• 3 luglio 1975 Greve in Chianti (FI). Rapito il conte argentino Alfonso De Sayons, 61 anni, proprietario di una tenuta agricola. Il suo corpo non sarà mai ritrovato

    L’ingegnere argentino Alfonso De Sayons, proprietario di una villa nel Chianti, viene rapito da alcuni giovani armati e mascherati il 3 luglio del 1975. Purtroppo il sequestrato non aveva parenti che potessero pagare per lui. Lo hanno ucciso senza pietà.     Fonte:  archivio.unita.news Articolo del 14 febbraio 1979 La  prima  vittima fu il conte De Sayons 3 luglio ’75: primo clamoroso caso di rapimento in provincia di Firenze. Il conte Alfonso De Sayons, 61 anni, ingegnere edile, viene prelevato dalla sua villa «Uccellare» a Rignana, frazione di Greve in Chianti. Unici testimoni i custodi della villa del conte, Onofrio e Anna Colombo. Quattro individui armati, dopo aver immobilizzato i…

  • 26 Giugno 1975 Eupilio (CO). Rapita Cristina Mazzotti , 18 anni, il suo corpo fu ritrovato in una discarica.

    Si può morire a 18 anni, solo per danaro. Si può morire senza colpa, crudelmente. Si può morire e finire gettata in una discarica, tra carrozzine rotte e sacchi della spazzatura, come ulteriore oltraggio. È quello che accadde a Cristina Mazzotti, rapita la sera del 26 giugno 1975 davanti al cancello della villa dei genitori a Eupilio, in provincia di Como, e ritrovata morta il primo settembre dello stesso anno, dopo un atroce e insensata prigionia fatta di stenti e soprusi, di overdose di eccitanti mescolati a tranquillanti. (Art. Paolo Benetollo)       Articolo da La Stampa del 2 Luglio 1975 Studentessa di 18 anni rapita davanti alla sua…

  • 23 Maggio 1975 Cuorgné (TO). Rapito Mario Ceretto, impresario edile. Sarà trovato morto cinque giorni più tardi con la testa spaccata a pietrate.

    Per la giustizia italiana non esiste ancora un responsabile per il rapimento e l’omicidio dell’imprenditore Mario Ceretto, sequestrato il 23 maggio ’75 a Cuorgnè e ritrovato morto cinque giorni dopo, nelle campagne vicine a Orbassano, nel Torinese. Contitolare di due fornaci per laterizi, di un’industria di materiali per l’arredamento, come dello storico negozio di famiglia, all’epoca Mario Ceretto non è solo un noto imprenditore della zona, ma soprattutto uno dei maggiori esponenti politici di Cuorgnè, paesino della Val di Susa (Torino), dove da tempo le ’ndrine hanno iniziato un’opera di progressiva colonizzazione. Nella zona, da almeno un decennio hanno messo radici gli Ursino e i Mazzaferro, che direttamente, o grazie…

  • 13 Febbraio 1975 Comerio (VA) Tullio De Micheli, industriale, rapito, un pentito ha raccontato che era morto accidentalmente, soffocato.

    Tullio De Micheli, titolare di una fonderia a Mornago, rapito mentre in auto ritornava alla sua abitazione di Comerio. Seguirono tre telefonate di richiesta di danaro poi silenzio. Un pentito ha raccontato che era morto accidentalmente, soffocato.         Articolo del 18 dicembre 1994 da  archiviostorico.corriere.it Sequestro De Micheli, due rinvii a giudizio dopo vent’ anni. di  Anna Maria Gandini VARESE . Tredici febbraio 1975 sedici maggio 1995. A vent’anni dal sequestro senza ritorno dell’industriale di Comerio Tullio De Micheli, sarà celebrato finalmente il processo a carico di due delle persone ritenute responsabili del tragico episodio: Giuseppe Milan, 63 anni, di Cadrezzate, e Domenico Comincio, 50 anni, di…

  • 15 Ottobre 1974 Olginate (Lecco). Rapito Giovanni Stucchi, industriale 30enne, ucciso, i resti mai ritrovati.

    Giovanni Stucchi, trentenne industriale di Olginate, è stato rapito la sera del 15 ottobre del ’74, davanti alla sua villa di via Radaelli. Dopo i primi contatti con i sequestratori, la famiglia si è affidata all’avvocato Edmondo Martini di Lecco. Una mediazione che ha portato al pagamento di un riscatto di 700 milioni di lire. Ma l’ostaggio non è stato mai rilasciato e la banda ha interrotto le comunicazioni. […] Il 6 settembre del 2009 è morta a sessantatre anni Giovanna Donizetti, la vedova Stucchi, senza conoscere la verità sulla morte del marito, i cui resti non sono mai stati ritrovati. E’ rimasta nella sua casa di Olginate, dove ha…

  • 14 Ottobre 1974 Buguggiate (VA) Rapito Emanuele Riboli, 17 anni. Mai più ritrovato.

    […]  Emanuele lo prendono quando ha appena diciassette anni, scelto perché figlio di un industriale del Varesotto. Lo prelevano mentre torna a casa in bicicletta e lo portano in un box auto in provincia di Bergamo, per poi trasferirlo, forse in Toscana. I contatti tra la famiglia, tramite lo zio Pierino, e i sequestratori portano al pagamento di un riscatto di 200 milioni. Ma la banda avanza una seconda richiesta di un miliardo. Il maldestro tentativo di liberare il ragazzo da parte dei carabinieri – un emissario avrebbe dovuto consegnare una valigia con una ricetrasmittente, ma il movimento di un militare ha fatto saltare il piano – spinge i rapitori…

  • 21 Maggio 1971 Delianuova (RC) Ferito gravemente, durante un tentativo di rapimento l’imprenditore Domenico Ietto morirà in ospedale dopo 52 giorni.

      È il 21 maggio del ’71 e Domenico Ietto, imprenditore edile, viaggia in auto in compagnia del fratello Emilio. Ietto ha già subito qualche settimana prima un tentativo di sequestro e ha preso precauzioni: nel cruscotto dell’auto tiene una pistola. Quando i quattro banditi lo bloccano al bivio Brandano, all’altezza di Delianuova, compie il gesto fatale. È una provocazione quella pistola impugnata dal bersaglio, già sfuggito una volta alla banda. Lo feriscono gravemente. Morirà dopo qualche mese in una clinica romana. Saranno indagati uomini del clan Raso di Cittanova. (“Dimenticati – Vittime della ‘ndrangheta” di Danilo Chirico e Alessio Magro pag. 87)       Articolo della Stampa del…

  • 5 Luglio 1948 Trapani. Scompare Tommaso Triolo, fratello minore di Nicasio, dirigente DC.

    Il notaio Tommaso Triolo era il fratello minore del Dr. Nicasio, dirigente DC, componente del Movimento dei Focolari. Fu rapito a Trapani il 5 luglio del 1948. Di lui, dopo alcune lettere con la richiesta di un riscatto di 100 milioni, all’epoca cifra che la famiglia mai avrebbe potuto mettere insieme, scritte dallo stesso Tommaso, la famiglia non ne seppe più nulla. Nemmeno il corpo gli fu reso. “La scomparsa di Maso, vittima di «lupara bianca», una storia mai chiarita, cambia la vita della famiglia. Nicasio non si rassegna, non si rassegnerà mai. Si mette alla triste ricerca almeno del corpo del fratello, va persino a trovare il mafioso Pisciotta,…