• 4 Marzo 1976 Mezzojuso (PA). Ucciso Giuseppe Muscarella, 50 anni, padre di quattro figli, dirigente dell’Alleanza coltivatori.

    Giuseppe Muscarella, 50 anni, sindacalista, contadino, sposato e padre di quattro bambini, è stato ucciso a Mezzojuso (PA), con due fucilate alle spalle, il 4 marzo del 1976. Gli assassini, dopo averlo freddato, gli hanno impiccato la cavalla sulla quale stava rientrando a casa. Due anni prima aveva rotto con la Coldiretti e con una ottantina di contadini poveri e piccoli allevatori aveva fondato l’Alleanza coltivatori e, con 26 di loro, fondato una cooperativa. Aveva promosso una campagna per l’acquisto collettivo di fertilizzanti rompendo il monopolio delle cosche, fertilizzanti acquistati direttamente al prezzo di 10.800 lire al quintale contro le 18 mila lire imposto con le “intermediazioni parassitarie”. Per i…

  • 18 Giugno 1975 Roccamena (PA). Ucciso Calogero Morreale, 35 anni, sindacalista ed attivista socialista.

    Calogero (Lillo) Morreale era un dirigente socialista dell’Alleanza contadina. Colpevole di aver sospettato imbrogli che giravano intorno ai lavori per l’invaso Garcia. “Una grande abbuffata” che ha favorito potenti “famiglie” siciliane. Diga per la quale morirono anche il colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo e il suo amico-confidente Filippo Costa (20/08/77) e il giornalista (cronista giudiziario del Giornale di Sicilia) Mario Francese (26/01/79) che aveva scritto sull’ “affare” della diga.       Articolo da La Stampa del 20 Giugno 1975 È stata la “mafia agraria” a uccidere l’attivista psi? di Antonio Ravidà Palermo: una nuova pista seguita nelle indagini. Calogero Morreale è il ventisettesimo sindacalista assassinato in Sicilia – Suo…

  • 24 Marzo 1966 Tusa (ME) uccisione di Carmelo Battaglia, sindacalista, assessore comunale socialista

    “Carmelo Battaglia era stato uno dei soci fondatori della cooperativa di Tusa (ME), nata nel 1945 per la concessione delle terre incolte. Nel 1965, i contadini e coltivatori soci di questa cooperativa, insieme a quelli soci della cooperativa di Castel di Lucio, erano riusciti ad acquistare, dalla baronessa Lipari, il feudo Foieri, di 270 ettari. Subito dopo l’immissione nel possesso del fondo, sorsero forti contrasti con il gabellotto comm. Giuseppe Russo – ex vice-sindaco DC di Sant’Agata di Militello – e con il sovrastante Biagio Amata, che avevano avuto in gestione il feudo fino ad allora. Costoro pretesero dai nuovi proprietari la cessione di una parte dell’ex-feudo, per farvi svernare…

  • 18 Febbraio 1962 Alcamo (TP). Ucciso il sindacalista Giovanni Marchese

    Giovanni Marchese era nato ad Alcamo il 22 Ottobre del 1922. Impiegato, gran lavoratore e sindacalista nell’azienda di trasporti dove lavorava, fu assassinato nella sua città la sera del 18 febbraio 1962. Mentre, come al solito, era intento ad aiutare sua moglie nella gestione del panificio di famiglia, diversi colpi di arma da fuoco misero fine alla sua vita. Giovanni era un uomo instancabile, pronto a fare mille sacrifici per la sua famiglia ma anche per i diritti di tutti coloro i quali venivano sfruttati, beffeggiati e derisi dall’inosservanza delle leggi sul lavoro e sulla salute dei lavoratori. Non poteva tollerare di vedere gente indifesa, spesso ignorante, essere umiliata da…

  • 27 Settembre 1960 Lucca Sicula (AG). Ucciso Paolo Bongiorno, bracciante agricolo, segretario della Camera del Lavoro di Lucca Sicula, padre di cinque figli con uno in arrivo.

    Paolo Bongiorno fu assassinato il 27 settembre del 1960 a Lucca Sicula (AG) dove risiedeva dal 1949. Aveva 38 anni e lasciò cinque piccoli orfani, il più grande aveva 14 anni e il più piccolo 2. La moglie era in attesa di un altro bambino. Bracciante agricolo, era Segretario della locale Camera del Lavoro (CGIL) ed era stato appena candidato nelle liste del PCI, al quale era iscritto dal 1946, per le elezioni, per il Consiglio Comunale, che si sarebbero tenute il successivo 6 novembre. “Era benvoluto da tutti ma ad alcune “cricche” cominciava a dare fastidio. Reclamava più diritti sociali, un salario più alto, condizioni e orari di lavoro…

  • 18 Marzo 1958 Licata (AG). Ucciso Vincenzo Di Salvo, 32 anni, dirigente sindacale.

    Vincenzo Di Salvo fu ucciso a Licata (AG) il 18 marzo del 1953. Era un dirigente del settore edile della camera del lavoro di Licata, difese i diritti di un gruppo di operai edili che non ricevevano lo stipendio dalla ditta per cui lavoravano, “il sovrastante della ditta (un mafioso licatese) se lo porta a discutere in una strada isolata e l’uccide”.       Articolo da L’Unità del 19 Marzo 1958 Un dirigente sindacale assassinato ieri a Licata La vittima dirigeva la locale lega degli edili – È stato ucciso con un colpo di pistola al petto – I sospetti su un noto mafioso Licata, 18 – Nella tarda…

  • 13 Agosto 1955 Cattolica Eraclea (AG). Assassinato Giuseppe Spagnolo, contadino, presidente della cooperativa La Proletaria e segretario della Camera del lavoro.

    Giuseppe Spagnolo, dirigente politico e primo sindaco di Cattolica Eraclea dalla fondazione della Repubblica, fu ucciso con sette colpi di lupara sparati da distanza ravvicinata da tre o quattro sicari della mafia locale, in contrada Bissana, tra Cattolica Eraclea e Cianciana, la notte tra il 13 e 14 agosto 1955. Nel 1945, insieme all’allora studente universitario Francesco Renda, fondò la cooperativa La Proletaria con la quale gestivano le terre incolte dei nobili latifondisti dopo averle conquistate con le occupazione delle terre e aspri scontri con i gabellotti e i campieri della mafia al servizio dei padroni. Spagnolo fu attivista e segretario del Partito comunista locale e della Camera del Lavoro…

  • 16 Maggio 1955 a Sciara (PA) Assassinio del sindacalista Salvatore Carnevale

    Salvatore “Turi” Carnevale (Galati Mamertino, 23 settembre 1923 – Sciara, 16 maggio 1955) è stato un sindacalista italiano. Bracciante e sindacalista socialista di Sciara (PA), Salvatore Carnevale venne assassinato, a 31 anni, il 16 maggio 1955 all’alba mentre si recava a lavorare in una cava di pietra gestita dall’impresa Lambertini. I killer lo uccisero mentre percorreva la mulattiera di contrada Cozze secche. Salvatore Carnevale aveva dato molto fastidio ai proprietari terrieri per difendere i diritti dei braccianti agricoli: era infatti molto attivo politicamente nel sindacato e nel movimento contadino. Nel 1951 aveva fondato la sezione del Partito Socialista Italiano di Sciara ed aveva organizzato la Camera del lavoro. Nel 1952…

  • 7 Agosto 1952 Caccamo (PA). Ucciso a colpi d’accetta il contadino Filippo Intili. Voleva dividere il prodotto dei campi, che aveva a mezzadria, secondo il decreto del ministro Gullo del 1944.

    Filippo Intili è nato a Montemaggiore di Belsito (PA) il 10 febbraio del 1901. Lavorava a Caccamo ed era un contadino che militava nel partito comunista. Intili, quando fu ucciso aveva 51 anni. Moglie e tre figli alla sua morte vendettero la terra e gli animali, la moglie morì e i figli si trasferirono a Pisa. Per l’omicidio vennero arrestati due uomini che al processo vennero assolti. I familiari hanno chiesto il risarcimento come vittime della mafia, ma non è stato concesso. Intili coltivava la terra. Oltre a svolgere il suo lavoro nei campi prendeva parte alle proteste dei contadini che rivendicavano l’applicazione della riforma agraria. Lo ricordiamo perché ha avuto…

  • 1 Aprile 1948 Camporeale (PA). Ucciso Calogero Cangelosi, 42 anni, sindacalista.

    Calogero Cangelosi, 42 anni, sposato con quattro figli, segretario della CGIL di Camporeale (PA), si batteva per l’applicazione dei decreti Gullo sulla divisione del grano a 60 e 40 e sulla concessione alle cooperative contadine delle terre incolte e malcoltivate degli agrari. La sera del 1° aprile del 1948, nonostante fosse sempre scortato dagli amici del sindacato, mentre faceva ritorno alla propria abitazione, qualcuno con un mitra sparò sul gruppo ferendone gravemente due ma Calogero, colpito alla testa e al petto, spirò all’istante. “Calogero Cangelosi fu il 36esimo sindacalista assassinato dalla mafia in quegli anni del secondo dopoguerra. Per quell’omicidio, la giustizia «ingiusta» di allora non riuscì nemmeno ad imbastire…