25 Marzo 1946 Pioppo, fraz. Monreale (PA). Ucciso dalla banda Giuliano il carabiniere Francesco Sassano.

L’omicidio del carabiniere Francesco Sassano consumato la sera del 25 marzo 1946 a Pioppo, mentre vi tra¬scorreva una licenza: solo perché avrebbe osato dire in paese di sentirsi capace di far catturare il capo bandi¬to Giuliano, tre malfattori armati di mitra, introdotti¬si nella sua abitazione, lo costrinsero – sotto gli occhi delle sorelle Anna e Francesca, che terrorizzate non potettero dargli alcuno aiuto – ad uscire di casa ed a seguirli per breve tratto sulla strada Pioppo – Borgetto dove immediatamente, con alcune raffiche di mitra, lo trucidarono, quindi, prima di allontanarsi, posero sul cadavere del povero Sassano un foglio con la scritta: “questa e la fine delle spie. Giuliano’’; la gente viveva in uno stato di terrore: subito dopo, a bordo di un camion, transitò per quella stra¬da certo Canera Salvatore da Monreale, vide a terra il corpo inanimato del carabiniere e, temendo per sé, non si fermò a soccorrerlo e neanche avvertì i carabinieri di Pioppo (Blog di Giuseppe Casarrubea)

 

 

 

Fonte: Blog di Giuseppe Casarrubea

Appello, sentenza, Roma 1956 (parte prima)

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È d’uopo considerare che non tutti in coteste azioni di guerriglia si esaurirono gli atti di banditismo attribuiti al Giuliano ed alla sua banda, commessi durante il periodo dell’EVIS (settembre 1945 ‑ marzo 1946) e subito dopo in quell’angolo della Sicilia occidentale dove il capo bandito pareva dominasse invulnerabile per la rilevanza che spiegano nella presente indagine:

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d) l’omicidio del carabiniere Sassano Francesco consumato la sera del 25 marzo 1946 a Pioppo, mentre vi tra­scorreva una licenza: solo perché avrebbe osato dire in paese di sentirsi capace di far catturare il capo bandi­to Giuliano, tre malfattori armati di mitra, introdotti­si nella sua abitazione, lo costrinsero – sotto gli occhi delle sorelle Anna e Francesca, che terrorizzate non potettero dargli alcuno aiuto – ad uscire di casa ed a seguirli per breve tratto sulla strada Pioppo – Borgetto dove immediatamente, con alcune raffiche di mitra, lo trucidarono, quindi, prima di allontanarsi, posero sul cadavere del povero Sassano un foglio con la scritta: “questa e la fine delle spie. Giuliano’’; la gente viveva in uno stato di terrore: subito dopo, a bordo di un camion, transitò per quella stra­da certo Canera Salvatore da Monreale, vide a terra il corpo inanimato del carabiniere e, temendo per sé, non si fermò a soccorrerlo e neanche avvertì i carabinieri di Pioppo;

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