8 Gennaio 1948 Partinico. Ucciso in un agguato Gaetano Minardi, carabiniere della squadra di polizia giudiziaria

Gaetano Minardi, 38 anni, carabiniere della squadra di polizia giudiziaria, fu ucciso, l’8 gennaio 1948, in un agguato mentre, insieme ad altri militari, tutti in borghese, erano in ricognizione in una località di Partinico.

 

Si ringraziano il Sig. Nino Impallari, per la ricerca bibliografica, e il Sig. Gaetano Minardi, nipote, omonimo dell’ucciso, per averci segnalato il nominativo ed inviato la foto.

 

 

Articolo del 9 Gennaio 1948 dal Giornale di Sicilia
Carabiniere ucciso a Partinico in aspro conflitto con fuorilegge.
Un’altra vile aggressione

La cronaca purtroppo deve ancora una volta registrare una vile aggressione della quale è rimasto vittima un altro militare dell’arma benemerita nell’adempimento del dovere. Ieri mattina verso le sette il brigadiere dei carabinieri Fumarola con il carabiniere Gaetano Minardi di Salvatore della classe 1910 nato a Niscemi (Caltanissetta) ed altri due militari, tutti della squadra di polizia giudiziaria dei carabinieri dipendenti dal gruppo interno della Legione, a bordo di un automezzo si erano recati a Partinico per eseguire nella località prestabilitaun servizio di ricognizione.
Verso le nove i componenti in squadra, in abiti borghesi di forgia contadina, armati di pistole o moschetti, giunti in località “Bisacce” alle porte di Partinico, improvvisamente vennero affrontati a breve distanza da sette banditi a viso scoperto, armati di mitra, pistole e bombe a mano, i quali si erano posti in agguato dietro un muricciolo e spianate le armi contro i militari, iniziarono una fitta sparatoria a raffiche di mitra.
La squadra dei valorosi militari dell’Arma, sebbene colta di sorpresa, non ha esitato ad ingaggiare un violento conflitto a fuoco, ma di fronte alle raffiche di mitra alcuni dei carabinieri sono stati costretti a buttarsi in un profondo burrone vicino per defilarsi dai proiettili mentre il povero carabiniere Gaetano Minardi, colpito alla testa ed alle coscie, cadeva fulminato.
Il sottufficiale ed i carabinieri superstiti hanno cercato di difendersi con il moschetto e le pistole di cui soltanto disponevano e si deve alla fortuna se essi sono scampati alla morte. I banditi, supponendo forse che i militari erano precipitati nel burrone perché colpiti, si sono allontanati dileguandosi per la campagna.
Della vile aggressione e dell’uccisione del carabiniere Minardi veniva informata la Caserma dei carabinieri di Partinico e dalla  Legione di Palermo, telefonicamente avvertita, sono subito partiti per Partinico numerosi rinforzi ed ufficiali dell’Arma, comandati dal Colonnello Tuccari, comandante della Legione.
Il cadavere della vittima del dovere, collocato su un autocarro, veniva trasportato all’Ospedale Militare Principale e sistemato in una camera ardente. Il Minardi era fidanzato, ed entro oggi giungeranno a Palermo i familiari per assistere ai funerali dell’eroico carabiniere.
Numerose battute sono state eseguite dai rinforzi giunti a Partinico. Sembra che tra i sette banditi fossero anche i capibanda La Bruzzo, Cassarà e Lombardo, che come è noto, in questi ultimi tempi hanno seminato il terrore e lutti nelle zone di Partinico e Balestrate, penetrando anche nel territorio riservato al “signore di Montelepre”.
Il carabiniere Gaetano Minardi era uno dei valorosi militari della squadra di polizia giudiziaria della nostra Legione, che tanti brillanti servizi aveva reso alla giustizia, ed era decorato al valore.
I superstiti della vile imboscata, uno dei quali ha riportato solamente una lievissima contusione al piede destro, sono tornati al loro servizio.

 

 

Fonte: archiviolastampa.it
Articolo del 9 gennaio 1948

Giuliano al caffè paga per tutti
Immediata azione a vasto raggio per catturare il bandito – Due pericolosi briganti già arrestati

Palermo, venerdì sera. Alle 19,30 In un caffè del centro di Carini presso Palermo, mentre il locale era affollato, si presentava il bandito Giuliano con quattro suoi luogotenenti. Il bandito, dopo di avere sorbito un caffè, ordinava, consegnando un biglietto da mille al cameriere, il caffè per tutti i presenti nel locale e diceva al gestore che, se fossero rimasti soldi, poteva trattenerli come mancia per il cameriere. Dopo di essersi qualificato il brigante Giuliano dava la buona sera a tutti allontanandosi coi suoi luogotenenti, a bordo di un’automobile balilla. Per misura precauzionale però due dei luogotenenti montavano la guardia all’ingresso del locale.

La polizia, venuta a conoscenza della presenza del bandito nella zona di Carini, effettuava subito una battuta a vasto raggio con largo impiego di forze. Nel corso della battuta, che continua ancora mentre telefoniamo, sono stati arrestati due pericolosi briganti affiliati alla banda Giuliano. Essi sono il quarantenne Giuseppe Ammoscato, che è stato rinvenuto nascosto entro una sorta di botola scavata nella roccia, in una delle montagne vicine a Montelepre, e il trentaseienne Francesco Cusimano, già affiliato alla distrutta banda Abate.

Il dispiegamento delle forze dell’ordine si estende lungo tutta la cosidetta «zona Giuliano», che va da Alcamo fino a Montelepre, e si ritiene che il bandito Giuliano con alcuni elementi superstiti della sua banda, sia già accerchiato dalle forze di polizia.

A Partinico una imboscata è stata tesa stamane da un numero imprecisato di banditi a quattro carabinieri in borghese che transitavano in contrada Turrisi. I fuorilegge, nascosti dietro un muretto, hanno attaccato i militari con raffiche di mitra, uccidendo il carabiniere Gaetano Minardi di 37 anni.

 

 

 

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