• 6 Febbraio 2001 Napoli. Giuseppe Zizolfi, giovane garzone di macelleria, ucciso mentre insegue dei malviventi.

    Muore a Napoli il giovane Giuseppe Zizolfi, che aveva tentato di inseguire due ladruncoli sorpresi a rubare nell’auto di un amico e aveva subìto un trauma cranico per lo speronamento del suo motorino. Giuseppe Zizolfi, Peppe, lavorava da quando aveva 10 anni in macelleria e i suoi occhi spuntavano appena dal bancone, ma da qualche tempo gli affari in macelleria andavano male e il titolare del negozio lo aveva licenziato, invitando il ragazzo a ritornare dopo quindici giorni. Giuseppe Zizolfi, pieno di speranze ritorna così in macelleria per chiedere al titolare se potesse o meno riprenderlo. E proprio in quel momento quando spera di poter di nuovo lavorare, la sua…

  • 14 Settembre 2000 NAPOLI. Muore Raffaele Iorio, autista di 63 anni, nel vano tentativo di difendere l’auto del suo datore di lavoro.

    Raffaele Iorio, autista in pensione, nella serata del 13 settembre 2000, subisce il furto della Jaguar che un amico imprenditore gli aveva affidato. Raffaele Iorio aveva infatti scelto di continuare a lavorare facendo saltuariamente piccoli trasporti. I fatti avvengono nella periferia orientale di Napoli, in via Gianturco. Quella sera Raffaele venne attratto con l’inganno fuori dall’auto attraverso un tamponamento appositamente organizzato. Al posto di guida della Jaguar si è inserito a quel punto uno dei malviventi e Raffaele, nel tentativo di difendere qualcosa che neanche gli apparteneva, si è aggrappato con forza alla portiera. L’uomo è stato trascinato per almeno 700 metri sull’asfalto e alla fine scaraventato contro un palo…

  • 16 Luglio 2000 Marano di Napoli. Ucciso Gaetano De Rosa, 36 anni, perché cercava di difendere la propria auto.

    È da poco passata la mezzanotte di sabato 16 luglio 2000 e Gaetano De Rosa, maître  dell’Holiday Inn di Pineta Mare sul litorale casertano,  ha appena finito il suo turno di lavoro. Lungo la strada di casa, l’auto di Gaetano De Rosa viene affiancata da due criminali in sella ad uno scooter. I rapinatori volevano con tutta probabilità impossessarsi dell’auto, ma Gaetano trova il coraggio di ribellarsi, di opporsi a quel sopruso. È a questo punto che diversi colpi vengono esplosi, alcuni raggiungeranno Gaetano al torace e all’addome. La sorte decide che a soccorrere, inutilmente, Gaetano De Rosa sia il fratello, Antonio. I due vivevano nello stesso stabile e quella sera…

  • 18 Settembre 1999 Barra (NA). Ucciso Salvatore D’Ambrosio, finanziere di 23 anni. Un ragazzo gli sottrae l’arma di ordinanza e gli spara contro tutti i proiettili

    Salvatore D’Ambrosio, 23 anni, finanziere a La Spezia, viene ucciso a Barra il 18 settembre 1999, mentre aspettava la fidanzata sotto casa. Un ragazzo del quartiere gli chiede una sigaretta e quando questi si accorge che Salvatore ha una pistola nella cintola prontamente gliela sottrae sparando un colpo alla gamba e quando Salvatore D’Ambrosio si dichiara appartenete alle forze dell’ordine, il ragazzo preso dall’ira gli esplode contro tutti i colpi della pistola, uccidendolo con efferatezza. Orfano di padre, lascia la sua giovane madre e quattro fratelli. Fonte:  noninvano.it     Fonte: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/09/20/napoli-delitti-dei-balordi.html Articolo del 20 settembre 1999 Napoli, i delitti dei balordi di Ottavio Ragone NAPOLI – “Allora sei un…

  • 31 Luglio 1998 Piano Tavola (CT). Ucciso Giuseppe Messina, imprenditore, per difendere la paga degli operai.

      Giuseppe Messina, 63 anni, un imprenditore edile di Piano Tavola (CT) è stato ucciso il 31 luglio del 1998 nel vano tentativo di difendere la paga dei propri dipendenti.         Articolo di La Stampa del 1 Agosto 1998 Difende la paga degli operai: ucciso Catania: è stato avvicinato poco dopo aver ritirato in banca 25 milioni per gli stipendi – Difende la paga degli operai: ucciso Imprenditore ingaggia una lotta con i rapinatori CATANIA. È morto per difendere le paghe degli operai. Così è finita la vita di un commerciante di 63 anni, freddato dai banditi che volevano rapinarlo. E’ accaduto a Piano Tavola, un frazione…

  • 5 marzo 1997 San Michele Salentino (BR). Ucciso Michele Lerna, commerciante, durante una rapina nella propria abitazione.

    Il commerciante Michele Lerna fu ammazzato a San Michele Salentino, il 5 marzo del 1997, nel corso di una rapina nella sua abitazione che coinvolse l’intera sua famiglia. Per il suo omicidio è stato condannato Vito Di Emidio, alias Bullone, che ha confessato 25 omicidi ordinati o commessi in prima persona, tra Brindisi e provincia. La rapina era finalizzata a finanziare la Sacra corona unita. Di Emidio aveva saputo che Michele Lerna nascondeva soldi in casa. Fonte:  vivi.libera.it     Fonte: brindisireport.it Articolo del 25 febbraio 2013 Bullone, conferma ergastoli. Ira parenti di Roberta Grassi LECCE – La furia dei parenti, dopo la raffica di conferme in appello, si è…

  • 14 Gennaio 1997 Forcella-Napoli. Augusto Moschetti, 38 anni, guardia giurata viene assassinato per non aver voluto consegnare l’arma in dotazione.

    Augusto Moschetti, 38 anni. Augusto Moschetti, guardia giurata, è in servizio presso via Tribunali quando viene avvicinato da alcuni malviventi che gli intimano di consegnargli la pistola d’ordinanza. Al rifiuto di Moschetti, i malviventi uccidono l’uomo. Il fratello della vittima, poliziotto, permette di far luce sui responsabili dell’accaduto, appartenenti al clan di Forcella. Il giudice afferma la responsabilità penale di uno degli esecutori materiali dell’omicidio e decide per questi la pena dell’ergastolo (l’altro al tempo del processo risulterà deceduto). Questa condanna verrà poi ridotta in appello ad anni ventisette di reclusione. La Sentenza diviene definitiva il 7 luglio 2007. Augusto Moschetti viene riconosciuto dal Ministero dell’Interno vittima della criminalità organizzata.…

  • 16 Ottobre 1996 Niscemi (CL). Uccisi Salvatore Frazzetto e il figlio Giacomo durante una rapina, tragico epilogo di mesi di estorsioni, minacce ed intimidazioni, che continuarono anche sulla signora Agata che, lasciata sola dalle istituzioni, si suicidò.

    Salvatore Frazzetto, 46 anni, e il figlio Giacomo, 21, sono stati uccisi con colpi di arma da fuoco durante una rapina nel loro negozio di Niscemi (CL) il 16 Ottobre 1996. Due malviventi, poco prima della chiusura, sono entrati nel negozio, la pellicceria gioielleria “Papillon” in via Terracini, con il volto scoperto e armi alla mano, tentando una rapina. I due banditi avrebbero cominciato a picchiare la moglie della vittima, Agata Azzolina, di 42 anni, che si trovava alla cassa. A questo punto sarebbe intervenuto il marito, accorso dal retrobottega. L’ uomo avrebbe inveito contro i due e sarebbe tornato nel retrobottega a prendere una pistola. Al suo ritorno i…

  • 20 Luglio 1996 San Giorgio a Cremano (NA). Ucciso Davide Sannino, 19 anni, il giorno del suo diploma, per uno sguardo.

      Davide Sannino non ha avuto paura di guardare dritto negli occhi chi, con la violenza, gli ha portato via lo scooter. Il 19 luglio 1996 a Massa di Somma, in provincia di Napoli, Giorgio Reggio intima con la pistola a Davide di cedere il proprio scooter. Davide rimane calmo, consegna le chiavi al delinquente ed ha il coraggio di guardarlo negli occhi. Davide e gli amici erano andati a festeggiare in pizzeria il diploma di odontotecnico appena conseguito. La settimana prima il ragazzo si era anche diplomato maestro di solfeggio e, superati i quiz, era stato chiamato alla visita medica per entrare nell’Arma dei Carabinieri. Davide è stato ucciso…

  • 17 Maggio 1995 Torre Annunziata (NA). Il commerciante Andrea Marchese, 49 anni, resta ucciso durante una rapina.

    Il 17 maggio 1995 Andrea Marchese, 49 anni, resta ucciso durante una rapina nel suo deposito di arredi per bagno, a Torre Annunziata (NA), in via Roma; un’impresa considerata tra le più fiorenti del settore nella provincia napoletana. Due persone, col volto coperto da calzamaglie, irruppero nel centro all’ingrosso semideserto; uno dei malviventi gli puntò contro una pistola semiautomatica 7,65 e gli chiese di aprire la cassaforte. Andrea Marchese, secondo la ricostruzione della polizia, si sarebbe alzato per mostrare che nel forziere non c’era una lira, ma il gesto repentino gli è costato la vita. Il rapinatore armato gli esplose contro tre colpi ferendolo mortalmente al volto e alla tempia.…