• 19 giugno 2018 Nicotera (VV). Ucciso Stefano Piperno, insegnante di 34 anni, il suo corpo dato alle fiamme, per un presunto debito di droga.

    Stefano Piperno scompare da Nicotera (VV) il 19 giugno del 2018, il suo corpo, carbonizzato, sarà ritrovato il giorno dopo nella sua auto distrutta dal fuoco. “L’attività investigativa, che scaturiva dal ritrovamento, avvenuto il 20 giugno 2018 in Nicotera, di un’autovettura completamente distrutta dalle fiamme con all’interno i resti di un cadavere carbonizzato, identificato poi in Piperno Stefano cl. 84, tossicodipendente, scomparso dal giorno precedente, ha consentito di risalire compiutamente all’identità degli assassini e al movente dell’atto omicidiario, causato dalle pressanti richieste della vittima, finalizzate ad ottenere dello stupefacente del tipo cocaina, pur avendo maturato debiti pregressi con gli aggressori. Per quanto concerne, invece, alla dinamica del delitto, gli investigatori…

  • 30 Agosto 1991 Lamezia Terme. Ucciso Antonio Costantino, 42 anni, insegnante di religione.

    30 Agosto 1991 Lamezia Terme. Ucciso Antonio Costantino, 42 anni, insegnante di religione. “La personalità della vittima non offre appigli a possibili moventi. Si pensa anche ad un omicidio per errore.”   Fonte:  ricerca.repubblica.it Articolo del 31 agosto 1991 ASSASSINATO PROFESSORE A LAMEZIA FORSE COLPITO PER ERRORE LAMEZIA TERME – Misterioso omicidio nelle campagne di Lamezia: la vittima numero 193 della sanguinosa guerra di ‘ ndrangheta che si combatte in Calabria è un geometra di Lamezia Terme, insegnante di religione nella scuola media “Pietro Ardito”, un uomo mite, ben voluto e stimato dalla gente. Si chiamava Antonio Costantino, 43 anni, era sposato e padre di tre figli. Il delitto è…

  • 13 Luglio 1990 Ardore (RC). Raffaella Scordo resiste ad un tentativo di rapimento e viene uccisa a martellate.

    Raffaella Scordo, insegnante di 39 anni, fu vittima di un tentato sequestro nella notte tra il 12 ed il 13 luglio nel giardino della propria abitazione di Ardore (Reggio Calabria). Stava rincasando, dopo una passeggiata, insieme al marito, Franco Polito, 49 anni, e ai due figli, Maria Antonietta ed Antonio, 16 e 13 anni. La donna reagì all’aggressione, fu colpita alla testa con un corpo contundente, forse il calcio di una pistola. Arrivò all’ospedale già in coma. Morì il 31 luglio, senza aver ripreso conoscenza.         Articolo di La Stampa del 14 Luglio 1990 Resiste ai rapitori, massacrata a martellale di Enzo Laganà La famiglia tornava a…

  • 5 Gennaio 1988, a Laureana di Borrello (RC) assassinato Nicola Pititto, insegnante

      5 Gennaio 1988, a Laureana di Borrello (RC) assassinato Nicola Pititto, insegna agraria all’Istituto Tecnico di Palmi. Ha 44 anni, sposato con due figli di undici e sei anni. Gli sparano due colpi di fucile davanti alla sua abitazione. Il suo è un omicidio senza una spiegazione apparente. Le indagini guardano alla pista passionale o anche a una vicenda legata alle estorsioni: la moglie di Nicola Pititto è parente diretta di uno dei più importanti negozianti di mobili della Piana di Gioia Tauro.   Fonte: “Dimenticati” di Danilo Chirico/Alessio Magro          

  • 10 Dicembre 1982 Locri (RC) ucciso Francesco Panzera, insegnante e Vicepreside al Liceo Scientifico Zaleuco

    Francesco Panzera era un professore di matematica e ricopriva l’incarico di vice preside del liceo scientifico Zaleuco di Locri (RC). Fu ucciso la sera del 10 dicembre del 1982. Si disse che era stato ucciso perché aveva intenzione di denunziare chi cercava di introdurre la droga nella Scuola. Vittima del suo alto senso del dovere e perché non poteva sopportare ingiustizie e soprattutto non tollerava che i “venditori di morte” potessero “minacciare” l’incolumità dei “suoi ragazzi”. Ad oggi non è stata fatta ancora giustizia e la sua morte continua ad essere “ad opera di ignoti”.     Nota tratta dal libro Dimenticati – Vittime della ‘ndrangheta di Danilo Chirico e…

  • 17 Dicembre 1980 Giugliano (NA). Filomena (Mena) Morlando, vittima innocente, rimase uccisa durante una sparatoria; Francesco Bidognetti, il boss del clan dei casalesi, si fece scudo con il suo corpo.

    Mena Morlando, 25 anni, vittima innocente di camorra di Giugliano (NA). Fu uccisa il 17 dicembre del 1980 perché il boss Francesco Bidognetti si fece scudo del suo corpo durante un conflitto a fuoco con clan rivali, proprio sotto la sua abitazione. Mena, giovane venticinquenne, era scesa per andare in lavanderia. Incappò, invece, nella furia omicida dei clan della camorra che all’epoca si facevano la guerra per spartirsi la torta degli appalti per la ricostruzione delle zone terremotate.   Articolo del 22 Dicembre 2010 da  controlemafie.wordpress.com Le tue ali, poco prima di Natale. Per Mena Morlando, vittima innocente di camorra: uccisa a Giugliano, la sera del 17 dicembre 1980. Scudo…

  • 11 Giugno 1980 Rosarno (RC). Assassinato Giuseppe Valarioti, dirigente del PCI, il “più importante martire dell`antimafia calabrese, ben più che un politico onesto”.

    Giuseppe Valarioti viveva a Rosarno, in Calabria. Era un insegnante precario. Pensava che la politica e la cultura fossero strumenti per sconfiggere la ‘ndrangheta e offrire un’opportunità ai giovani del suo paese. È stato ucciso a trent’anni, la notte tra il 10 e l’11 giugno 1980, mentre usciva dalla cena con cui il Pci festeggiava la vittoria alle elezioni. È il primo omicidio politico in Calabria, quello che affossa il movimento anti ‘ndrangheta. È il battesimo di sangue della Santa, la nuova ‘ndrangheta, che cambia il destino della Calabria. Per sempre. Una vicenda giudiziaria lunga undici anni: testimonianze coraggiose e ritrattazioni repentine, un super pentito che parla e non viene…

  • 20 Agosto 1977 Corleone (PA). Uccisi Giuseppe Russo, Tenente colonnello dei Carabinieri e Filippo Costa, insegnante, mentre passeggiavano nella frazione di Ficuzza.

    La sera del 20 agosto 1977, il tenente colonnello dei Carabinieri, Giuseppe Russo, 47 anni stava passeggiando per Ficuzza, piccola frazione di Corleone, insieme all’insegnante e suo intimo amico Filippo Costa, che di anni ne aveva 57, quando da una Fiat 128 scesero tre o quattro uomini che, a viso scoperto, spararono ed uccisero i due amici. Il tenente colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo, che al momento del fatto era in congedo da alcuni mesi, venne ucciso perché “scomodo”, in quanto essendo stato comandante del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Palermo, conosceva approfonditamente la mafia ed i suoi capi e perché le sue inchieste avevano portato nelle patrie galere molti…

  • 22 novembre 1920 Borgetto (PA). Uccisi Bernardo Taormina e l’amico Francesco Macaluso, giovane maestro di musica che aveva deciso di candidarsi a sindaco e mettersi contro i mafiosi che comandavano in paese.

    Borgetto (PA), 22 novembre del 1920. Il giovane Bernardo Taormina , professore d’italiano mutilato, tornato a casa dopo tanti anni di guerra, strinse amicizia con un certo Francesco Macaluso, giovane maestro di musica che aveva deciso di candidarsi a sindaco di Borgetto e mettersi contro i mafiosi che comandavano in paese. “Bernardo” gli diceva spesso il padre, “lascia stare il maestro Francesco, non è visto bene in paese, non passeggiare con lui nel corso del paese, non l’avvicinare, figlio mio, allontanalo e lascialo solo perché i mafiosi gli possono fare del male”. Bernardo faceva orecchie da mercante, credeva nell’amicizia e nella giustizia, parlava di legalità, dignità e cambiamento. E fu…

  • 16 Maggio 1911 Santo Stefano Quisquina (AG). Uccisione di Lorenzo Panepinto, insegnante, dirigente del movimento contadino e del Partito socialista. Ucciso dalla mafia per la sua attività politica contro lo sfruttamento dei braccianti e dei contadini.

    Lorenzo Panepinto, tornato in Sicilia (1893), dopo qualche anno in cui era vissuto a Napoli, notando “lo stato di subbuglio causato dal movimento dei Fasci siciliani, decise di fondare il Fascio di Santo Stefano Quisquina, sciolto dopo appena pochi mesi dal governo del riberese Francesco Crispi, che represse tutti i Fasci dell’isola. Negli stessi anni aderisce al Partito Socialista Italiano. In seguito fu licenziato dal comune dal posto di maestro elementare per rappresaglia politica: non si scoraggiò, continuò i suoi studi pedagogici e di metologia didattica e pubblicò due volumi nel 1897. All’inizio del XX secolo, alla ripresa degli scioperi agricoli, Panepinto si affiancò ad alcuni dirigenti, come Bernardino Verro…