• 29 Agosto 1991 Palermo. Assassinato Libero Grassi ”imprenditore, uomo coraggioso, ucciso dalla mafia, dall’omerta’ dell’associazione degli industriali, dall’indifferenza dei partiti e dall’assenza dello Stato”

    Libero Grassi, imprenditore di Palermo, fu ucciso il 29 agosto 1991 da cosa nostra per aver intrapreso un’azione solitaria contro una richiesta di pizzo. Aveva avuto il coraggio di opporsi alle richieste del racket uscendo allo scoperto, denunciando gli estorsori. La sua condanna a morte arrivò con la pubblicazione sul Giornale di Sicilia di una lettera sul suo rifiuto a cedere ai ricatti e proseguì in televisione, intervistato da Michele Santoro a Samarcanda su Rai 3, e anche dalla giornalista tedesca Katharina Burgi della svizzera Neue Zürcher Zeitung (NZZ Folio) colpita dal suo comportamento positivo volto a denunciare i mafiosi. Libero Grassi fu lasciato solo nella sua lotta contro la…

  • 26 Luglio 1991 Palermo. Resta ucciso Andrea Savoca, bambino di 4 anni,

    Andrea Savoca era figlio di Giuseppe Savoca, rapinatore di tir. Era un bambino, perciò non svolgeva ancora un lavoro; era semplicemente insieme al padre e probabilmente, proprio per questo, si sentiva assolutamente sicuro. Lo ricordiamo perché, pur non avendo nessuna colpa, ha pagato con la vita gli errori del padre. Il piccolo Andrea, infatti, si trovava in braccio a suo padre quando questi venne ucciso nel luglio del ’91. Il padre di Andrea, Giuseppe Savoca, era un semplice rapinatore di tir e fu ucciso per ordine dei capimafia Michelangelo La Barbera e Matteo Motisi per «uno sgarro fatto a qualcuno che non doveva essere toccato»; lo «sgarro» probabilmente consisteva in…

  • 9 Maggio 1990 Palermo. Ucciso Giovanni Bonsignore dirigente superiore della Regione Siciliana. Si era opposto alla concessione di un finanziamento “illegittimo” chiesto da un consorzio agroalimentare.

    Giovanni Bonsignore fu dirigente superiore dell’assessorato regionale della cooperazione, del commercio e pesca della Regione Siciliana. Il funzionario pagò con la vita la sua intransigenza e il profondo rigore applicato quotidianamente al suo lavoro. Non si era mai voluto piegare a direttive che contrastavano con la legge e per questo era stato trasferito ad un altro ramo dell’amministrazione. Da dirigente dell’assessorato alla Cooperazione aveva ostacolato la creazione del consorzio agroalimentare , un organismo costato miliardi, recuperati da capitoli di bilanci che egli sosteneva fossero destinati ad altre spese. Giovanni Bonsignore aveva preparato una relazione molto dettagliata nella quale sosteneva che secondo le leggi regionali e statali in vigore, il finanziamento…

  • 30 Marzo 1990 Palermo. Scompare Gaetano Genova, 27 anni, vigile del fuoco, amico di Emanuele Piazza.

    Gaetano Genova, 27 anni, vigile del fuoco, fu ucciso il 30 marzo del 1990 a Palermo. I boss di Resuttana-San Lorenzo lo ritenevano un confidente di Emanuele Piazza, giovane collaboratore del Sisde che fu assassinato il 19 marzo 1990; Genova dodici giorni dopo. Tutti e due sequestrati e uccisi. Grazie alle rivelazioni dei pentiti, un’indagine della Dia di Palermo, coordinata dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia, ha svelato i retroscena della scomparsa. Genova fu attirato in un tranello: la sua auto, una Volvo 244, fu ritrovata il 30 marzo 1990 in piazzale Europa, regolarmente chiusa a chiave. Il giorno dopo, così hanno svelato i pentiti, il suo corpo…

  • 16 Marzo 1990 Palermo. Scompare Emanuele Piazza, collaboratore del Sisde. Insieme a Nino Agostino sventò l’attentato dell’Addaura al giudice Falcone.

    Emanuele Piazza era un poliziotto italiano. Entrò nelle forze dell’ordine come agente della Polizia di Stato. Successivamente, si dimise per trasferirsi nella sua città natale, operando poi come agente dei servizi (SISDE) e “cacciatore di latitanti”. Durante il suo ultimo incarico lavorò anche come autista e guardia del corpo per alcuni politici. Emanuele Piazza scomparve dalla sua abitazione di Sferracavallo, a Palermo, il 16 marzo 1990. Anni dopo la ricostruzione dei fatti avvenne grazie alle rivelazioni di due collaboratori di giustizia, tra cui il suo stesso assassino, Francesco Onorato: quel 16 marzo Emanuele venne attirato fuori dalla sua abitazione da Onorato, ex pugile e suo vecchio compagno di palestra, con…

  • 5 Agosto 1989 Palermo. Uccisi Antonino (Nino) Agostino, agente di polizia, e sua moglie Ida Castelluccio che aspettava un bambino.

    Il 5 agosto 1989 Antonino Agostino, agente di Polizia alla questura di Palermo, era a Villagrazia di Carini con la moglie Ida Castelluccio, sposata appena un mese prima. La sua consorte era incinta di quello che sarebbe stato il loro primo figlio. Mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, un gruppo di sicari in motocicletta arrivarono all’improvviso e cominciarono a sparare sui due. Agostino venne colpito da vari proiettili, mentre la Castelluccio venne raggiunta da un solo colpo e cominciò a strisciare per terra per avvicinarsi al marito morente. I genitori di Agostino, uditi gli spari, andarono a soccorrere il figlio e la…

  • 16 Marzo 1989 Palermo. Antonio D’Onufrio, 39 anni, ucciso perché ritenuto informatore della polizia.

    Antonio D’Onufrio era un barone, possidente terriero, del quartiere Ciaculli, a Palermo. Collaborò con la Criminalpol palermitana fornendo informazioni logistiche sulla sua borgata utili agli investigatori per scovare i molti latitanti nascosti a Ciaculli. Fu ucciso il 16 marzo del 1989, a soli 39 anni. La sua fu un’esecuzione esemplare; dopo una raffica di mitra gli fu inferto un colpo di pistola in bocca. È la firma di Cosa Nostra sui cadaveri di chi ha “parlato troppo”.       Fonte: Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia Antonio D’Onufrio Era un barone, possidente terriero, del quartiere Ciaculli, a Palermo. Collaborò con la Criminalpol palermitana fornendo informazioni logistiche sulla sua borgata utili…

  • 15 Dicembre 1988 Palermo. assassinato Luigi Ranieri, imprenditore 60enne, “non voleva assoggettarsi al sistema degli appalti” controllato da Cosa Nostra

    Luigi Ranieri, 60 anni, imprenditore edile di Palermo, fu ucciso in un agguato davanti alla sua villa perché, hanno ricostruito i magistrati “non voleva assoggettarsi al sistema degli appalti” controllato da Cosa Nostra. La resistenza di Ranieri alle pressioni mafiose è stata confermata da vari pentiti tra cui Salvatore Cancemi, Giovanni Battista Ferrante, Leonardo Messina e Balduccio Di Maggio. Cancemi ha riferito che Riina, contrariato per le scelte dell’imprenditore, sbottò: “Dobbiamo rompergli le corna”.   Articolo del 14 Dicembre 2008 da  lasiciliaweb.it “Grazie papà, il tuo coraggio fermato  soltanto da una mano vigliacca” Toccante dedica, sulle pagine di alcuni quotidiani, del figlio di Luigi Ranieri, l’imprenditore edile assassinato a Palermo…

  • 22 Novembre 1988 Palermo. Resta ucciso Michele Virga nell’agguato al boss di Misilmeri di cui era l’autista.

    Michele Virga venne ucciso a Palermo il 22 novembre 1988 da un proiettile diretto a Don Giovannino Amato (patriarca di Misilmeri) di cui era autista. Fonte liberanet.org       Articolo di La Repubblica del 22 Novembre 1988 MASSACRO IN SICILIA LA MAFIA UCCIDE 6 VOLTE di Francesco Viviano PALERMO Sei morti di mafia nel giro di otto ore in Sicilia. I sicari di Cosa Nostra sono stati mobilitati per uccidere un padrino vecchio stampo a Palermo ed un pregiudicato di una della cosche di Gela dove è in corso una faida sanguinosa senza precedenti. Assieme a loro sono stati assassinati forse due innocenti, colpevoli soltanto di trovarsi in loro…

  • 2 Marzo 1988 Palermo. Ucciso Donato Boscia, 31 anni, direttore del cantiere dell’impresa romana Ferrocementi.

    Aveva 31 anni. Aveva una carriera lunghissima davanti a sé. Era un ingegnere con un cuore grande così e con un’onestà limpida. Si chiamava Donato Maria Boscia e la sera del 2 marzo 1988 fu freddato a Palermo da cinque colpi di pistola. Fu la mafia a decretare il brutale assassinio. Il maxiprocesso, celebrato e conclusosi a Palermo nel 1997 con 22 condanne di cui 14 all’ergastolo, dimostrò che era coinvolto nell’omicidio del giovane ingegnere di Gioia del Colle anche Salvatore Riina. Che Balduccio Di Maggio era implicato nei fatti. Che Donato Maria Boscia morì perché stava costruendo una sezione dell’acquedotto siciliano sul quale la mafia non era riuscita a…