• 13 Aprile 2000 Marina di Gioiosa Jonica (RC). Ucciso da un’autobomba l’imprenditore Domenico Gullaci.

    Domenico Gullaci, detto Mimmo, era un imprenditore, contitolare con il fratello di una ditta di materiali per l’edilizia, sposato e padre di quattro figli; fu ucciso a Marina di Gioiosa Ionica il 13 aprile del 2000. Secondo le ricostruzioni, Domenico Gullaci uscì di casa, in via Primo maggio, attraversò la strada, fece scattare l’antifurto della sua Mercedes, parcheggiata davanti alla caserma dei carabinieri. Immediatamente un boato scosse la città: l’esplosione venne sentita anche a Siderno e Roccella Jonica, a chilometri di distanza. Domenico Gullaci morì all’istante dilaniato da una carica di tritolo piazzata sotto il sedile della sua auto. Gli uomini del Ccis (Centro carabinieri investigazioni scientifiche) di Messina dichiararono…

  • 31 Ottobre 1999 Benestare (RC) Ucciso l’imprenditore Antonio Musolino. Si era ribellato alla ‘ndrangheta.

    Antonio Musolino non era un eroe e non viveva in un paese di eroi. Era solo un piccolo imprenditore che alla mafia non voleva piegarsi. Anni fa aveva pure denunciato un tentativo di estorsione ma gli uomini del pizzo erano rimasti senza volto. Ora l’hanno ammazzato il geometra Antonio Musolino, 54 anni, famiglia perbene, stimata, “lontana dagli ambienti malavitosi”, come dicono gli investigatori. Aveva una piccola impresa edile e non avrebbe voluto assumere gente segnalata dai clan, aveva un piccolo frantoio e non intendeva proprio assecondare le richieste estorsive e non solo quelle, pensano gli investigatori della polizia coordinati dal sostituto procuratore Mirella Conticelli. L’hanno ammazzato, così, il 31 ottobre…

  • 23 Maggio 1998 Gela (CL) ucciso Orazio Sciascio, commerciante di 67 anni, in un tentativo di rapina

    Orazio Sciascio Orazio Sciascio aveva 67 anni, e si trovava nel suo negozio di generi alimentari a Gela quel 23 maggio del 1998, quando si è ribellato a un tentativo di rapina ed è stato ucciso con un colpo di fucile calibro 12. Fonte: Liberanet.org     Articolo del 13 Settembre 2015 da lastampa.it In carcere 10 anni per omicidio, ma ad uccidere non era stato lui di Fabio Albanese Condannato nel 1998 a Gela, ieri è stato completamente scagionato Dieci anni e tre mesi in carcere. E un calvario giudiziario di 17 anni finito solo adesso. Mirko Turco non aveva ancora 18 anni quando fu accusato prima dell’omicidio di…

  • 12 Settembre 1997 Alcamo (TP) Gaspare Stellino, morto suicida perché solo contro il racket delle estorsioni.

    Gaspare Stellino, 53 anni, titolare di una torrefazione nel centro di Alcamo (TP) si è suicidato il 12 settembre del 1997, per paura di dover confermare agli investigatori le accuse contro i boss che da anni lo taglieggiavano, che continuano a imporre il pizzo a decine e decine di commercianti, imprenditori, artigiani e chiunque svolga un’attività, compresi gli ambulanti, sperando così di “salvare” la sua famiglia dalle loro ritorsioni.     Articolo del 31 Luglio 2008 da senzamemoria.wordpress.com Suicidio da Pizzo, da soli si muore IL SUICIDIO DI GASPARE STELLINO, COMMERCIANTE ALCAMESE È il 12 settembre del 1997. Ci troviamo ad Alcamo e fa ancora caldo. Gaspare Stellino di 57…

  • 19 Giugno 1997 Palermo. Ucciso il costruttore Angelo Bruno.

    Ucciso a Palermo il costruttore Angelo Bruno. Si pensa che avesse avuto richieste estorsive a cui non aveva potuto far fronte. I familiari dicono che è morto come Libero Grassi, ma l’imprenditore non aveva mai parlato di estorsioni neppure con loro; negli ultimi tempi aveva mostrato qualche preoccupazione, anche per la crisi del settore edilizio. Si fa l’ipotesi che ad uccidere il costruttore sia stato Salvatore Grigoli, arrestato qualche ora dopo, ma Grigoli negherà di avere compiuto il delitto. Fonte: Centro Siciliano di Documentazione G. Impastato   Articolo dell’Unità del 20 Giugno 1997    Preso Salvatore Grigoli il killer di don Puglisi agli ordini dei Graviano ROMA. Si stava cucinando la…

  • 12 dicembre 1996 Gragnano (NA). Michele Cavaliere muore in ospedale, dopo un mese in coma. Piccolo imprenditore si era rifiutato di pagare tangenti alla camorra.

    Michele Cavaliere è un piccolo imprenditore caseario di Gragnano. Il 19 novembre del 1996 di primo mattino, Michele esce di casa per recarsi a lavoro, quando viene colpito da un killer in motocicletta; Michele viene trasportato immediatamente in ospedale. La vittima rimane in coma un mese e successivamente muore. Michele si era ribellato a Carfora che, tramite due emissari, gli aveva chiesto una tangente. Presentò denuncia. Pagò con la vita il suo coraggio. Cavaliere era una persona perbene. Uno che si alzava ogni giorno alle quattro del mattino, andava a lavorare nell’azienda messa su con i fratelli, e tornava a casa a notte fonda. Una vita di sacrifici e di…

  • 23 Novembre 1996 Torre Annunziata (NA). Ucciso il commerciante Raffaele Pastore “per aver osato denunciare e fatto imprigionare chi gli chiedeva il pizzo sui suoi onesti guadagni”.

    Il 23 novembre 1996 Raffaele Pastore, 35 anni, piccolo commerciante all’ingrosso di prodotti alimentari, venne ucciso nel suo negozio di Torre annunziata (NA) con otto colpi di arma da fuoco da due uomini con il volto coperto da passamontagna perché si era rifiutato di pagare il pizzo ed aveva denunciato i suoi taglieggiatori. Con lui c’era anche la mamma, Antonietta Auricchio di 66 anni, rimasta ferita. I due malviventi scapparono senza lasciare alcuna traccia dopo aver raggiunto il loro obiettivo. Raffaele Pastore, precedentemente, aveva subito continue minacce senza mai cedere e senza mai denunciare nulla fino al giorno in cui un esponente del clan camorristico dei  Gionta lo minacciò pesantemente.…

  • 31 ottobre 1996 San Luca (RC). Assassinato Agostino Pedullà, 27 anni; ucciso perché vendeva fiori vicino al cimitero.

    Il 31 ottobre 1996 nei pressi del cimitero di San Luca (RC) viene ritrovato il corpo di Agostino Pedullà, 27 anni, un bravo ragazzo di Bovalino, che una volta all’anno con il suo furgone andava a vendere mazzi di crisantemi per arrotondare le sue entrate.   Ringraziamo la Sig.a Liliana Esposito Carbone per la segnalazione.   Fonte:  archiviolastampa.it Articolo del 3 novembre 1996 Massacrato dal racket dei fiori di Diego Minuti Dramma in Calabria, il giovane eliminato per impedirgli di vendere i crisantemi Tre colpi di pistola all’ambulante del cimitero LOCRI. E se l’avessero ucciso perché, con il suo piccolo commercio di fiori (poca roba, solo qualche mazzo di crisantemi,…

  • 30 Settembre 1996 Varapodio (RC). Antonino (Nino) Polifroni, imprenditore, ucciso per non essersi piegato alle richieste di pagare il pizzo.

    A Varapodio (RC), dopo una lunga scia di atti vandalici e attentati intimidatori, l’imprenditore Antonino Polifroni viene assassinato a 49 anni per il suo ostinato “no” ai tentativi di estorsione mafiosa. L’impresa edilizia che aveva fondato tra mille sacrifici e che aveva suscitato l’interesse degli uomini dei clan è ora gestita dai tre figli. La famiglia ricorda annualmente Nino Polifroni, vittima della criminalità organizzata, attraverso un concorso scolastico per il conferimento di 20 assegni di studio ad altrettanti studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado di Varapodio. (Fonte: dasud.it)       Articolo del 24 Marzo 2009 di Gazzetta del Sud VARAPODIO/ L’imprenditore ucciso 12 anni fa per…

  • 25 Febbraio 1996 Terlizzi (BA). Assassinato Gioacchino Bisceglia, 25 anni, falegname.

    Gioacchino Bisceglia 25 anni è stato ucciso a Terlizzi (BA) il 25 febbraio del 1996. Era andato ad un appuntamento con dei malviventi che chiedevano il riscatto per l’auto del fratello, che avevano rubato. La discussione è finita in rissa ed uno dei ladri ha tirato fuori una pistola ed ha sparato colpendo a morte Gioacchino e ferendo il fratello che era andato con lui insieme ad un’altro amico. Due dei malviventi, arrestati, sono stati condannati anche per strage, avendo collocato un’auto carica di tritolo di fronte al Municipio del paese. L’ordigno scoppiò ferendo gravemente un vigile urbano.     Articolo di La Repubblica del 27/02/96 ASSASSINATO PERCHE’ NON PAGA…