• 5 Aprile 1994 San Cipirello (PA). Cosimo Fabio Mazzola, ucciso perché ex fidanzato della moglie di un mafioso.

    La sera del 5 aprile del 1994 un commando guidato da Enzo Brusca uccide Cosimo Fabio Mazzola, 27 anni, mentre rincasa in via Pietro Nenni, a San Cipirello (PA), a bordo della sua Fiat Tipo rossa. Viene ucciso come un boss ma Fabio era un bravo ragazzo. La sua unica colpa è aver frequentato una ragazza, figlia di un boss, costretta dal padre a sposare un aspirante “uomo d’onore”. Sembra che la ragazza telefonasse ancora a Fabio che, nel frattempo, si era fidanzato con un’altra ragazza. Punto nell’orgoglio dalle voci di alcuni amici, “l’uomo d’onore”, che è poi divenuto collaboratore di giustizia, si rivolge ai Brusca e chiede il permesso…

  • 25 Aprile 1946 A San Cipirello (PA). I fratelli Giuseppe e Mario Misuraca vengono giustiziati da banditi della banda Giuliano.

    I fratelli Giuseppe e Mario Misuraca avevano abbandonato la banda e avevano cominciato a collaborare con la giustizia. Tratto da: La strage di Portella Della Ginestra […] Giuliano non era meno clemente con i suoi accoliti, quando questi «non rimanevano fedeli alla banda» oppure venivano «ritenuti ‘spie’». La sera del 25 aprile del 1946, a San Cipirello (PA), Salvatore Giuliano, con Gaspare Pisciotta, i fratelli Giuseppe e Salvatore Passatempo, e Salvatore Ferreri «Frà Diavolo», prelevarono dalle rispettive abitazioni i tre fratelli Giorgio, Mario e Giuseppe Misuraca intesi «Murtareddi» e il loro cognato Salvatore Cappello e li condussero nella piazza principale dove furono disposti uno a fianco dell’altro con le spalle…

  • 20 Giugno 1945 San Cipirello (PA). Ucciso Filippo Scimone, maresciallo dei carabinieri.

    Il maresciallo capo Scimone, cui viene intitolata la caserma, nacque a Riesi da una famiglia di agricoltori il 26 gennaio 1899 e, seguendo la sia naturale inclinazione, giovanissimo si arruolò partecipando attivamente al primo conflitto mondiale con la famosa classe dei “ragazzi del 1899”. Alla fine della Grande Guerra, vincitore di concorso, divenne Vicebrigadiere nelle fila dell’Arma dei Carabinieri, sino a raggiungere, nel corso degli anni, il grado di Maresciallo Capo. L’agguato, in cui il sottufficiale rimase ferito mortalmente, si ritiene maturò nell’ambito ritorsivo all’uccisione del comandante dell’E.V.I.S. (Esercito Volontario Indipendentista Siciliano componente militare del Movimento Indipendentista Siciliano di cui faceva parte il noto Salvatore Giuliano), avvenuto a seguito di…