21 Maggio 1971 Delianuova (RC) Ferito gravemente, durante un tentativo di rapimento l’imprenditore Domenico Ietto morirà in ospedale dopo 52 giorni.

 

È il 21 maggio del ’71 e Domenico Ietto, imprenditore edile, viaggia in auto in compagnia del fratello Emilio. Ietto ha già subito qualche settimana prima un tentativo di sequestro e ha preso precauzioni: nel cruscotto dell’auto tiene una pistola. Quando i quattro banditi lo bloccano al bivio Brandano, all’altezza di Delianuova, compie il gesto fatale. È una provocazione quella pistola impugnata dal bersaglio, già sfuggito una volta alla banda. Lo feriscono gravemente. Morirà dopo qualche mese in una clinica romana. Saranno indagati uomini del clan Raso di Cittanova. (“Dimenticati – Vittime della ‘ndrangheta” di Danilo Chirico e Alessio Magro pag. 87)

 

 

 

Articolo della Stampa del 22 Maggio 1971
Impresario edile ferito sull’Aspromonte da tre banditi che tentavano di rapirlo
Nuovo episodio di banditismo sui monti della Calabria Impresario edile ferito sull’Aspromonte da tre banditi che tentavano di rapirlo Le sue condizioni sono gravi – Un proiettile gli ha leso la spina dorsale – E’ stato trasportato a Roma in aereo per essere sottoposto ad un’operazione – L’agguato mentre si trovava in auto con il fratello .

Roma 21 maggio. Un imprenditore edile ferito stamane in Aspromonte da tre banditi che tentavano di rapirlo, è stato trasportato a Roma in aereo per essere ricoverato all’ospedale San Camillo. Domenico Ietto, 40 anni, originario d Delianova, in provincia d Reggio Calabria, è stato immediatamente trasferito in  sala operatoria. Le sue condizioni sono gravi: i proiettili sparati dai suoi mancati rapitori gli hanno leso la spina dorsale, provocandogli la paralisi degli arti inferiori.

I medici lottano contro il tempo per intervenire prima che sia troppo tardi.

Domenico Ietto viaggiava a bordo della propria automobile, in compagnia del fratello Eugenio, lungo la strada che da Reggio Calabria conduce a Gambarie, un centro turistico montano dell’Aspromonte. La vettura — una Volkswagen targata Reggio Calabria — si era da poco immessa in un tratto montano e solitario quando quattro  uomini sono sbucati da una siepe che costeggia la strada. Gli sconosciuti avevano  tutti il viso coperto con  fazzoletti ed impugnavano pistole; alla loro vista, Domenico Ietto ha accelerato la marcia per infrangere il blocco ma i banditi hanno sparato numerosi colpi mandando in frantumi il tergicristallo ed il vetro di un finestrino. Domenico letto, ferito al torace, ha avuto ancora la forza di estrarre la pistola e di sparare contro i banditi i quali, per ripararsi, si sono rifugiati attorno all’auto. Dopo che il costruttore aveva esaurito tutti i proiettili, gli aggressori si sono avvicinati alla Volkswagen ed hanno tentato di portare via Domenico Ietto. Quest’ultimo li ha dissuasi dicendo con voce molto bassa: « Sto morendo, non mi rapite perchè sarei per voi più un peso che altro ». Poiché anche il fratello dello Ietto simulava di essere stato ferito, i banditi si sono allontanati. Eugenio Ietto ha allora ripreso la guida dirigendosi verso il vicino ospedale di Oppido Mamertina dove il ferito ha ricevuto le prime cure. Appena vedute le sue condizioni, però, i sanitari dell’Ospedale ne consigliavano il trasferimento all’ospedale civile di Reggio, quindi a  Roma dove veniva portato con un aereo che è atterrato a Ciampino alle 17,05. Quella degli Ietto è una nota famiglia di costruttori del Reggino. Non è la prima volta che i banditi tentano di rapirne uno dei componenti: lo scorso anno, il fratello di Domenico, Vittorio mentre tornava a Delianova trovò un gruppo di uomini armati che avrebbe voluto rapirlo. Vittorio Ietto, come ha fatto oggi Domenico, accelerò l’andatura ed i banditi lo lasciarono passare: nessuno di essi sparó.

 

 

 

Fonte: archivio.unita.news
Articolo del 22 maggio 1971
Ferito a morte dai banditi che tentano di sequestrarlo
Sparatoria sull’Aspromonte

REGGIO CALABRIA, 21. Drammatica sparatoria su una strada nel cuore dell’Aspromonte: un appaltatore edile è stato quasi ammazzato da quattro banditi che prima hanno tentato di rapirlo e poi sono stati messi in fuga dalla stessa vittima che ha aperto il fuoco contro di loro. Domenico Ietto, 46 anni, un agiato costruttore di Delianova è ora ricoverato al policlinico di Roma dove l’hanno trasportato in elicottero per tentare una difficile operazione. Colpito alla schiena, infatti, rimarrà, molto probabilmente, paralizzato.

L’episodio è avvenuto stamane nei pressi di Bradano sulla strada che, attraversando l’Aspromonte e passando per Gambarie va a Reggio. L’appaltatore la percorreva a bordo della sua auto quando quattro uomini armati e mascherati hanno cercato di bloccare l’autovettura, mettendosi al centro della strada. Lo Ietto ha fcjMjece accelerato e allora i quattro hanno cominciato a sparare: uno dei loro colpi raggiungeva l’automobilista al torace. Gravemente ferito ma ancora in sé, Domenico Ietto ha frenato la macchina, ne è sceso ed ha sparato a sua volta diverse revolverate verso gli assalitori, costringendoli alla fuga. Poi è caduto privo di sensi.

Poco dopo è stato soccorso da persone di passaggio e trasportato all’ospedale di Oppido Mamertina. Le sue condizioni apparivano subito gravissime tanto che le attrezzature a disposizione dell’ospedale non potevano essere sufficienti a tentare l’operazione. Allora è stato predisposto che con un elicottero il ferito venisse trasportato alla clinica neurochirurgica di Roma dove è giunto nel pomeriggio di oggi.

Sulle pendici dell’Aspromonte, la solita caccia di carabinieri e polizia ai presunti banditi è iniziata, quasi per adempiere ad una formalità. F

 

 

 

 

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