28 gennaio 1950 Salice Salentino (Lecce). Assassinato in un agguato Donato Leuzzi, segretario Camera del lavoro.

A Salice Salentino (LE) il 28 gennaio 1950 venne ucciso Donato Leuzzi, 25enne segretario della Camera del Lavoro. Era conosciuto ed amato da tutta la popolazione per la sua costante opera in difesa degli interessi di tutte le categorie. Egli si era particolarmente messo alla testa della lotta delle masse contadine ed era riuscito ad ottenere anche numerosi successi, strappando agli agrari importanti concessioni.

 

 

Articolo del 31 Gennaio 1950 da  archiviostorico.unita.it
Un agente degli agrari uccide il segretario dello C.d.L. di Salice
Cinquemila lavoratori del Salento sfilano commossi dietro la salma del valoroso sindacalista – L’omicida si è costituito

LECCE, 30. – Un nuovo delitto ha colpito i lavoratori meridionali. Il compagno Donato Leuzzi, segretario della Camera del Lavoro di Salice, è stato ucciso a tradimento, la sera di sabato 28 da un agente del più ricco e reazionario latifondista del Salento: Pierino Leone, presidente dell’Associazione Agricoltori.
L’uccisore si chiama Italo Giannoccaro. I lavoratori del Salento conoscono bene questo nome: questo servo degli agrari è stato sempre alla testa delle repressioni contro i contadini in lotta.Ed ecco come si è svolto il brutale omicidio di sabato: alle ore 15 il Giannoccaro, in compagnia di due altri individui, tali Luigi Montefusco e Antonio Masseri, avvicinava il compagno Leuzzi nel bar Torino di Salice, e con una scusa imprecisata lo invitava a seguirlo nella sua abitazione. Una volta giunto in casa il Giannoccaro estraeva una pistola fingeva di scherzare con i suoi due amici puntando l’arma contro di loro. Poi, improvvisamente, toglieva la sicura all’arma, la rivolgeva contro il Leuzzi e lo freddava con un colpo al cuore. Quindi, gettata la pistola accanto al cadavere, si dava alla fuga.Dopo quarantott’ore di latitanza, il Giannoccaro si è costituito ai carabinieri.
Il compagno Leuzzi, è l’ultima vittima della feroce reazione agraria nel Salento. Egli era giovanissimo, venticinquenne, ed era conosciuto ed amato da tutta la popolazione, per la sua costante opera in difesa degli interessi di tutte le categorie. Egli si era particolarmente messo alla testa della lotta delle masse contadine ed era riuscito ad ottenere anche numerosi successi, strappando agli agrari importanti concessioni.
L’uccisione del compagno Leuzzi ha perciò duramente colpito e commosso l’opinione pubblica.
Ieri, un interminabile corteo è sfilato davanti alla salma del giovane compagno. Ail suoi funerali hanno partecipato oltre cinquemila lavoratori, convenuti con le loro bandiere da Lecce. Copertino, Campi, Leverano, Carmiano, Peglie Guagnano e moltissimi altri comuni della provincia. Manifesti di lutto e di protesta sono stati affissi dal P.C.I., dal P.S.I., dalla camera del lavoro.

 

 

 

Fonte:  stampacritica.it
Articolo del 30 gennaio 2016
Donato Leuzzi, giovane vittima della mafia
di Simone Cerulli

Moriva nel 1950, a Salice salentino, una delle prime vittime di quello strumento del potere feudale agrario che poi avremmo tutti imparato a conoscere come col nome di mafia. Vecchi padroni rimpiazzati dai nuovi burgisi, ma stesse regole: affidarsi a piccole cosche armate che esercitassero un controllo minuzioso e radicale del lavoro dei braccianti. Un potere che sfuggì di mano a chi l’aveva promosso, quando nei primi del ‘900 i contadini cominciavano ad organizzarsi in associazioni per la tutela del lavoro e per la gestione diretta della terra.

Così agli albori di questa faida, un giovanissimo segretario della Camera del Lavoro nei dintorni di Lecce, Donato Leuzzi, viene ucciso da un sicario del presidente dell’Associazione Agricoltori, Pierino Leone, ricco e reazionario latifondista. Come ha riportato all’epoca il quotidiano “L’Unità”, il venticinquenne Leuzzi si era sempre battuto per la difesa dei diritti di tutte le categorie di lavoratori, mettendosi alla testa della lotta delle masse contadine, riuscendo ad ottenere anche numerosi successi e strappando agli agrari importanti concessioni.

Il suo assassino, difatti, Italo Giannoccaro, viene definito come un servo degli agrari, sempre in prima linea nella repressione dei contadini in lotta. Quel 28 gennaio del ’50 Giannoccaro, insieme a Luigi Montefusco e Antonio Masseri, avvicina Leuzzi nel bar Torino di Salice, e con una scusa lo invita seguirlo nella sua abitazione. Giunti in casa, questi estrae una pistola fingendo di scherzare con i suoi due amici e puntandola contro di loro. Per poi togliere la sicura e rivolgere l’arma contro Leuzzi ed ucciderlo con un colpo al cuore, dandosi alla fuga e poi costituendosi ai carabinieri dopo quarantott’ore di latitanza.

Una storia che poi, negli anni, si ripeterà sempre più spesso, con copioni più o meno simili, andando a creare una lunga lista che, purtroppo, non si è ancora interrotta.

 

 

 

 

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