoria (RG). Ucciso Salvatore Incardona, dirigente della cooperativa Agriduemila, perché si era rifiutato di pagare il pizzo.

    Salvatore Incardona è un grossista al mercato ortofrutticolo di Vittoria (RG). Senza dare nell’occhio cerca di convincere i colleghi a non pagare più il pizzo, a firmare tutti insieme una denuncia collettiva contro la banda degli estorsori. Incardona non si sente un eroe, vuole soltanto difendere il proprio lavoro, non accetta più di sottostare a una soperchieria che lo priva di una parte del suo onesto guadagno. Il 9 giugno del 1989 lo aspettano con i fucili a pompa all’uscita da casa: venne crivellato di colpi mentre era al volante della sua auto.   Nota da: Calendario degli Eroi Salvatore Incardona è un grossista al mercato ortofrutticolo di Vittoria. Senza…

  • 11 Marzo 1989 Scordia (CT). Ucciso Nicola D’Antrassi, 63 anni, grossista di agrumi. Aveva denunciato infiltrazioni malavitose nell’agrumicoltura.

    Nicola D’Antrassi, nato a San Felice Circeo (LT) il 12 febbraio 1926, laureato in legge, commerciante di prodotti ortofrutticoli a Scordia (CT), viene assassinato a 63 anni l’11 Marzo del 1989. L’azienda di D’Antrassi, al momento dell’assassinio, si chiamava ORFRUTTA Srl, aveva c.a duecento dipendenti ed era gestita con piglio manageriale d’avanguardia. D’Antrassi era ben voluto sia dai suoi dipendenti, a cui applicava con scrupolosità i contratti di categoria, che dai produttori con cui si comportava con rettitudine, mentre era malvisto da alcuni commercianti del paese, che tendevano a sfruttare i propri dipendenti e a frodare i produttori. Nel corso della sua attività aveva ricevuto svariate minacce, atti intimidatori, come…

  • 27 Febbraio 1989 Gela (CL). Ucciso Pietro Polara, 46 anni, commerciante, vittima innocente di vendetta trasversale

    Pietro Polara nato a Gela il 12 Luglio 1943 Commerciante di Macchine Agricole dal 1963, nel 1985 dichiarato cavaliere del Lavoro dalla Bertolini come lavoro svolto brillantemente in 20 anni di attività. Interessato di Politica si candida per ben due volte al Partito Democratico Cristiano nel 1988. Una persona con un carattere meraviglioso amato e stimato da tutti e molto altruista. Un padre stupendo e un marito ammirevole a detto dai familiari. Ucciso nel quartiere residenziale di Macchitella a Gela il 27 Febbraio del 1989, in seguito ad un evento criminoso per una vendetta trasversale. Nota da: liberanet.org       Fonte:  RubricaSICILIA Pietro Polara (2 luglio 1943 Gela –…

  • 21 Febbraio 1986 Reggio Calabria. Cosimo Giordano è stato ucciso solo perché era un parente alla lontana di una «famiglia»

    Cosimo Giordano, 48 anni, titolare di un supermercato, è stato ucciso il 21 febbraio del 1986 a Reggio Calabria, sotto gli occhi della moglie, mentre stava chiudendo il negozio. Unica colpa di Giordano quella di essere sposato con Maria Condello, cugina di Pasquale Condello e imparentata con tre fratelli Condello accusati di essere killer di Paolo De Stefano. Una vendetta trasversale molto alla lontana dunque. «Ormai — dice il capo della squadra mobile di Reggio, Alfonso D’Alfonso — stanno uccidendo gente che non c’entra niente. Cosimo Giordano aveva dei vecchi precedenti penali ma era una persona perbene. Vogliono fare terra bruciata». (da l’Unità del 22 feb. 1986)      …

  • 7 Dicembre 1984 Bagheria (PA). Assassinato Pietro Busetta, vittima innocente, cognato di Tommaso Buscetta “l’ex boss dei due mondi che con le sue rivelazioni ha messo in ginocchio le cosche della mafia vincente”.

    Pietro Busetta aveva 62 anni, era un imprenditore di Palermo. Fu ucciso il 17 dicembre 1984. La sua “colpa” era di essere sposato con la sorella di Tommaso Buscetta, “l’ex boss dei due mondi che con le sue rivelazioni ha messo in ginocchio le cosche della mafia vincente”. Fu ucciso solo per una vendetta trasversale     Articolo di La Repubblica dell’8 Dicembre 1984 ASSASSINATO IL COGNATO DI BUSCETTA di Giuseppe Cerasa PALERMO – La vendetta della mafia torna a colpire Tommaso Buscetta, l’ ex-boss dei due mondi che con le sue confessioni ha aperto un varco sugli affari e i misteri delle “famiglie” palermitane. Ieri sera poco prima delle…

  • 28 luglio 1982 Paola (CS). Pompeo Panaro, commerciante ed esponente politico calabrese, ucciso ed il suo corpo fatto sparire. Fu ritrovato dopo quasi un anno a seguito di una telefonata anonima.

    Pompeo Panaro era un commerciante, gestiva numerose mense nei dintorni di Paola. Era un personaggio conosciuto. Aveva ricoperto anche cariche pubbliche con la Dc: eletto consigliere comunale, sindaco, vicesindaco, è stato anche assessore. La scomparsa di Pompeo Panaro resta una delle tante di cui è afflitta la Calabria. Si tratta di una delle vittime di un periodo scandito dagli agguati e dalle faide tra le ‘ndrine. Due anni prima dell’omicidio Panaro, viene ucciso a Cetraro, pochi chilometri da Paola, Giannino Losardo, dirigente del Pci locale e capo della segreteria della Procura cittadina. Fonte: vivi.libera.it       Foto e Articolo del 2 maggio 2013 da  inchieste.repubblica.it “La verità sulla scomparsa…

  • 17 Febbraio 1982 Cetraro (CS). Ucciso Catello De Iudicibus, negoziante, per essersi opposto alla cosca del paese.

    Non sono stati trovati articoli che descrivessero direttamente l’omicidio di Catello De Iudicibus, e gli sviluppi delle indagini, ma si parla di lui, di Pompeo Brusco, un gestore di bar ucciso il 30 Giugno 1981, e di Lucio Ferrami, un commerciante ucciso il 27 ottobre del 1980, in molti articoli che trattano dei processi per l’omicidio di Giannino Losardo. Tutti omicidi che resteranno impuniti dopo la sentenza della prima sezione penale della Cassazione del presidente Corrado Carnevale (il magistrato ammazzasentenze). In realtà “undici omicidi, cinquantuno attentati dinamitardi e incendi dolosi rimarranno impuniti dopo questa decisione della cassazione”.       Fonte:  ricerca.repubblica.it  Articolo del 4 agosto 1985 RINVIATI A GIUDIZIO…

  • 27 Ottobre 1981 Cetraro (CS). Assassinato il commerciante Lucio Ferrami.

    A Lucio Ferrami, due killer gli sparano in macchina mentre era in compagnia della moglie. La donna si salva perché il marito le fa da scudo con il suo corpo. L’uomo aveva denunciato poco tempo prima ai carabinieri di aver ricevuto la visita di alcune persone che gli avevano chiesto la tangente. La risposta dei malavitosi non si fa attendere. Nessuno può permettersi un gesto così rivoluzionario. Lucio Ferrami paga con la vita il suo atto di insubordinazione. La vedova Ferrami per anni ha invocato giustizia denunciando indagini approssimative e collusioni. “Io ero in macchina con mio marito – affermò nel corso di una nota intervista televisiva – e nessuno…

  • 14 Novembre 1979 Milano. Rapito Cesare Pedesini, 57 anni, grossista di prodotti petroliferi. Il suo corpo non sarà mai ritrovato.

    […] Quel 14 novembre ’79, Cesare Pedesini è al lavoro nell’azienda di cui è titolare, la “Pedesini fratelli – nafta, gasolio, riscaldamento” di Milano. Tre banditi armati fanno irruzione negli uffici della ditta e prelevano l’imprenditore, poi fuggono a bordo di un’auto guidata da un complice. Verranno fermati dei pregiudicati calabresi, ma le indagini non porteranno a nulla. Inutile dirlo, di Pedesini non si riuscirà a recuperare nemmeno il corpo. Tratto dal libro “Dimenticati – Vittime della ‘ndrangheta” di Danilo Chirico e Alessio Magro Cap. IV  Aspromonte solo andata  pag. 80             Fonte: archivio.unita.news  Articolo del 20 febbraio 1980 Operazione nel Milanese – Nella rete…