• 12 Gennaio 1988 Palermo. Ucciso Giuseppe Insalaco, ex sindaco della città.

    “Il 12 gennaio 1988 a Palermo venne ucciso Giuseppe Insalaco da numerosi colpi di pistola mentre si trovava in macchina, sotto casa sua. Giuseppe Insalaco era stato sindaco di Palermo per soli 3 mesi: dall’aprile al luglio 1984. Poi, rimase sempre più solo: continuava infatti a denunciare le indebite ingerenze di Cosa nostra nella vita politica cittadina. Il 3 ottobre del 1984, fu ascoltato dalla commissione antimafia: precisò di non essere un democristiano pentito ma di avere il dovere di parlare “dei perversi giochi che mi hanno costretto alle dimissioni dopo appena tre mesi”. Dopo la sua morte fu trovato un memoriale in cui Insalaco accusava diversi esponenti della DC…

  • 4 Dicembre 1984 Casoria (NA). Ucciso Crescenzo Casillo, ex sindaco socialista, ucciso dai clan nel periodo della ricostruzione post-terremoto, probabilmente per la sua opposizione ai loro interessi.

    CRESCENZO CASILLO, Sindaco di Casoria (NA), ucciso il 4 dicembre 1984. Come Torre, anche Casillo cade vittima dell’epoca post terremoto dell’Irpinia e credibilmente della NCO. Si instaura infatti un’economia drogata dalla corruzione e dalla collusione politica che frutta alla camorra (e non solo) un’immane ricchezza in zone dapprima non tradizionali. Come Sindaco di Casoria, si oppone alle pressioni e ai tentativi di condizionamento degli appalti e viene ucciso quattro anni dopo Torre. Non si è riusciti a risalire ad informazioni processuali relative a questo caso. Fonte: avvisopubblico.it   Fonte: Nota da “Un nome, una storia” – Libera Crescenzo Casillo Era sindaco di Casoria (NA). Con il terremoto del 1981, i…

  • 7 maggio 1879 Bolognetta (PA). Assassinato Giorgio Verdura, ex sindaco del paese

    L’ex-brigadiere Giorgio Verdura con decreto del 31 maggio 1877, fu nominato sindaco del Comune di Santa Maria dell’Ogliastro, oggi Bolognetta (Palermo) per il triennio 1876 -78. A partire dal 24 luglio 1878, il sindaco invia alle autorità del mandamento, della provincia e del circondario una circostanziata denuncia contro il notaio Vincenzo, classe 1836, e i fratelli Antonino e Rosario Benanti, i fratelli Giovanni e Giuseppe Monachelli, il medico Antonino Calivà, tutti appartenenti al cosiddetto “partito Benanti”. La coraggiosa denuncia del sindaco contraddice la presunta generale omertà dei siciliani, segnalata qualche anno prima dalla celebre inchiesta degli aristocratici toscani Franchetti e Sonnino, secondo cui nell’isola “nessuno denunzia, nessuno porta testimonianza, nemmen…