• “Un patto fra clan per fare affari”: gli appunti segreti di Dalla Chiesa di Salvo Palazzolo

    “Un patto fra clan per fare affari”: gli appunti segreti di Dalla Chiesa di Salvo Palazzolo Dagli archivi della prefettura del capoluogo spuntano tre note inedite: “C’è un filo che lega i delitti Mattarella, La Torre, Costa e Terranova” «Per combattere la mafia occorrono più che mezzi straordinari, unitarietà di intenti, intelligenza e fantasia». E ancora: «È necessario un colloquio costruttivo tra tutti gli organi dello Stato senza alcun desiderio di primeggiare l’uno sugli altri. È meglio essere “mezzofondisti” che “centrometristi”». Dagli archivi della prefettura di Palermo riemergono tre documenti con le parole di Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto per cento giorni, mentre la città era insanguinata dalla strategia del…

  • Nel labirinto delle mafie a cura di Attilio Bolzoni ed Enrico Bellavia

    Articolo del 16 Luglio 2017 da mafie.blogautore.repubblica.it Nel labirinto delle stragi di Attilio Bolzoni In quei due mesi è accaduto molto ma non tutto. Dal 23 maggio al 19 luglio 1992, cinquantasette giorni, bombe e autobombe, ucciso Giovanni Falcone, ucciso Paolo Borsellino. Tanti i segreti che sono stati seppelliti in questo quarto di secolo, tante le verità che ancora l’Italia non conosce. A farci entrare nel labirinto delle stragi per il blog Mafie è Enrico Bellavia, giornalista di Repubblica che con il suo sapere ci accompagna dall’Addaura ai grandi misteri che ancora si inseguono dopo venticinque anni. E’ un lungo racconto ma non è solo un racconto. E’ anche un…

  • I MARTIRI DEL FEUDO di Piero Violante

    Ai carabinieri e alla polizia, ma anche ai giudici, non piaceva l’idea che un sindacalista o un dirigente politico o peggio un contadino fosse ammazzato per motivi politici. A partire dal ’44, ma sino agli anni Ottanta, cercavano altre piste. Il gallismo siciliano faceva allusione ad un sempre impellente “cherchez la femme” come movente del delitto; e in mancanza di quest’oggetto pruriginoso si ripiegava sui rancori che, si sa, sono perenni; o su questioni di interesse. Insomma, tutto fuorché la politica. Anche se i morti ammazzati dinanzi le porte di casa o nelle stradelle di campagna erano uomini che appartenevano alle organizzazioni operaie e spendevano letteralmente la vita per l’affermazione…

  • QUELL’ ORA FATALE SUL TRENO DEL SUD di Enzo Biagi

    QUELL’ ORA FATALE SUL TRENO DEL SUD di Enzo Biagi CONOSCO quei posti. Ci sono stato durante la guerra. Ricordo il capostazione di Ca’ di Landino, che costruiva treni in miniatura, il velluto rosso nei sedili delle prime classi, e la locomotiva fischiava cupa imboccando la galleria. So com’ è il paesaggio di questi giorni: la galaverna imbianca gli alberi, l’aria tersa odora di legna bruciata, nella notte di Natale si usa accendere i falò: e c’è quasi sempre la luna sui monti. Sono paesi dell’Appennino emiliano, e quella che si ritrova in piazza o all’osteria è la mia gente: di là dal crinale, la Toscana. Immagino quel rapido che…

  • “Un uomo solo contro la mafia” l’ultima intervista al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

    L’ultima intervista al Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa di Giorgio Bocca, da La Repubblica del 10 agosto 1982 “Un uomo solo contro la mafia “ PALERMO – La Mafia non fa vacanza, macina ogni giorno i suoi delitti; tre morti ammazzati giovedì 5 fra Bagheria, Casteldaccia e Altavilla Milicia, altri tre venerdì, un morto e un sequestrato sabato, ancora un omicidio domenica notte, sempre lì, alle porte di Palermo, mondo arcaico e feroce che ignora la Sicilia degli svaghi, del turismo internazionale, del “wind surf” nel mare azzurro di Mondello. Ma è soprattutto il modo che offende, il “segno” che esso dà al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e allo…

  • Venti anni dopo lo stesso silenzio che causò la morte di Patti e di Parisi – di Luca Tescaroli

    Venti anni dopo lo stesso silenzio che causò la morte di Patti e di Parisi di Luca Tescaroli Articolo del 23 febbraio 2005 Bastarono cinque giorni a cosa nostra per spazzare via due imprenditori non graditi. Era il mattino del 23 febbraio 1985 quando un nutrito commando di uomini d’onore assassinò il titolare dell’ Icem s.p.a., la società che, sin dal 1970, aveva in appalto la manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica della città di Palermo. L’ingegner Roberto Parisi morì con il suo autista Giuseppe Mangano, mentre si trovava a bordo di un’autovettura Fiat 131, di colore blu, in via Partanna Mondello. I killers li investirono con una vera e…