• 23 Novembre 1993 Altofonte (PA). Rapito Giuseppe di Matteo, 11 anni, tenuto in ostaggio fino all’11 Gennaio 1996, strangolato ed il corpo sciolto nell’acido. Giovanni Brusca Ordinò: “allibertativi du cagnuleddu”

    Giuseppe Di Matteo (1981-1996) figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, ex-mafioso, divenne vittima di una vendetta trasversale nel tentativo di far tacere il padre. La sua morte è risaltata grandemente su tutti i giornali perché il cadavere del ragazzo non fu mai trovato, essendo stato disciolto in una vasca di acido nitrico. Fu rapito il 23 novembre 1993, quando aveva 12 anni, al maneggio di Altofonte (PA) da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato.Secondo le deposizioni di Gaspare Spatuzza, che prese parte al rapimento, i sequestratori si travestirono da poliziotti ingannando facilmente il bambino, che…

  • 31 Ottobre 1993 Parete (CE). Ucciso il medico Gennaro Falco, 69 anni, “colpevole” di non avere assistito adeguatamente la moglie di un camorrista.

    Gennaro Falco, medico ucciso a Parete (CE), nel suo ambulatorio, il 31 /10/ 1993 e che inizialmente si era pensato fosse stata opera di un balordo. Il medico era ritenuto “colpevole” di non avere assistito adeguatamente la moglie di Francesco Bidognetti. La donna, in realtà era deceduta perché colpita da un male incurabile rispetto al quale nulla poté fare Falco. Fonte: Un nome, una storia – Libera       Articolo dal Corriere della Sera del 31 Ottobre 1993 Medico assassinato mentre sta visitando Il dottor Falco Gennaro 67 anni è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa: ferita di striscio la paziente che si trovava nel suo…

  • 21 Aprile 1993 Porto Empedocle (AG). Uccisi Angelo Carlisi e Calogero Zaffuto, pescivendoli di Grotte. Angelo Carlisi doveva essere “punito” per uno sgarbo.

    Angelo Carlisi, 31 anni, e Calogero Zaffuto, 38 anni, erano due pescivendoli di Grotte. Furono ritrovati dagli agenti della Squadra mobile, all’interno di un autofurgone Fiorino in cui trasportavano alcune casse di pesce, sulla strada che collega Porto Empedocle (AG) con Maddalusa e San Leone, gravemente colpiti da numerosi colpi di arma da fuoco. I familiari delle due vittime riferirono agli inquirenti che i loro congiunti svolgevano l’attività di venditori ambulanti e ogni mattina Zaffuto (che non aveva la licenza) accompagnava Carlisi al mercato ittico di Porto Empedocle per acquistare il pesce insieme a lui. I familiari riferirono che Carlisi aveva avuto dei contrasti per il furto della sua autovettura.…

  • 16 Aprile 1993 Reggio Calabria. Ucciso Giuseppe Marino, Vigile Urbano di 42 anni.

    Il 16 aprile 1993 il vigile urbano Giuseppe Marino viene ucciso a Reggio Calabria nei pressi della Villa Comunale mentre sta verificando il rispetto dell’ordinanza comunale che vieta il transito e la sosta di automobili e motocicli lungo il Corso Garibaldi. Sposato e padre di due bambine, Giuseppe Marino aveva 43 anni. Del suo omicidio si è autoaccusato il pentito Calabrò. Fonte: stopndrangheta.it           Articolo da LA STAMPA del 17 Aprile 1993 Multa un’auto in divieto, ucciso Vigile urbano a Reggio Calabria, ferito collega  di Diego Minuti Scene da Far West in centro: fuoco sugli agenti mentre arriva il carro-attrezzi REGGIO CALABRIA Si può morire per…

  • 20 Marzo 1993 Locri. Ucciso Domenico Nicolò Pandolfo, primario neurochirurgo, per non aver fatto un miracolo in sala operatoria.

    Domenico Nicolò Pandolfo, 51 anni, primario di Neurochirurgia a Reggio Calabria, fu ucciso il 20 marzo del 1993 a Locri, da due killer con sette colpi di pistola. Il medico, gravemente ferito fornì precise indicazioni sull’agguato prima di essere trasferito negli ospedali “Riuniti” del capoluogo, dove poi morì. Denuncia confermata dalla moglie, alla quale lui aveva raccontato i propri timori, facendo nomi e cognomi. La polizia arrestò Cosimo Cordì, 42 anni, padre di una bambina di nove anni, Paola, morta il 15 novembre per un tumore al cervello. Era stata operata da Pandolfo. Questa, secondo il presunto mandante dell’omicidio, sarebbe stata la colpa del neurochirurgo: non aver salvato la bambina.…

  • 22 Gennaio 1993 a Randazzo (Catania) uccisi il pastore Antonino Spartà e i figli Vincenzo e Salvatore

    Randazzo (CT). Un padre e due figli, Antonio, 57 anni, Pietro Vincenzo, 27 anni, e Salvatore Spartà, di 20 anni, furono uccisi all’interno del loro ovile il 22 gennaio del ’93. Morirono per aver detto no al pagamento del pizzo e per non essersi piegati allo strapotere della famiglia mafiosa del luogo. Si erano rifiutati di pagare una tangente per rientrare in possesso di un autocarro che avevano loro rubato, Vincenzo aveva picchiato, per tale motivo, nella piazza centrale del paese, il capo della cosca e con una lettera anonima ai carabinieri fece arrestare due di loro, mentre smontavano delle auto rubate, in un luogo nelle vicinanze dell’ovile. La strage…

  • 13 ottobre 1992 Porto Empedocle (AG) . Ucciso Pasquale Di Lorenzo, sovrintendente di Polizia Penitenziaria presso il carcere di Agrigento

      Pasquale Di Lorenzo era un sovrintendente di Polizia Penitenziaria, prestava servizio nel carcere di Agrigento e, in assenza del comandante, svolgeva le funzioni di reggente. Di Lorenzo era conosciuto come “persona dotata di forte carattere, non incline a compromessi e considerato dai detenuti un duro”, consapevole della delicatezza che il suo ruolo richiedeva in un istituto penitenziario con una forte presenza di detenuti per reati di mafia. Il 13 ottobre 1992 fu ucciso con quattro colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in campagna, in contrada Durruelli di Porto Empedocle, dove possedeva un appezzamento di terra. Il collaboratore di giustizia Alfonso Falzone, autoaccusatosi del delitto, al processo celebrato nel…

  • 28 Settembre 1992 Castellammare del Golfo (TP). Ucciso Paolo Ficalora, proprietario di un villaggio turistico. Si era opposto alle prevaricazioni mafiose.

    Paolo Ficalora, capitano di lungo corso, venne ucciso dalla mafia il 28 settembre del 1992 e per lungo tempo la sua morte, rimasta senza colpevoli e movente, lasciò spazio a supposizioni e illazioni. A raccontare i veri motivi del suo assassinio è stato, nel corso del processo, l’ex boss di San Giuseppe Jato, Giovanni Brusca, collaboratore di giustizia. Paolo Ficalora fu vittima innocente di un agguato mafioso, concepito per punirlo per avere ospitato nel residence che gestiva, il superpentito di Cosa Nostra Totuccio Contorno, e per aver ‘osato’ tenere testa alla mafia, non piegandosi dinanzi l’arroganza di chi, sentendosi Dio in terra, si fa padrone della vita e della morte…

  • 2 dicembre 1991 Cerignola (FG). Assassinato Michele Cianci, commerciante 43enne “colpevole” di essere intervenuto, in difesa di un pensionato aggredito e malmenato da due ragazzi che volevano derubargli la pensione.

    “Michele Cianci era un commerciante, proprietario di un negozio di armi e articoli sportivi; in un giorno qualunque si accorse di un tentativo di scippo ai danni di un anziano e si precipitò coraggiosamente in suo soccorso. La sera del 2 dicembre 199 fu atteso da due pregiudicati davanti alla sua attività e fu assassinato per vendetta, per il solo fatto di aver aiutato una persona indifesa.”   Fonte: vivi.libera.it  2 dic 2018 Ricordando il nostro caro fratello Michele Cianci   Sono trascorsi 27 anni da quel triste giorno, quando una mano brutale, efferata e mafiosa ti ha strappato alla vita, per non rimanere indifferente di fronte a una persona indifesa, ma…

  • 11 agosto 1991 Torre Santa Susanna (BR). Salvatora Tieni e Nicola Guerriero cercavano la verità sulla sparizione del figlio, tutti vittime di lupara bianca.

    Salvatora Tieni e Nicola Guerriero furono uccisi a Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi, l’11 agosto del 1991. Nel corso di una faida per i possedimenti agricoli nel paese di Torre Santa Susanna, che avviene tra i Bruno e i Persano, il loro figlio Romolo (che era autista di Cosimo Persano) scompare, vittima di lupara bianca. Solo nel 1990, nel Comune di Torre Santa Susanna nove persone erano scomparse, vittime di lupara bianca. Salvatora e Nicola, suo marito, decidono di testimoniare contro i fratelli Bruno, ritenendoli responsabili della morte del figlio. Ma l’11 Agosto 1991 la coppia, che si stava recando a portare il cibo ai cani in un…