• 31 ottobre 1990 Catania. Uccisi Francesco Vecchio e Alessandro Rovetta. Due colpi in testa posero fine alle esistenze del capo del personale e dell’amministratore delegato delle Acciaierie Megara di Catania.

    31 ottobre 1990. Uccisi in un agguato Francesco Vecchio, 52 anni, Direttore del Personale e Alessandro Rovetta, 33 anni, Amministratore Delegato dell’Acciaieria Megara, importante industria di Catania, che all’inizio degli anni ’90 occupava in via diretta oltre 300 dipendenti, e un centinaio di lavoratori tra le aziende dell’indotto. Fino a poco prima dell’estate del 1990 Francesco Vecchio si occupava della gestione del solo personale che era alle dipendenze dirette dell’azienda. La gestione delle maestranze e delle aziende dell’indotto (impegnate nella ristrutturazione dei reparti) era compito affidato alla Direzione Tecnica. Nel mese di agosto 1990, con l’uscita dall’azienda del Direttore Tecnico, la gestione di questi rapporti passò alla Direzione del Personale.…

  • 2 Marzo 1988 Palermo. Ucciso Donato Boscia, 31 anni, direttore del cantiere dell’impresa romana Ferrocementi.

    Aveva 31 anni. Aveva una carriera lunghissima davanti a sé. Era un ingegnere con un cuore grande così e con un’onestà limpida. Si chiamava Donato Maria Boscia e la sera del 2 marzo 1988 fu freddato a Palermo da cinque colpi di pistola. Fu la mafia a decretare il brutale assassinio. Il maxiprocesso, celebrato e conclusosi a Palermo nel 1997 con 22 condanne di cui 14 all’ergastolo, dimostrò che era coinvolto nell’omicidio del giovane ingegnere di Gioia del Colle anche Salvatore Riina. Che Balduccio Di Maggio era implicato nei fatti. Che Donato Maria Boscia morì perché stava costruendo una sezione dell’acquedotto siciliano sul quale la mafia non era riuscita a…