17 Ottobre 1980 Siderno (RC). Rapito Antonio Colistra, avvocato di 56 anni, marito di una farmacista. Il corpo non sarà mai ritrovato.

17 Ottobre 1980 Siderno (RC). Antonio Colistra, avvocato, marito di una farmacista, è in campagna quando viene assalito. Non ci sta e reagisce, prova a mettere fuori gioco i banditi, ma subisce un duro pestaggio e resta ferito prima di finire inghiottito dall’Aspromonte. Ha cinquantasei anni, e probabilmente quello è stato il suo ultimo giorno di vita: ha subito un’operazione alla gola, è debilitato e necessita di cure. Lo choc e la violenza dei sequestratori saranno fatali. Inutili gli appelli della moglie, nessuno si farà vivo, né il corpo sarà mai ritrovato. (Dimenticati di Danilo Chirico e Alessio Magro)

 

 

 

Articolo da L’Unità del 19 Ottobre 1980

Sequestri in Calabria e in Sicilia: rapiti avvocato e bancario

Sono un professionista e un impiegato genero di un ricco notaio catanese

Altri due sequestri di persone ih Calabria e in Sicilia nelle ultime 48 ore. Le vittime sono un noto professionista
di Siderno, in provincia di Reggioo Calabria, l’avvocato Antonio Colistra di 56 anni, padre di tre figli e un bancario di 27, Antonio Gurreci di Palagonià (Catania) genero di un facoltoso notaio.

Reggio Calabria — L’avvocato Colistra, già procuratore del registro a Caulonia, da quando era andato in pensione si era dedicato all’agricoltura e in particolare alla ristrutturazione di un vigneto. Da alcuni giorni sovrintendeva personalmente alla vendemmia aiutato da alcuni contadini. Ed è stato proprio in un casolare di campagna, dove era in corso la spremitura dell’uva, che i banditi — tre in tutto — lo hanno preso dopo aver costretto i contadini a stendersi faccia a terra. ll Colistra ha tentato di reagire, ma è stato colpito con un bastone alla testa e portato via su un’auto.

Il sequestro di Colistra è il 75° portato a termine in Calabria e il 23° nella zona della Locride, di cui 17 negli ultimi tre anni. Sono ancora nelle mani dei rapiti un farmacista di Fossato, Giuseppe Gullì e il professor Giovanni Pulitanò di Reggio.

ll sequestro di Colistra, infine, giunge ad appena tre giorni dalla tragica conclusione del rapimento di Silvio De Francesco, l’anziano medico napoletano rapito a Bovalino, morto due giorni dopo il sequestro per infarto.

 

[…]

 

 

 

Fonte: archivio.unita.news
Articolo del 5 maggio 1981
Medico  sequestrato  liberato  dei  CC  sull’Aspromonte
Dopo  10  ore  dal  rapimento

CATANZARO   –    È durata meno di dieci ore la prigionia di Antonino Caruso, medico, 76, ostaggio prelevato dall’«Anonima sequestri» calabrese.  Rapito ieri mattina all’uscita da casa mentre si recava in ospedale. Caruso è stato infatti liberato ieri pomeriggio dopo un conflitto a fuoco fra una pattuglia di carabinieri ed i malviventi che lo stavano trasferendo verso le montagne dell’Aspromonte.

È un colpo a vuoto delle cosche mafiose della Piana di Gioia Tauro specializzata nei sequestri, il primo che subiscono nella zona, segno evidente dei «vuoti» apertisi nell’organizzazione dopo i recenti arresti ordinati dalla Procura della Repubblica di Palmi (232 ordini di cattura).

Antonino Caruso, 40 anni, analista presso l’ospedale civile di Gioia Tauro, era uscito ieri mattina dalla sua abitazione a Sant’Eufemia d’Aspromonte, un comune a metà strada fra la Piana e le montagne aspromontane per recarsi al lavoro. Cinque banditi armati e mascherati lo hanno però affrontato, immobilizzandolo e caricandolo su un’autovettura di grossa cilindrata.

Poco dopo le 15, durante un servizio di perlustrazione in una zona montana presso il passo della Limina, precisamente fra i comuni di Delianuova e Oppido Mamertino, una pattuglia di carabinieri incrociava una autovettura sospetta. All’«alt» dei carabinieri gli occupanti dell’autovettura rispondevano – secondo una prima ed ancora imprecisa ricostruzione dei fatti – aprendo il fuoco. Ne nasceva un breve ma violento conflitto a fuoco: i banditi riuscivano a scappare lasciando Antonino Caruso, ancora legato ed imbavagliato, ma ferendo – per   fortuna non gravemente – un carabiniere, attualmente ricoverato all’ospedale di Gioia Tauro.

Liberato Caruso, in mano all’«Anonima sequestri» calabrese, restano ancora altri due ostaggi: il possidente di Siderno Antonio Colistra, ed il farmacista di Montebello Ionico, Domenico Gullì.

 

 

 

Fonte:  archiviolastampa.it
Articolo del 31 agosto 1982
Bimbo di 13 anni rapito in Calabria
A Siderno – Due cugini erano già stati sequestrati – Salgono a 3 gli ostaggi in mano all’Anonima

SIDERNO — Un tredicenne, Alfredo Antico, è stato sequestrato a Siderno, in provincia di Reggio Calabria. Poco dopo le 22; il ragazzo, in compagnia del padre, Agostino, stava rincasando. Nei pressi dell’abitazione sono stati aggrediti da sconosciuti che, dopo aver immobilizzato e stordito l’uomo, hanno sollevato di peso il ragazzo e lo hanno costretto a salire su una autovettura di grossa cilindrata che si è diretta verso la periferia del paese.

Il dott. Agostino Antico è titolare di un laboratorio di analisi e appartiene ad una famiglia di professionisti del luogo le cui condizioni economiche vengono considerate buone.

Sino ad ora le ricerche dei rapitori non hanno dato esito.

Con Alfredo Antico, sono tre le persone attualmente prigioniere dell’Anonima sequestri calabrese. L’otto dicembre è stato rapito Stefano Pellegrino, possidente di Varapodio (Reggio Calabria) e il 9 febbraio il farmacista Giovanni Labate, di Reggio Calabria.

Alfredo Antico è il quarto ragazzo rapito nella regione. I primi tre sono stati nell’ordine: Francesco Cribari, di Cosenza; Fabio Sculli, di Ferruzzano (Reggio Calabria); infine, Giovannino Furci, di Locri.

A Siderno, con questo di Antico, è il quinto sequestro riuscito (cinque sono quelli falliti). In mano ai banditi, prima del giovane figlio dell’ufficiale sanitario, erano caduti: i cugini Tobia e Annarita Matarazzi ; lo studente universitario Francesco Falletti e il farmacista Antonio Colistra. Quest’ultimo non ha più fatto ritorno a casa e si ritiene sia stato ucciso.

 

 

 

 

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