• 15 Febbraio 2004 Napoli. Ucciso Francesco Estatico, 18 anni, per uno sguardo ad una ragazza.

    L’omicidio di Francesco Estatico, 18 anni, avvenne la sera del 15 febbraio 2004 vicino a un bar di Mergellina. Secondo la ricostruzione di un amico della vittima che era con lui quella sera, Francesco stava andando verso l’ingresso del bar, quando vide una ragazza, le sorrise e le si avvicinò. Venne subito accerchiato da un gruppo di giovani e, dopo un rapido diverbio, uno di loro aggredì Francesco e un altro il suo amico. Poi i due aggressori scapparono con un motorino, ma il corpo di Francesco rimase a terra, colpito da una coltellata. Morì durante il trasporto all’ospedale.       Fonte:  repubblica.it Articolo del 16 febbraio 2004 Napoli,…

  • 6 Giugno 2003 Bagnara Calabra (RC). Ucciso a coltellate Paolo Bagnato, proprietario di una pizzeria. Si era rifiutato di pagare il pizzo

    Paolo Bagnato, cinquantuno anni, proprietario di una pizzeria a Bagnara Calabra (RC), muore la sera del 6 giugno 2013, dopo essere stato accoltellato da dei clienti che non volevano pagare il conto. “Tre individui, dopo aver consumato due arancini, un sandwich e bevuto tre birre, avvisano la cameriera di non aver alcuna intenzione di pagare il conto. La ragazza informa il proprietario. Bagnato si avvicina al tavolo, chiede spiegazioni. La discussione si fa accesa, i quattro si allontanano e vanno a discutere davanti alla porta d’ingresso. La situazione degenera e i tre clienti lo accoltellano, colpendolo quattro volte all’addome e al torace. Paolo, sottovalutando le ferite, si ferma a riprendersi…

  • 8 Febbraio 2002 Casal Di Principe. assassinato Antonio Petito, falegname ventenne. Aveva risposto male al figlio tredicenne di Bidognetti.

    L’8 febbraio  del 2002 fu ammazzato, con 12 colpi d’arma da fuoco, Antonio Petito, un ragazzo si soli 20 anni. Antonio Petito aveva avuto un litigio per motivi di viabilità con il figlio tredicenne di “Cicciotto e Mezzanotte”, Gianluca, che del padre ha poi seguito le orme finendo in carcere per mafia. Dopo oltre dieci anni e dopo l’archiviazione dell’indagine, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta guidati dal maggiore Carmine Rusciano, hanno chiarito il movente dell’omicidio anche grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia. Per l’omicidio di Antonio Petito sono state emesse ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre esecutori materiali affiliati al clan dei Casalesi. Giovanni…

  • 5 Marzo 2000 Giugliano (NA). Ucciso Ferdinando Liguori, 22 anni, dopo un litigio in discoteca.

    Ferdinando Liguori, ventidue anni, giovane operaio di Casavatore il 5 marzo 2000 è stato raggiunto da un colpo di pistola che gli ha tranciato l’arteria femorale. La lite tra Ferdinando Liguori ed i suoi assassini era cominciata prima, all’interno della discoteca MyToy per un’occhiata di troppo ad una ragazza. Interviene la security che allontana i giovani quando all’improvviso la macchina occupata da 4 amici, tra cui il Liguori, viene affiancata da una smart. Uno dei due occupanti spara colpendo la fiancata sinistra della macchina, uno dei proiettili colpisce alla coscia la vittima, seduta sul sedile posteriore. “La violenza giovanile si inquadra in un contesto in cui il ricorso alla violenza…

  • 21 Febbraio 1996 Lazzaro (RC). Assassinato Francesco Giorgino, 40 anni, proprietario di una autofficina. Ucciso per un “nulla” da un boss locale.

    “In pochi minuti per un litro d’olio non consegnato al boss del momento, Giovanni Scappatura, che abitava a qualche centinaio di metri rispetto all’officina, la sua vita è stata stravolta per sempre. Quel litro d’olio Francesco Giorgino non lo aveva. Ma non contava questo. Contava l’affronto al boss della zona. Scappatura indignato per il rifiuto, impugnò la pistola e andò personalmente ad affermare la sua autorità e a riscattare l’offesa subita con la violenza, spargendo sangue.”   Articolo del 14 Marzo 2017 da ildispaccio.it Mio marito, Francesco Giorgino, ucciso da una mano rimasta impunita Francesco Giorgino sarà fra le vittime di mafia ricordate nel corso della manifestazione promossa da “Libera”…

  • 5 Luglio 1993 Ragusa. Assassinato il giovane Andrea Castelli, 23 anni, perché aveva difeso la sorellina.

    Andrea Castelli, 24 anni, elettricista di Ragusa, era “colpevole” di essere intervenuto, il giorno prima, in soccorso di alcune ragazzine che venivano molestate, tra cui c’era anche la sorellina di tredici anni, sulla spiaggia di Caucana, presso Santa Croce Camerina (RG), dove erano in villeggiatura. La sera dopo, lunedì 5 Luglio 1993, il molestatore Filippo Belardi, un pericoloso pregiudicato del clan Madonia di Gela, ha bloccato il giovane Castelli sotto casa mentre era in compagnia della fidanzata e di altri conoscenti. Deciso a farsi giustizia ha gridato: “Chi e’ quello s… che ieri mi ha minacciato?”. Quindi lo ha freddato con un colpo di pistola a bruciapelo alla testa. Prima…

  • 14 Maggio 1993 Vibo Valentia. Uccisione del commerciante Nicola Remondino

    Nicola Remondino, 30 anni, proprietario di un bar, ucciso la sera del 14 maggio 1993 nella frazione Porto Salvo di Vibo Valentia, “paga con la vita alcuni screzi con giovani del paese. Nicola Remondino ha finito di lavorare nel suo bar, sistema tutto, esce, abbassa la serranda. Proprio in quel momento una persona lo sorprende alle spalle e gli spara due colpi di fucile caricato a pallini”.     Tratto da “Dimenticati ” Vittime della ‘ndrangheta- di Danilo Chirico ed Alessio Magro Cap. XVIII “Affari pericolosi” Pag. 401 “Paga invece alcuni screzi con giovani del paese il trentenne di Vibo Valentia Nicola Remondino, ucciso la sera del 14 maggio 1993…

  • 8 Novembre 1991 Marina di Caronia (ME). Vincenzo Giordano, benzinaio, ucciso per ritorsione.

    Un’esecuzione spietata quella di Vincenzo Giordano, il benzinaio ucciso l’8 novembre del ’91 a Marina di Caronia (ME). L’uomo aveva notato più volte un piccolo clan di sbandati, probabilmente spacciatori di droga, stazionare nei pressi del suo distributore. Aveva anche avvertito i carabinieri e alcuni ragazzi del gruppo erano stati fermati. L’assassino faceva parte di quel gruppo, assieme ai compagni decise che il benzinaio doveva morire. Quattro colpi di fucile a canne mozze e poi la fuga, dopo aver lasciato a terra l’uomo col cervello letteralmente spappolato. Gli inquirenti erano sicuri che non si trattasse di rapina, che era chiaramente un’esecuzione, decretata da qualcuno che voleva vendicarsi di qualcosa. Poi…