• Così Rocco Chinnici svelò la “mafia spa” di Umberto Santino

    Così Rocco Chinnici svelò la “mafia spa” di Umberto Santino Articolo del 29 Luglio 2014 da  palermo.repubblica.it Tratto da: lesiciliane.org/casablanca Capì che il delitto Impastato non era il gesto di un terrorista. Iniziatore del pool intuì il peso finanziario di Cosa nostra Ho cominciato a frequentare Rocco Chinnici dopo l’assassinio di Peppino Impastato. L’inchiesta era stata subito chiusa, in base alla convinzione, diffusa dalle forze dell’ordine e condivisa da gran parte della magistratura, che si fosse trattato di un atto terroristico compiuto da un suicida o da un attentatore inesperto, ma le denunce dei compagni di militanza, dei familiari di Peppino, che rompevano con la parentela mafiosa, di noi del…

  • Così non si può vivere Rocco Chinnici: la storia mai raccontata del giudice che sfidò gli intoccabili di Fabio De Pasquale e Eleonora Iannelli

    Così non si può vivere Rocco Chinnici: la storia mai raccontata del giudice che sfidò gli intoccabili di Fabio De Pasquale e Eleonora Iannelli Fonte  castelvecchieditore.com Palermo come Beirut. Estate 1983: la Cupola di Cosa nostra con un’autobomba sconvolge la città e l’Italia intera. Strade sventrate, scenari da guerra civile. Il tritolo, usato per la prima volta per un delitto eccellente, uccideva un giudice antimafia, il “capo” di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il consigliere dell’Ufficio istruzione aveva esagerato, doveva essere punito e fermato prima che scoprisse troppo. Rocco Chinnici dava la caccia alla mafia militare, ma soprattutto ai colletti bianchi, per stanare il terzo livello, quello degli intoccabili. Aveva…

  • «È un cammino difficile, lungo, pieno di insidie» di Rocco Chinnici (Ottobre 1981)

    da L’Unità del 30 Luglio 1983 Stralci dell’intervento che il giudice Rocco Chinnici svolse al convegno internazionale su «Mafia e potere», nell’aula magna dell’università di Messina nei giorni 19-23 ottobre 1981. «ll merito di una presa di coscienza nella lotta contro la mafia va, indubbiamente, a quelle forze politiche riformatrici e progressiste e a quegli studiosi, che per vocazione hanno combattuto la mafia, fin dal suo affermarsi come forza occulta, reazionaria e criminale; va alle vittime di ieri e di oggi, che operando nel campo politico o della amministrazione dello Stato, hanno portato avanti la lotta per la redenzione delle zone nelle quali la malapianta ha messo radici. Abituati a…

  • 29 Luglio 1983 Palermo. Strage di Via Pipitone Federico. Persero la vita il magistrato Rocco Chinnici, i Carabinieri della scorta Maresciallo Mario Trapassi e l’ Appuntato Salvatore Bartolotta, ed il portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi.

    Rocco Chinnici, capo dell’ufficio istruzione del tribunale di Palermo, è stato ucciso il 29 luglio 1983 con una Fiat 127 imbottita di esplosivo davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico a Palermo, all’età di cinquantotto anni. Ad azionare il detonatore che provocò l’esplosione fu il killer mafioso Pino Greco. Accanto al suo corpo giacevano altre tre vittime raggiunte in pieno dall’esplosione: il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico, Stefano Li Sacchi. In Assise il giudice Antonino Saetta si contraddistinse per le dure pene inflitte ai killer; fu anche lui ucciso, insieme al figlio…