• 14 Gennaio 1988 Palermo, Ucciso Natale Mondo, 36 anni, Assistente Capo della Polizia di Stato Questura di Trapani.

    Natale Mondo (36 anni), Assistente Capo della Polizia di Stato Questura di Trapani Venne ucciso il 14 Gennaio 1988 a Palermo, dinanzi al negozio della moglie. L’Assistente Capo Mondo aveva fatto parte della Squadra Mobile di Palermo, diretta dal vicequestore Ninni Cassarà, con il quale aveva partecipato a molte operazioni infiltrandosi anche all’interno delle cosche mafiose. Sfuggito all’attentato del 6 Agosto 1985, costato la vita al dottor Cassarà e all’agente Roberto Antiochia, era stato accusato da un “pentito” di essere corrotto e al soldo della mafia. Per questo l’Assistente Capo Mondo venne arrestato ed incarcerato. Fu salvato dalla vedova del vicequestore Cassarà e da altri colleghi i quali testimoniarono che…

  • 12 Gennaio 1988 Palermo. Ucciso Giuseppe Insalaco, ex sindaco della città.

    “Il 12 gennaio 1988 a Palermo venne ucciso Giuseppe Insalaco da numerosi colpi di pistola mentre si trovava in macchina, sotto casa sua. Giuseppe Insalaco era stato sindaco di Palermo per soli 3 mesi: dall’aprile al luglio 1984. Poi, rimase sempre più solo: continuava infatti a denunciare le indebite ingerenze di Cosa nostra nella vita politica cittadina. Il 3 ottobre del 1984, fu ascoltato dalla commissione antimafia: precisò di non essere un democristiano pentito ma di avere il dovere di parlare “dei perversi giochi che mi hanno costretto alle dimissioni dopo appena tre mesi”. Dopo la sua morte fu trovato un memoriale in cui Insalaco accusava diversi esponenti della DC…

  • 17 Novembre 1986 Palermo. Rosario Pietro Giaccone, Carabiniere Ausiliario in congedo, fu ucciso in un agguato mafioso.

    Rosario Pietro Giaccone, aveva 26 anni, quando, il 17 novembre 1986 fu ucciso con un’azione da guerriglia in via Verga a Palermo. Il movente starebbe in un episodio di sei anni prima, quando Giaccone, carabiniere ausiliario, si era ritrovato in un conflitto a fuoco con una banda che aveva assaltato la cassa del mercato ortofrutticolo di Palermo. A terra era rimasto il cadavere di un bandito, ucciso da un colpo della pistola d’ordinanza di Giaccone. Quel rapinatore era nipote di Armando Bonanno (successivamente vittima della lupara bianca). Solo nel 1993 la Corte d’Assise di Palermo ha confermato la sentenza che riconosceva la matrice mafiosa dell’omicidio. Nel 2006 gli è stata…

  • 7 Ottobre 1986 Palermo. Claudio Domino, bambino di 11 anni, fu ucciso con un colpo di pistola inferto in fronte a bruciapelo.

      Claudio Domino, 11 anni, era il figlio di un dipendente della Sip. Il padre era anche titolare di un’impresa che gestiva in appalto i lavori di pulizia dell’aula bunker. Claudio Domino fu assassinato a Palermo il 7 ottobre 1986, vicino alla cartolibreria gestita dalla madre. Un giovane in moto e con il volto coperto da un casco chiamò il bambino per nome, mentre stava giocando e, dopo averlo avvicinato, gli puntò la pistola in fronte sparandogli a bruciapelo. Claudio sarebbe stato ucciso perché aveva visto confezionare alcune dosi di eroina in un magazzino. Fonte da: Liberanet.org     Tratto da: liberanet.org Nel 1986, durante il maxiprocesso, viene ucciso un…

  • 10 settembre 1986 Palermo. Luigi Aiavolasit, 22 anni, condannato a morte perché sospettato di non rispettare le regole mafiose.

    Luigi Aiavolasit era stato ucciso in un bar, mentre era con la sua ragazza, da Di Maggio, Di Matteo e La Barbera il 10 settembre 1986. Punito dai Corleonesi perché era un tossicodipendente che commetteva qualche piccolo furto per pagarsi la droga e rovinava con la sua presenza la piazza di San Giuseppe Jato. Molti collaboratori hanno confermato questa tesi durante il processo. In quegli anni, infatti, i mafiosi capeggiati da Riina hanno ucciso tanti giovani solo perché erano drogati, uccisi senza “senso”. E’ attraverso la storia di Luigi che ricostruiamo quel periodo, che leggiamo quel territorio e quel disagio che ha portato le mafie ad arricchirsi attraverso il traffico…

  • 26 Agosto 1986 Palermo. Ucciso Salvatore Benigno, aveva visto due mafiosi dare alle fiamme un’auto.

    Salvatore Benigno, 37 anni, cassiere presso un cinema di Palermo viene ucciso il 26 agosto del 1986. Mentre tornava a casa aveva visto due persone che stavano bruciando un’auto che era servita per andare a compiere un altro omicidio.     Fonte:  centroimpastato.it Ucciso a Palermo Salvatore Benigno, cassiere presso un cinema, che vide dare alle fiamme un’auto da due mafiosi che avevano commesso un omicidio.   Fonte: centroimpastato.it 29 Ottobre 2008 Confermate dalla Cassazione le condanne all’ergastolo per i componenti la cupola mafiosa, accusati, nel processo “Golden Market”, di 36 omicidi negli anni Ottanta e Novanta. Tra i condannati i fratelli Ribisi di Palma di Montechiaro (Ag), mandanti dell’omicidio…

  • 13 Maggio 1986 Palermo. Uccisione di Francesco Paolo Semilia, imprenditore edile

    Nel pomeriggio del 13 maggio 1986 due killer pronti hanno massacrato a pistolettate l’imprenditore edile Francesco Paolo Semilia, 47 anni, che con il padre Antonino ed i fratelli maggiori Ottavio e Michele apparteneva al gruppo di testa dei costruttori palermitani. La mafia delle tangenti a Palermo ha assassinato un altro imprenditore. I Semilia hanno innalzato numerosi tra i più eleganti e vasti edifici della città in quasi 40 anni di un’attività che mai ha dato adito a dubbi ed insinuazioni. Francesco Paolo Semilia è giunto in cantiere verso le 15,30 con la sua Renault-4 che utilizzava giornalmente. Appresso a lui due giovani su una Ritmo bianca che, scesi gli hanno…

  • 29 Gennaio 1986 a Palermo ucciso Francesco Alfano, 26 anni

    Era il 29 gennaio del 1986. Francesco alfano, 26 anni, era andato a trovare la fidanzata Germana all’Addaura (PA), residenza estiva della famiglia di lei. Aveva appena finito di allenare la sua squadretta di calcio, la Virma. Quando decisero di uscire per una passeggiata in centro, salirono sulla Seat Ibiza di Francesco, parcheggiata in via Gualtiero da Caltagirone. Fu allora che dal buio spuntò un uomo che si avvicinò alla vettura e sparò quattro colpi di pistola contro il finestrino lato guida. Francesco non morì subito. Il killer infilò una mano ed esplose altri colpi per finirlo. Anche Germana venne ferita. Gli spari richiamarono l’attenzione del padre della ragazza, Ippolito,…

  • 19 Gennaio 1986 Palermo, omicidio dell’imprenditore Paolo Bottone, 26 anni

    Paolo Bottone era titolare insieme al padre dell’ISAVIA, una ditta di manutenzioni industriali. Probabilmente il delitto è dovuto al rifiuto di pagare il pizzo. Negli anni ’80 a Palermo e provincia sono stati uccisi molti imprenditori, in maggioranza per conflitti interni al mondo mafioso. Alcuni imprenditori sono stati assassinati perché si opponevano alle richieste dei mafiosi o si scontravano con i loro interessi. Fonte: C.tro di documentasione G. Impastato   Articolo di Repubblica del 7 Febbraio 1987 DIVENTA DETECTIVE PER CATTURARE I KILLER DEL FIGLIO di Giuseppe Cerasa PALERMO A cinquantasette anni si è trasformato in detective per dare la caccia agli assassini di suo figlio. Ha raccolto indizi, ha…

  • 25 Novembre 1985 Palermo. Persero la vita Biagio Siciliano e Maria Giuditta Milella, alunni del Liceo Meli, falciati da una macchina della scorta dei magistrati Borsellino e Guarnotta, mentre attendevano l’autobus in via Libertà. 23 furono i feriti.

    Per Biagio Siciliano, 15 anni, e Giuditta Milella, 16 anni, studenti del Liceo Meli di Palermo il 25 novembre del 1985 fu l’ultimo giorno di scuola. Una macchina di scorta che accompagnava i giudici Guarnotta e Borsellino piombò sulla fermata del liceo Meli a piazza Croci, sui ragazzi assiepati in attesa dell’autobus che li portasse a casa, alla fine delle lezioni. Ci furono 23 feriti ma i due studenti furono sfortunati. Biagio Siciliano morì subito. Giuditta Milella spirò l’1 dicembre successivo.     Articolo di La Stampa del 26 Novembre 1985 Auto falcia la folla un morto e 23 feriti PALERMO — Un’auto dei carabinieri di scorta all’«Alfetta» blindata con…