• 25 maggio 2017 Reggio Calabria. Assassinato Bruno Ielo, 66 anni, tabaccaio, ex carabiniere. Volevano che chiudesse l’attività.

    Bruno Ielo, 66 anni, tabaccaio, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa la sera del 25 maggio 2017, esploso da un killer da distanza ravvicinata, mentre rientrava a casa con lo scooter sulla strada Nazionale per Catona. Bruno Ielo venne ucciso per strada su mandato di un esponente della ‘ndrangheta reggina in modo plateale con una pistola abbandonata accanto al cadavere, perché non si era voluto piegare al diktat della cosca di chiudere la tabaccheria che da circa un anno aveva aperto a Gallico, facendo concorrenza a quella del mandante dell’omicidio, elemento di spicco della famiglia Tegano. Il delitto con la sua efferatezza e connotazione simbolica doveva…

  • 7 Gennaio 2011 Reggio Calabria. Assassinato Giuseppe Sorgonà, parrucchiere di 25 anni, mentre era in macchina con il figlio di 2 anni.

    Giuseppe Sorgonà è stato assassinato a Reggio Calabria il 7 gennaio del 2011 mentre era in macchina con suo figlio di appena 2 anni. Aveva 25 anni e lavorava come parrucchiere in un centro estetico. Nessun contatto con la criminalità, un bravo ragazzo, come ribadì anche il sacerdote durante la funzione funebre, come piangono parenti e amici che chiedono verità e giustizia. Le indagini sono ancora in corso. Ogni anno l’associazione fondata a suo nome organizza a Mosorrofa, il suo paese, un torneo di calcetto perché, come cita uno striscione esposto ogni anno “Nessuno riuscirà mai a spegnere il tuo sorriso”.   Articolo da  reset-italia.net La Calabria e l’assassinio di…

  • 1 Agosto 2007 Reggio Calabria. Resta ucciso Luigi Rende, guardia giurata, nel tentativo di sventare una rapina al furgone portavalori.

    Luigi Rende ha 31 anni, è sposato con Angela ed ha una bambina di due anni, Sharon. Come lavoro fa la guardia giurata a Reggio Calabria. L’1 agosto del 2007, primo giorno di lavoro dal rientro dalle ferie, è di scorta al portavalori della Sicurtrasport che trasporta il suo carico all’ufficio postale di Via Ecce Homo, quando in sei tentano di rapinarlo. Sono solo in due a difendere il portavalori ma, nonostante la disparità, riescono a ferire tre dei banditi e metterli in fuga. Purtroppo nel conflitto a fuoco, uno dei banditi, riesce a colpire a morte Luigi Rende. Gli assalitori sono stati tutti arrestati e, a giugno 2014, condannati…

  • 25 Giugno 1995 Reggio Calabria. Ucciso Peter Iwule Onyedeke, nigeriano di 33 anni, studente di architettura

    Anche l’africano Peter Iwule Onyedeke è una vittima della ‘ndrangheta. Nigeriano di 33 anni, studente di Architettura, è stato assassinato inspiegabilmente il 25 giugno 1995 a Reggio Calabria. Per arrotondare le misere entrate (dava una mano in un mobilificio della periferia), faceva il parcheggiatore abusivo. Quella notte stava nello spiazzo di fronte ad una discoteca del quartiere Gallico Marina. Chiedere dei soldi ad uno ‘ndranghetista è inopportuno, se poi a farlo è un africano si tratta di un’offesa. Piovono sei colpi di pistola calibro 45, tutti al torace, poi la fuga a bordo di un’auto rubata dei soliti ignoti che nessuno ha visto. Peter era sposato e aveva due figli…

  • 16 marzo 1994 Reggio Calabria. Scompare Angela Costantino, 25 anni, madre di quattro figli, uccisa per aver tradito il marito boss della ‘ndrangheta

    Angela Costantino, venticinque anni e madre di quattro figli, scomparve dalla sua casa di Reggio Calabria il 16 marzo 1994. Era moglie del boss della ‘ndrangheta Pietro Lo Giudice, detenuto nel carcere di Palmi. Dopo 18 anni, grazie alle rivelazioni di alcuni pentiti si è saputa la verità. Angela Costantino è stata strangolata in casa ed il suo corpo fatto sparire, condannata a morte dalla famiglia del marito per averlo tradito mentre lui era in carcere.       Fonte:  repubblica.it  Articolo del 14 aprile 2012 Tradì il marito boss mentre era detenuto Così madre di 4 figli fu uccisa dai parenti Operazione contro la cosca Lo Giudice a Reggio…

  • 16 Aprile 1993 Reggio Calabria. Ucciso Giuseppe Marino, Vigile Urbano di 42 anni.

    Il 16 aprile 1993 il vigile urbano Giuseppe Marino viene ucciso a Reggio Calabria nei pressi della Villa Comunale mentre sta verificando il rispetto dell’ordinanza comunale che vieta il transito e la sosta di automobili e motocicli lungo il Corso Garibaldi. Sposato e padre di due bambine, Giuseppe Marino aveva 43 anni. Del suo omicidio si è autoaccusato il pentito Calabrò. Fonte: stopndrangheta.it           Articolo da LA STAMPA del 17 Aprile 1993 Multa un’auto in divieto, ucciso Vigile urbano a Reggio Calabria, ferito collega  di Diego Minuti Scene da Far West in centro: fuoco sugli agenti mentre arriva il carro-attrezzi REGGIO CALABRIA Si può morire per…

  • 28 Settembre 1991 Reggio Calabria. Uccisi Demetrio Quattrone e Nicola Soverino. Il secondo ucciso solo per non lasciare testimoni.

    La sera del 28 settembre 1991, tra gli aranceti di Villa San Giuseppe, a Reggio Calabria, vengono assassinati l’ingegnere Demetrio Quattrone e il medico Nicola Soverino. “L’ingegnere Demetrio Quattrone ha 42 anni, una fama di professionista inflessibile, un importante incarico di funzionario all’Ispettorato provinciale del Lavoro dove coordina la delicata attività di controllo nei cantieri edilizi. Non meno impegnativo il suo compito di consulente tecnico presso i Tribunali di Reggio, Palmi e Locri. Ama le cose fatte bene. È rigoroso, puntiglioso. Vive con la moglie Domenica Palamara e i tre figli – Rosa, Antonino e Maria Giovanna – nel mulino di proprietà del suocero ristrutturato tra gli agrumeti di Villa…

  • 10 Luglio 1991 Reggio Calabria. Assassinato Antonino Cordopatri. Si era rifiutato di cedere le terre ai capi della ‘ndrangheta.

    A Reggio Calabria ucciso il propietario terriero Antonino Cordopatri. Si era rifiutato di cedere le terre ai capi della ‘ndrangheta. La sorella dell’ucciso, Teresa, che ha denunciato Francesco Mammoliti, poi condannato all’ergastolo, è stata costretta a svolgere personalmente i lavori agricoli, aiutata da volontari delle associazioni antimafia, perché non riusciva a trovare manodopera per le intimidazioni dei mafiosi. Nel 2004 le è stata inviata una richiesta di risarcimento danni in seguito ad un suo esposto a Csm in cui chiedeva spiegazioni su “disattenzioni”, che a suo avviso c’erano state, da parte degli inquirenti nel periodo precedente alla morte del fratello, quando erano stati denunciati i Mammoliti. L’esposto che doveva rimanere…

  • 1 Settembre 1990 Reggio Calabria. Ucciso Domenico Catalano, 16 anni, perché scambiato per un altro.

    Domenico Catalano fu ucciso il 1 settembre 1990 a Reggio Calabria, aveva appena sedici anni, residente a Roma, era a Reggio per le vacanze presso la casa di origine dei genitori. Nessuna “vicinanza pericolosa”, nessun legame “ambiguo”, morì per un tragico errore. Gli incaricati di segnalare il suo passaggio credettero di individuare in lui la vittima designata perché la sorte decise che quella sera entrambi dovessero indossare una maglia a righe e dovessero circolare su un ciclomotore.         Articolo del 2 Settembre 1990 da  ricerca.repubblica.it  SPARATORIA A REGGIO MUORE UN RAGAZZO REGGIO CALABRIA Un ragazzo di 16 anni, Domenico Catalano, è stato ucciso ieri sera in una…

  • 17 Gennaio 1987 Reggio Calabria. Antonino Scirtò ferroviere di 41 anni, resta ucciso in un agguato contro un’altra persona

    Antonio Scirtò, 41 anni, ferroviere, fu ucciso per caso, alla periferia di Reggio, perché con la sua auto si trovò a passare nel luogo in cui un commando attentava alla vita di un pregiudicato. Nell’agguato rimase ferito in modo grave anche un ragazzino di tredici anni che stava andando a scuola, e un altro giovane pregiudicato. I killer aspettavano dietro una curva. Quando l’auto condotta dalla vittima predestinata, spuntò dietro l’angolo, partì una micidiale scarica di colpi di lupara e di pistola. La Renault dell’obiettivo però era preceduta di pochi metri dall’auto di Antonio Scirtò, il quale, investito in pieno dalla raffica di pallettoni morì, innocente, sul colpo.    …