• 31 luglio 2015 Forcella (NA). Ucciso Luigi Galletta (21 anni) per aver detto “no” alla camorra.

    Luigi Galletta aveva 21 anni e si guadagnava da vivere facendo l’operaio in un’officina a via Carbonara, nel quartiere napoletano di Forcella. Niente precedenti penali. Viene freddato con tre colpi di pistola sparati a bruciapelo. Il ragazzo, ferito in maniera grave, fu trasportato all’ospedale Loreto Mare dove morì poche ore dopo nonostante un disperato intervento chirurgico. Omicidio firmato dalla paranza dei bambini. Era stato avvertito quella stessa mattina del 31 luglio 2015. Gli affiliati della paranza erano entrati nell’officina e quando lui si era rifiutato di dire dove si trovava il suo familiare legato al rivale clan Buonerba, era stato picchiato e ferito. Qualche ora dopo il delitto. Fonte:  vivi.libera.it…

  • 16 Marzo 2011 Bari. Giuseppe Mizzi, 38 anni, operaio, ucciso perché scambiato per un altro.

    Bari. Giuseppe Mizzi venne bruscamente assassinato a due passi da casa sua, il 16 marzo del 2011, mentre rientrava dopo aver acquistato un pacchetto di sigarette. Giuseppe nasce a bari il 23-12-1972, in un quartiere popolare di bari, all’età di 15 anni acquisisce la licenza media e inizia a lavorare con il suo papà nei cantieri svolgendo lavori edili. All’età di 17 anni si trasferisce a Loseto insieme alla sua famiglia. Giuseppe era un ragazzo molto socievole, amava parlare con la gente, amava la musica ed era molto credente. All’età di circa 19 anni partì per il servizio militare e al suo ritorno per mancanza di lavoro cercò di aprire…

  • 14 Novembre 2010 Palmi (RC). Ucciso per errore Martino Luverà, operaio di 33 anni, mentre stava rincasando. Era sulla linea di fuoco del vero obiettivo.

    Era una tragica sera di autunno, il 13 novembre del 2010, quando Martino Luverà, operaio 33enne originario di San Martino di Taurianova, ma da tempo residente in provincia di Imperia, andò incontro, suo malgrado, all’appuntamento con la morte. Un destino baro e assassino lo attendeva mentre stava rincasando nell’abitazione di alcuni parenti presso i quali stava trascorrendo un periodo di vacanza. Quella stessa sera, secondo l’ipotesi accusatoria, Paolo Chiappalone, stava invece per portare a compimento i suoi propositi punitivi nei confronti dell’avvocato Francesco Nizzari, reo di seguire per la moglie la causa di separazione. Secondo gli inquirenti, Luverà avrebbe trovato la morte poiché si trovava sulla linea di fuoco, a…

  • 13 Agosto 2005 Sant’Ilario dello Ionio (RC). Scompare Renato Vettrice, operaio presso un’azienda vivaistica.

    Renato Vettrice, di 40 anni, dipendente presso l’azienda florovivaistica di S.Ilario dello Jonio (RC), scomparve nel nulla il 13 agosto 2005; intorno a mezzogiorno telefonò alla moglie Antonella per avvisarla che da lì a poco avrebbe fatto rientro a casa per il pranzo ma di lui sono rimaste solo alcune gocce di sangue rinvenute nel suo ufficio, all’interno dell’azienda, e sulla sua macchina, ritrovata il giorno seguente alla scomparsa nei pressi della stazione di Locri. Antonella, la moglie, e i suoi tre figli, Giovanni, Gabriele ed Emanuele, nato dopo la sua scomparsa, stanno ancora aspettando, nel dolore, di conoscere la verità sulla sua scomparsa.   Articolo del 13 Agosto 2006…

  • 13 Marzo 2001 Surbo (LE) Resta ucciso Antonio Della Bona, operaio di 33 anni, padre di due bambini, mentre era nel bar “Mille Foglie”. Innocente vittima di una guerra tra clan.

    Il 13 marzo del 2001 fu assassinato per sbaglio l’operaio Antonio Della Bona trovatosi per caso nella traiettoria dei proiettili che uccisero il pregiudicato Fabrizio Negro. Fonte: vivi.libera.it     Fonte:  ricerca.repubblica.it Articolo del 15 marzo 2001 ‘Qui si muore gratis’ di Davide Carlucci «Ai suoi figli non abbiamo ancora detto niente. Del resto, come si fa a spiegare, a due bimbi di due e cinque anni, che il loro papà è morto per sbaglio? Non riusciamo a spiegarcelo noi…». Il fratello di Antonio Della Bona, ucciso per un errore nel Bar «Mille sfoglie» di Surbo, insieme al vero obiettivo del massacro, Fabrizio Negro, è un uomo corpulento con la…

  • 20 Luglio 1998 Pomigliano D’Arco (NA). Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio e Salvatore De Falco, giovani operai, uccisi perché scambiati per altri.

    Alberto Vallefuoco, Rosario Flaminio e Salvatore De Falco Il 20 luglio 1998 in Via Nazionale delle Puglie, nella zone nord-est di Napoli tre operai Salvatore De Falco, Rosario Flaminio e Alberto Vallefuoco, sono stati assassinati, durante l’ora di spacco, davanti al bar nei pressi del pastificio Russo dove lavoravano. I giovani stanno per entrare in macchina quando tre sicari a bordo di una “Lancia Y” con in pugno revolver e kalashnikov ed il volto coperto da cappucci, sparano circa quaranta colpi uccidendo all’istante i tre colleghi e ferendo di striscio la cassiera. I nomi delle tre vittime non dicono nulla a Carabinieri e Polizia. Nessuna segnalazione, nessun precedente, niente di…

  • 14 settembre 1995 Comiso (RG). Giuseppe Cilia, 26 anni, operaio in un mobilificio, restò ucciso in un agguato verso il suo datore di lavoro.

    Giuseppe Cilia,26 anni, operaio in un mobilificio, venne ferito a morte il 14 settembre del 1995 a Comiso (Ragusa). Il commando aveva come obiettivo il proprietario del mobilificio, Giulio Ricca, con alcuni precedenti penali, che rimase ferito assieme a sua figlia Rita e al rivenditore Raffaele Tonchino. Fonte:  vivi.libera.it     Fonte: siciliaantiusura.it  Articolo della Gazzetta del Sud del 19 marzo 2002 Altra spallata ai clan di Vittoria: 43 arresti di Antonio Ingallina RAGUSA – Un’altra spallata ai clan. L’hanno data Carabinieri e Polizia che, a conclusione dell’operazione “Sipario”, hanno notificato 43 ordini di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio…

  • Bivona (AG) 30 Maggio 1994 Ucciso Ignazio Panepinto, titolare di un impianto di calcestruzzo. 19 Settembre 1994 Uccisi Calogero Panepinto, fratello di Ignazio, e Francesco Maniscalco, operaio di 42 anni, presente all’agguato.

    Ignazio Panepinto, 57 anni, imprenditore di Bivona ucciso il 30 maggio 1994. Calogero Panepinto, 54 anni, fratello di Ignazio, ucciso il 19 settembre 1994 insieme al dipendente Francesco Maniscalco, 42 anni. Tre colpi di lupara, il primo alle spalle. Poi, quando fu a terra, altri due sulla testa, una vera esecuzione. L’hanno assassinato il 30 maggio 1994 tra le pietre della sua cava, come a voler anche far capire la ragione di quella ferocia. Per Ignazio Panepinto quel posto a Bivona era tutto quel che aveva. Per questo l’aveva sempre difeso anche a costo della vita, appunto. Gli investigatori inizialmente seguirono una pista sbagliata. Li insospettì il ritrovamento nella cava…

  • 12 Marzo 1991 Locri (RC). Antonio Valente, operaio di 31 anni. Una vendetta trasversale; i titolari della ditta dove lavorava si erano rifiutati di pagare il pizzo.

    Antonio Valente, operaio di 31 anni, muore in ospedale il 12 marzo del ’91, a Locri. La sera prima l’agguato, una vendetta trasversale: i titolari della ditta dove lavorava hanno detto no al pizzo, e gli estorsori decidono di alzare il tiro. Le indagini si orientano subito verso la pista delle estorsioni. Ai fratelli Gallo, titolari della società, erano arrivate diverse richieste di denaro da parte di una banda locale. Somme ingenti. Al rifiuto di versare la mazzetta seguono gli attentati dinamitardi contro i camion e i colpi di pistola contro i mezzi della ditta. Poi l’agguato. Sul campo resta una vittima innocente, Antonio Valente. Fonte: Stopndrangheta.it      …

  • 11 Agosto 1989 Cittanova (RC). Ucciso Francesco Longo, operaio di 38 anni. Vittima innocente di una faida.

    L’operaio Francesco Longo, 38 anni, venne ucciso l’11 agosto del 1989 nel cortile della sua casa a Cittanova. L’uomo era appena uscito per andare a lavorare. Sua moglie Concetta Piromalli racconterà agli investigatori di aver sentito il marito parlare con qualcuno e poi aver udito in sequenza cinque colpi di pistola. Uscita sulla porta vide solo il corpo del marito a terra mentre con il braccio tentava di proteggersi il viso. L’uomo morì sul colpo. Le indagini non portarono all’individuazione dei responsabili dell’omicidio. Gli investigatori compresero fin da subito che la morte di Longo era da collegarsi alla terribile faida che negli anni tra il 1987 e il 1991 lasciò…